Esposito (cognome)

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Esposito è un cognome di lingua italiana.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Espositi, Esposto, Esposti, D'Esposito, Degli Espositi, Degli Esposti, Sposito, Spositi, Sposto, Sposti, Spisto, Spista, Spisti.

Origine e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Il cognome Esposito fa parte di quel gruppo di cognomi italiani che in passato si soleva assegnare ai trovatelli,[1] cioè i bambini rifiutati dai genitori naturali e abbandonati alla nascita o in tenera età.

In particolare, Esposito fu il cognome che per consuetudine a Napoli venne a lungo imposto agli infanti rinvenuti nella cosiddetta "ruota degli esposti" (nota anche come "ruota degli innocenti" o "ruota dei proietti/projetti"), un cilindro ligneo girevole, con meccanismo a bussola, che permetteva l'abbandono del bambino in forma anonima e discreta, dandogli accesso al brefotrofio.[2] Questa pratica di affidare il neonato all'altrui pietà e pubblica carità, allo scopo di concedergli una possibilità di sopravvivenza, era nota come "esposizione" e il soggetto che la subiva veniva detto "esposto". Il cognome Esposito trae infatti la sua origine etimologica dal latino expositus, che significa appunto "esposto".[1][3][4]

La ruota degli esposti di Napoli, nata nel XIV sec. insieme all'annessa basilica dell'Annunziata (ove è tuttora visibile), è rimasta in funzione fino alla sua chiusura, il 22 giugno 1875, anche se neonati continuarono ad essere abbandonati sul sagrato o sui gradini della basilica per molti anni a seguire e il relativo brefotrofio continuò ad accogliere orfani fino al 1980.[5][6] I bambini depositati sulla ruota napoletana ed "esposti" alla misericordia della Madonna dell'Annunziata, erano comunemente detti "figli d' 'a Madonna" o "figli d' 'a Nunziata".[7]

Il primo Esposito della storia fu registrato presso l'Ospedale dell'Annunziata il 1º gennaio 1623: si trattava di "Fabritio de anni due", come si legge sul relativo documento d'anagrafe.[4]

La consuetudine di assegnare ai trovatelli napoletani il cognome Esposito fu interrotta, durante il "decennio francese", dall'allora re di Napoli Gioacchino Murat, che lo considerava un umiliante marchio d'origine, una potenziale fonte di discriminazione e di disagio sociale per chi lo portava, "una macchia che impedisce talvolta i vantaggi che [i proietti] potrebbero avere nello Stato Civile".

Con il decreto n. 985 del 3 giugno 1811[3], dispose pertanto che i bambini abbandonati ricevessero un cognome di fantasia adeguato alla persona, per esempio che ne richiamasse le caratteristiche fisiche, somatiche o naturali, oppure che facesse riferimento al santo del giorno o al periodo dell’anno in cui era avvenuta l'esposizione, o anche al luogo di nascita o altri dati noti (talora chi effettuava l'immissione nella ruota lasciava infatti insieme al bambino documenti o bigliettini con indicazioni sulla sua origine geografica e/o familiare, utili in caso di eventuale riconoscimento a posteriori).[8]

Esposito è il decimo cognome più diffuso in Italia,[9] con oltre 23.000 famiglie così chiamate, la grande maggioranza delle quali concentrata in Campania (15.000 famiglie), in particolare a Napoli e provincia (oltre 12.000 famiglie), dove detiene il primato assoluto per frequenza e diffusione.[1]

Persone[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Persone di cognome Esposito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Origine del cognome Esposito, su cognomix.it. URL consultato il 4 giugno 2018.
  2. ^ Nicola De Crescenzio, I brefotrofi e la esposizione dei bambini, Relazione presentata al Governo della R. Santa Casa dell'Annunziata di Napoli dal prof. cav. Nicola De Crescenzio, Governatore del detto Stabilimento e prof. pareggiato nella R. Università degli Studi di Napoli, Napoli, Stabilimento Tipografico di Francesco Giannini, 1873, p. 210. URL consultato il 23 giugno 2019.
  3. ^ a b La registrazione degli esposti | adrART, su adrart.it. URL consultato il 23 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2019).
  4. ^ a b Origine del cognome Esposito, su paginebianche.it. URL consultato il 4 giugno 2018.
  5. ^ Franca Della Ratta, L'Annunziata, in Focus, Napoli, Guida Editori, aprile 2010.
  6. ^ Ruota degli Esposti Napoli - Storiacity, su storiacity.it. URL consultato il 23 giugno 2019.
  7. ^ Giovanna Da Molin, I figli della Madonna: gli esposti all'Annunziata di Napoli (secc. XVII-XIX), Cacucci, 2001. URL consultato il 22 giugno 2019.
  8. ^ Rosa Grassini, Per miseria o per vergogna. L'infanzia abbandonata in epoca moderna, su tesionline.it, L’Annunziata di Napoli e i suoi figli, p. 50. URL consultato il 22 giugno 2019.
  9. ^ Classifica dei cognomi più diffusi in Italia, su mappadeicognomi.it. URL consultato il 31 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. De Felice, Dizionario dei cognomi italiani, Segrate, Mondadori, 1992, ISBN 88-04-35449-6.
  • M. Alinei e F. Benozzo, Dizionario etimologico-semantico dei cognomi italiani (DESCI), Varazze, PM edizioni, 2017, p. 105.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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