Esperimento DØ

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L'esperimento DØ (talvolta scritto D0 o DZero) è una collaborazione di scienziati che conducono ricerche sulla natura fondamentale della materia. DØ è stato una dei due principali esperimenti (insieme a CDF) che raccoglievano i dati delle collisioni protone-antiprotone prodotte dall'acceleratore Tevatron, situato al laboratorio Fermilab, vicino a Chicago.

La ricerca è focalizzata su studi di precisione di interazioni fra protoni e antiprotoni alle energia più alte disponibili al tempo.

Quadro d'insieme[modifica | modifica wikitesto]

L'esperimento DØ è situato in una delle regioni di interazione del sincrotrone Tevatron, dove i fasci di protoni e antiprotoni si intersecano. La raccolta dati è finita nel 2011 e attualmente la collaborazione sta finendo di analizzare i dati raccolti[1].

DØ è una collaborazione internazionale di circa 550 fisici provenienti da 89 università e laboratori nazionali di 18 paesi diversi.

L'esperimento è un test per il Modello Standard della fisica delle particelle. L'esperimento è sensibile agli effetti delle collisioni ad alta energia ed può quindi dare un test della teoria indipendente dal modello. Questo viene fatto costruendo un rivelatore di particelle elementari di grandi dimensioni.

Il rivelatore è costruito per rivelare più particelle elementari possibili, create dall'energia rilasciata dagli urti fra i fasci di protoni e antiprotoni.

La regione di interazione in cui avviene l'annichilazione fra materia e antimateria è vicina al centro geometrico del rivelatore. L'area di collisione è circondata da tracciatori immerse in un forte campo magnetico parallelo alla direziona dei fasci. Al di fuori dei tracciatori sono posti i rivelatori di pre-shower e un calorimetro. Le camere a muoni costituiscono l'ultimo strato del rivelatore. Tutto il rivelatore è contenuto in blocchi di calcestruzzo che permettono di schermare dalle radiazioni.

Ogni secondo il rivelatore analizzava circa 1.7 milioni di collisioni fra i fasci di protoni e antiprotoni. Le informazioni di solo circa 100 collisioni al secondo venivano poi salvate per studi successivi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Sito della collaborazione DØ, www-d0.fnal.gov.
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