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Esecuzione di Gesù secondo i Testimoni di Geova

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Secondo i Vangeli Gesù di Nazareth fu messo a morte su di una struttura definita dalla parola greca σταυρός (stauròs) come fa per esempio il Vangelo secondo Giovanni capitolo 19, versetto 17, che nel testo greco di Westcott e Hort: è reso: «καὶ βαστάζων ἑαυτῷ τὸν σταυρὸν [stauròs] ἐξῆλθεν εἰς τὸν λεγόμενον Κρανίου Τόπον, ὁ λέγεται Ἑβραϊστὶ Γολγοθα»[1][2]

I Testimoni di Geova sostengono che con tale termine gli evangelisti designassero un singolo palo verticale tanto che la loro Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, rende stauròs (σταυρός) come "palo di tortura"[3][4] sostenendo, contro il pensiero della totalità della cristianità, che Gesù non sarebbe morto su una croce composta come afferma il Vocabolario Treccani: «nella forma più tradizionale (ma non più antica), da due legni, uno orizzontale l'altro verticale»[5]

Secondo i testimoni di Geova, l' adorazione della Santa Croce[6] e la sua devozione, è una pratica di idolatria[7] e basa le sue radici sulla adorazione di quel simbolo da parte di diversi popoli pagani[8]

Cosa affermano i Testimoni di Geova sulla esecuzione di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

« Quando ripudiarono gli insegnamenti religiosi che avevano origini pagane, i testimoni di Geova abbandonarono anche molte consuetudini parimenti contaminate [...] Per anni gli Studenti Biblici portarono come distintivo la croce e la corona, e dal 1891 al 1931 questo simbolo comparve sulla copertina della "Torre di Guardia"[9]. Ma nel 1928 venne messo in risalto che un cristiano doveva distinguersi non per il simbolo che portava, ma per l'attività che svolgeva in qualità di testimone. Nel 1936 fu spiegato che l'evidenza indicava che Cristo era morto su un palo, non su una croce a due bracci. »
(I Testimoni di Geova - Proclamatori del Regno di Dio, pp. 199, 200)

La morte di sacrificio di Gesù Cristo riveste per i Testimoni di Geova l' aspetto principale[10] della sua venuta sulla terra come uomo perfetto, con un sacrificio che ha a che fare con il suo Regno e la salvezza del genere umano riscattato dal peccato del primo uomo Adamo[11].

Tutto quello che riguarda il sacrificio e la morte di Gesù, è per i tdG, quello che la Bibbia stessa dichiara. Le Sacre Scritture sono ritenute dai testimoni l'unica autorità attendibile essendo convinti che sia la parola di Dio[12]. A loro avviso, qualsiasi autorità religiosa dopo la morte dell'ultimo apostolo biblico[13], è da ritenersi non attendibile, affermando che molti cosiddetti cristiani dopo il primo secolo, e nei secoli successivi, furono apostati, apostasia predetta dalle Sacre Scritture[14]. Cristo ad avviso dei testimoni di Geova mori su ciò che la Bibbia dichiara essere uno "stauros"[15]

Tutte le evidenze, secondo loro, dimostrano che il termine "stauros" fosse un palo di legno, senza traversa. Oltre all' aspetto della forma del mezzo dell'esecuzione di Gesù, ritengono che la venerazione, l' adorazione e l' indebita attenzione mostrata a quel mezzo di esecuzione, che la stragrande maggioranza della cristianità ritiene essere una croce con traversa, è da ritenersi idolatria, per cui contro i comandi di Dio[16].

Il culto e l'uso della croce, secondo i testimoni, non fu solo una prerogativa della cristianità apostata, ma trova origini documentate in culti di antichi popoli pagani[17]. Quanto asseriscono, a loro avviso, è comprovato oltre che dall'evidenza interna dell' Antico e del Nuovo Testamento, anche da diversi studi accademici, e testimonianze di storici, filologi e teologi, nonché da alcune Traduzioni della Bibbia.

Le fonti a cui fanno riferimento i Testimoni di Geova[modifica | modifica wikitesto]

« Gesù non è morto sulla croce, afferma uno studioso - Gesù non può essere morto inchiodato alla croce, perché non vi è alcuna prova che i Romani duemila anni fa, crocifiggevano i prigionieri, asserisce uno studioso.

La leggenda dell'esecuzione di Cristo è basata soprattutto sulla tradizione della Chiesa Cristiana e sulle illustrazioni artistiche, piuttosto che sui testi antichi, secondo il teologo Gunnar Samuelsson. Egli sostiene che la Bibbia sia stata male interpretata e non ci sono riferimenti espliciti all'uso dei chiodi o alla crocifissione, ma solo che Gesù portava uno "stauros" verso il Calvario, e che non era necessariamente una croce, ma poteva essere anche un "palo". Samuelsson che ha scritto una tesi di 400 pagine, dopo aver studiato i testi originali, ha detto: "Il problema è che la descrizione delle crocifissioni sono notevolmente assenti nella letteratura antica". "Le fonti dove ci si aspetterebbe di trovare conferme per (la esecuzione) tradizionale, non dicono davvero niente." La letteratura antica latina, ebraica e greca da Omero al I secolo dopo Cristo, descrive un arsenale di punizioni per sospensione, ma niente parla di "croci" o "crocifissione". "Di conseguenza, la comprensione contemporanea della crocifissione come punizione è seriamente messa in discussione". [...] Che un uomo di nome Gesù sia esistito è ben documentato. Ha lasciato un bel pò di impronte nella letteratura del tempo. Credo che l'uomo in questione sia il figlio di Dio. Il mio suggerimento è che i cristiani non dovrebbero rigettare o dubitare dei testi biblici, ma che dovremmo leggere il testo così com'è, non come pensiamo o vogliamo che sia. Dovremmo leggerlo riga per riga, non fra le righe. Il testo della Bibbia è sufficiente. Non abbiamo bisogno di aggiungere nulla »

(The Telegraph, 27 giugno 2010, sull'opera Crucifixion in Antiquity, di Gunnar Samuelsson[18][19][20][21])

Significato di "croce" nel tempo, e prima e dopo l'esecuzione di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

"Crux simplex", un semplice palo in legno, che traduce la classica parola greca "stauros" ("σταυρός") nell'opera Das Kreuz und die Kreuzigung (La croce e la cocifissione), di Hermann Fulda, 1878, p 106
Un altro disegno di crux simplex[22] secondo il filologo e filosofo fiammingo cattolico Giusto Lipsio, (1547 - 1606) che egli chiama anche stipes simplex[23]

Il significato di croce (in latino crux) è cambiato nel tempo, e al tempo della esecuzione di Gesù, non era il solo modo in cui oggi viene concepito dalle chiese, ovvero esclusivamente un palo con una traversa. «Il termine [latino] "crux" non si riferisce automaticamente ad una croce, mentre il termine "patibulum" viene generalmente utilizzato per la crocifissione. Senza contare che entrambi i termini sono utilizzati con significati diversi» ad affermarlo, fra gli altri, è Gunnar Samuelsson.

L'accademico e teologo Gunnar Samuelsson[24] dell'università svedese di Göteborg, esperto di greco del Nuovo Testamento, che su Gesù Cristo ha pubblicato studi dedicati alla sua esecuzione e ripresi da importanti pubblicazioni come The Oxford Encyclopedia of the Bible and Law e la Society of Biblical Literature[25], e che ha avuto una eco inconsueta sui media di tutto il mondo dalla Pravda alla CNN; dal Berliner Zeitung al France Soir[26] asserisce: «È un dato di fatto, che questi testi [quelli biblici] sono sorprendentemente silenziosi per quanto riguarda la raffigurazione dell'evento reale in sé. I testi dicono che Gesù portò uno stauros, che aveva un utilizzo ben più ampio nell'antichità di un semplice riferimento a una "croce" oggi, verso il Calvario, e stauron che viene utilizzato in un senso molto più ampio che il solo "crocifiggere". Perché Gesù portò uno stauros, a cosa somigliava (ad esempio, era l'intero strumento di esecuzione o solo una parte di esso, e cioè la "trave trasversale"), perché è stato costretto un passante secondo i Sinottici a partarla per Gesù, il testo è muto su questi punti. I testi che raccontano l'esecuzione non dicono nulla su come Gesù è stato fissato al patibolo. Questo è il cuore del problema. Il testo narrativo della passione non veicola esattamente le informazioni ad esso attribuite, come noi cristiani a volte vorremmo che sia»[27]

Il prof. Giovanni Bazzana, accademico per il Nuovo Testamento alla Harvard Divinity School [28] e storico del cristianesimo antico [29], fa eco riprendendo lo scopo della pubblicazione dell'accademico svedese, avvertendo: «che basarsi sul significato contemporaneo delle parole» per tradurre, per esempio, autori come Tacito o Cicerone«può essere un modo di procedere assai rischioso»[30][31].

Nella sua pubblicazione Crucifixion in Antiquity, il teologo svedese cita infatti una serie di personaggi e i loro scritti in cui i termini usati, denotano solo «sospensioni non specificate», e a volte un unico palo di legno, ma mai inequivocabilmente una crocifissione avvenuta su due pezzi di legno, anche se in certi casi è possibile che il riferimento sia a tale tipo di crocifissione.[32] A pp. 77, 81, 87, 114-115, 126, 121-122, 130 della sua opera, Samuelsson, cita greci, come gli storici Polibio e Appiano di Alessandria, teologi come Diodoro Siculo, filosofi e scrittori come Plutarco; e romani, come lo scrittore e storico Giuseppe Flavio (pp. 99, 102, 109, 110).

Dopo aver esaminato anche la letteratura latina e scrittori, drammaturghi e storici come Valerio Massimo, Publio Cornelio Tacito, Gaio Svetonio Tranquillo, Tito Maccio Plauto e Lucio Anneo Seneca, la conclusione del teologo svedese è: «La mancanza di una terminologia distinta sulla crocifissione e l'uso disparato dei termini nel gruppo delle pene capitali con l'uso della sospensione, nei testi finora studiati, suggeriscono che non vi era alcuna punizione definita chiamata crocifissione prima della esecuzione di Gesù. Le forme della pena della crocifissione familiare al lettore di oggi sembrano essersi formate dopo la morte di Gesù»[33]

Una delle fonti a cui ha fatto riferimento Gunnar Samuelsson[34], e a cui fanno anche riferimento i testimoni di Geova[35][36] è lo studio del 1878 di Hermann Fulda nel libro Das Kreuz und die Kreuzigung (La croce e la crocifissione), (Breslava), che analizza e contesta le ricerche di Giusto Lipsio e del suo De Cruce, oltre ad analizzare diversi altri studi sulla croce fatti fino al suo tempo [37]. Alcune asserzioni di Hermann Fulda sulla croce sono riprese nell' appendice della Traduzione Biblica dei testimoni di Geova che cita la pagina 109, 219 e 220 dell'opera:
«Gli alberi non erano disponibili dappertutto nei luoghi scelti per l'esecuzione capitale pubblica. Perciò si conficcava nel terreno un semplice palo. Su questo i fuorilegge venivano legati o inchiodati con le mani levate verso l'alto, e spesso venivano loro inchiodati anche i piedi»[38].

Dopo aver comprovato diverse sue asserzioni, Fulda tira le seguenti conclusioni, riportate anche dall'appendice e riguardandi le pagine 219 e 220 della sua opera:
«Gesù morì su un semplice palo di tortura: A sostegno di ciò testimoniano (a) l'uso allora consueto di questo mezzo di esecuzione capitale in Oriente, (b) indirettamente la storia stessa delle sofferenze di Gesù e (c) molte espressioni dei padri della chiesa primitiva»[39].

Un'altra opera di consultazione sui termini usati nel Nuovo Testamento: An Expository Dictionary of New Testament Words del noto grecista biblico inglese William Edwy Vine, (ristampa del 1966) volume I, p. 256, rende i termini inglesi "Cross - Crucify" (in italiano, "croce - crocifiggere" ) rimandando direttamente al termine greco stauros[40], specificando:
«Stauros - Indica principalmente un'asta o palo diritto, sul quale i malfattori venivano inchiodati per l'esecuzione. Sia il sostantivo che il verbo stauroo, fissare a un asta o palo, in origine vanno distinti dalla forma ecclesiastica di una croce a due bracci. La forma di quest'ultima ebbe origine nell'antica Caldea, ed era usata come simbolo del dio Tammuz (essendo a forma del mistico Tau, iniziale del suo nome) in quel paese e nei paesi limitrofi, incluso l'Egitto. Verso la metà del III secolo d.C. le chiese si erano ormai dipartite da certe dottrine della fede cristiana o le avevano travisate. Per accrescere il prestigio dei sistemi ecclesiastici apostati, , i pagani erano ricevuti nelle chiese indipendentemente dalla rigenerazione per mezzo della fede ed era largamente permesso loro di ritenere i loro segni e simboli pagani. Perciò il Tau o T, nella sua forma più frequente, con il pezzo in croce abbassato, fu adottato come simbolo della croce di Cristo»[41][42].

Oltre a Wine, altri studiosi concordano della esistenza di oggetti cruciformi usati come simboli sacri, molto prima di Cristo, da parte di popoli pagani ed in associazione con i loro dei. Lo studioso di Scritture ed arte biblica, George Smith Tyack, nella sua opera The Cross in Ritual, Architecture, and Art, del 1900 scrisse:
«È strano, eppure certo, che in epoche molto più antiche della nascita di Cristo, e, successivamente, in paesi non raggiunti dagli insegnamenti della Chiesa, la Croce sia stata usata come simbolo sacro [...] Il greco Bacco, il tiro Tammuz, il caldeo Bel e il norvegese Odino furono tutti simboleggiati presso i loro devoti da un oggetto criciforme»[43][44], e lo scrittore, apologeta cattolico italiano Rino Cammilleri nel suo saggio Il quadrato magico. Un mistero che dura da duemila anni, del 1999, osserva:
«La croce è simbolo ben più antico del cristianesimo. La si trova, con significato magico, in quasi tutte le culture. Il toro della civiltà egea l'aveva impressa sulla fronte e l'egizia vacca Hathor la portava sui fianchi, simbolo del sole come l'antichissima svastica o croce gammata, poi divenuta tristemente famosa per opera dei nazisti»[45].

Testimonianza negli scritti sacri cristiani in greco[modifica | modifica wikitesto]

I testimoni di Geova fanno notare che quando si parla dell'esecuzione di Gesù nel Nuovo Testamento, gli scrittori «usarono il sostantivo greco stauròs 27 volte e i verbi stauròo 46 volte, synstauròo (il prefisso syn significa "con") 5 volte, e anastauròo (anà sifnifica "di nuovo) una volta. Inoltre usarono 5 volte il sostantivo greco xỳlon, legno»[46]. Stauròs sia nel greco comune (koinè) che nel greco classico, ad avviso dei testimoni e degli studiosi da loro citati, «non dà affatto l'idea di una "croce" fatta di due pezzi di legno. Significa solo un palo diritto [...]»[47].

Nell'appendice della Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, Bibbia edita dai Testimoni di Geova, si legge: «"Palo di tortura" è usato in Matteo 27:40 in relazione all'esecuzione capitale di Gesù sul Calvario, o Luogo del teschio. Non c'è nessuna prova che qui la parola greca stauròs [σταυρός] significasse una croce come quella che i pagani usavano come simbolo religioso già molti secoli avanti Cristo. Nel greco classico la parola stauròs [σταυρός] significava semplicemente un palo verticale, come quelli usati per le fondamenta. Il verbo stauròo significava recintare con pali, o fare una palizzata. Gli ispirati scrittori delle Scritture Greche Cristiane scrissero nel greco comune (koinè) e usarono la parola stauròs [σταυρός] con lo stesso significato del greco classico, quello cioè di palo semplice, senza alcuna specie di braccio trasversale incrociato in alcun modo. Non c'è nessuna prova del contrario. Gli apostoli Pietro e Paolo usarono anche la parola xylon [ξύλον] per riferirsi allo strumento di tortura sul quale fu inchiodato Gesù, e cò dimostra che era un palo verticale senza braccio trasversale, poiché questo è ciò che significa xylon [ξύλον] in questa particolare accezione. (Atti 5:30; 10:39; 13:29; Galati 3:13; 1Piet 2:24). Nei LXX troviamo xylon [ξύλον] in Esd 6:11 (2 Esdra 2:11), dove se ne parla come di una trave a cui il violatore della legge doveva essere appeso, come in Atti 5:30; 10:39 [...] Il dizionario latino di Lewis e Short dà come significato basilare di crux "albero, forca o altro strumento di legno per l'esecuzione capitale, su cui erano messi al palo o appesi i criminali". Negli scritti di Livio, storico romano del I secolo a.E.V., crux significa un palo semplice. "Croce" è solo un significato posteriore di crux. Un palo semplice per mettere al palo un criminale era chiamato in latino crux simplex»[48]

Anche l'apostolo ed evangelista Giovanni, indicato come presente alla morte di Gesù[49] si servì della parola greca staurós[50] per indicare lo strumento della morte di Cristo che nel Vangelo è termine, secondo i Testimoni di Geova, che nel greco classico indicherebbe principalmente un palo diritto senza bracci trasversali.[51]

Stauros e xylon secondo le opere di studiosi e di dizionari biblici[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle asserzioni degli studiosi Hermann Fulda e Gummar Samuelsson sul significato dei termini biblici greci stauros e xylon, altri studiosi si sono occupati del significato dei due termini.

Un accademico che fece «uno studio dettagliato sulla parola greca stauròs»[52] fu Paul Wilhelm Schmidt (1845-1921). Teologo e professore per il Nuovo Testamento presso la Facoltà Teologica dell'Università di Basilea nel 1875, il prof. Schmidt fu scrittore prolifico su temi neotestamentari[53]. Una delle pubblicazioni, che ebbe più edizioni [Tubinga, Lipsia, Friburgo, (1899), (1900), (1904)], fu quella riguardante Gesù, Die Geschichte Jesu (La storia di Gesù). Nell'edizione del 1904, volume II[54], il teologo dedica nove pagine (pp.386-394) allo studio della parola stauròs[55]. A pag. 386, Schmidt asserisce:
«σταυρός [stauròs] significa ogni palo o tronco d'albero in posizione eretta». Sulla esecuzione di Gesù alle pagine 387, 388 e 389 attesta: «Oltre alla flagellazione, secondo i racconti evangelici, per quanto riguarda la pena inflitta a Gesù va presa in considerazione solo la più semplice forma di crocifissione romana: l'appendere il corpo svestito ad un palo,il quale, fra l'altro,Gesù dovette trasportare o trascinare fino al luogo dell'esecuzione per intensificare l'infamante pena. [...] Qualsiasi cosa diversa dall'essere semplicemente appesi è esclusa dal fatto che spesso si trattava di esecuzioni capitali in massa: 2.000 in una volta da Varo (G. Flavio, Antichità giudaiche XVII 10.10), da Quadrato (Guerra giudaica II 12.6), dal procuratore Felice (Guerra giudaica II 15. 2 [13. 2]), da Tito (Guerra giudaica VII 1 [V 11.1])»[56].

Sempre a proposito di stauròs, anche la voce "croce" del New Bible Dictionary, un dizionario biblico del 1985, di J.D. Douglas, fa la seguente asserzione:
«Il termine gr. per 'croce' (stauros, verbo stauroo [...]) significa principalmente trave o palo diritto, e secondariamente un palo usato come strumento di punizione ed esecuzione»[57][58]

Un altro noto dizionario biblico, il Vine's Expository Dictionary of Old and New Testament Words, del grecista inglese William Edwy Vine, sul termine greco stauròs (spiegato nel suo dizionario per il significato di croce e cricifissione)[59]dice:
«Stauros - Indica principalmente un'asta o palo diritto, sul quale i malfattori venivano inchiodati per l'esecuzione. Sia il sostantivo che il verbo stauroo, fissare a un asta o palo, in origine vanno distinti dalla forma ecclesiastica di una croce a due bracci»[60][61][62]

Traduzioni della Bibbia[modifica | modifica wikitesto]

I testimoni sono pronti a dimostrare, che un attento studio delle Traduzioni della Bibbia redatte da diverse confessioni religiose, protestante e cattolica comprese, rivela non solo la tendenza di alcune traduzioni a spiegare, nonostante la credenza fideistica nella croce, il reale significato di stauròs, ma a tradurre anche il termine xylon con il suo effettivo significato, anziché con il consueto termine: "croce"[63], una nuova traduzione moderna, la Restoration Study Bible (RSB), ha portato un radicale cambiamento ai termini che riguardano l'esecuzione di Gesù «traducendo le parole greche originali stauros e xulon rispettivamente con "stake" (palo) e "tree" (albero)»[64][65]. La nota del versetto 32 del capitolo 27 del Vangelo di Matteo (a pagina 1380 della RSB) spiega il motivo della scelta:
«"Palo" - La KJV (Bibbia del Re Giacomo) insieme alla maggioranza delle traduzioni rende questa parola con l'equivalente "croce". Questo termine deriva dal greco stauros che significa "un palo verticale". L'altra parola greca resa "croce" nel NT (Nuovo Testamento) è xulon, che denota "un tronco vero e proprio di legno o legname da costruzione". Secondo il Dott. E.W. Bullinger, nel suo Companion Bible, stauros e zulon "non significano mai due pezzi di legno messi l'uno di traverso all'altro tra di loro in qualunque angolazione, ma sempre un pezzo unico" (Appendice 162). Inoltre l'Enciclopedia Britannica dice che la croce tradizionale è anche collegata con l'adorazione pagana, che fu più tardi adottata dalla Chiesa: "Nelle chiese egisziane la croce era un simbolo pagano della vita adottato dai cristiani e interpretato nella maniera dei pagani". (11esima edizione, vol. 14, pag.273). È per queste ragioni che la RSB ha scelto la parola "palo" al posto della parola "croce"»[66][67].

Il teologo e biblista E. W. Bullinger nella traduzione biblica inglese da lui curata: The Companion Bible (The Companion Bible o Bibbia di Bullinger), quando deve tradurre il termine greco stauros oltre a spiegare in alcune pagine del Nuovo Testamento il suo reale significato, rimanda regolarmente all' Appendice 162 [68] della Bibbia. Nella The Companion Bible, (The Companion Bible condensata), se eseminiamo per esempio il Vangelo secondo Matteo, dove si parla della esecuzione di Gesù, e viene quindi spiegato il termine stauròs, (qui), vediamo che oltre ad esserci una sorta di "commentario biblico" (sulla destra della pagina, vedi p. 1370 il termine "crucified"), che spiega che stauros non è una croce con traversa, ma un singolo palo, rimanda il lettore (come accade regolarmente anche per altri versetti che spiegano stauròs), all'appendice 162 di quella Traduzione con lo scopo di approfondire il tema. Un punto principale dell' appendice 162 (qui la versione online), è:
Su stauròs: «indica un palo diritto, su cui erano inchiodati i criminali per essere giustiziati [...] Non significa mai due pezzi di legno posti in croce l’uno ad alcun angolo rispetto all’altro, ma sempre un pezzo solo [...] L’evidenza è pertanto completa, che il Signore fu messo a morte su un palo diritto, e non su due pezzi di legno posti ad alcun angolo» (Appendice 162 della The Companion Bible).

Moltissime altre Traduzioni della Bibbia (la stragrande maggioranza), traducono sia stauròs che xylon con il termine "croce", ma in maniera significativa, altre Traduzioni Bibliche appartenenti alle più disparate confessioni religiose, traducono stauròs con il termine "croce", ma, xylon con il termine legno o albero, questo è il caso de La Bibbia Concordata curata da un gruppo di biblisti ebrei, cattolici, ortodossi e protestanti della Società Biblica Italiana, della Bibbia cattolica del 1960 a cura di monsignor Fulvio Nardoni, per le versioni protestanti in lingua inglese: Versione Riveduta, The Bible in Living English, King James Version, New International Version, The Emphasized Bible di Rotherham, The New English Bible, Revised Standard Version, e altre ancora, come per esempio, la francese Segond 21 della Società Biblica di Ginevra, e la stessa Jerusalem Bible (approvata dalla CEI). In quali versetti, le Traduzioni summenzionate (ed altre ancora), si distinguono dalle traduzioni della stragrande maggioranza di altre Bibbie? I cinque "luoghi" nella Bibbia in cui gli scrittori usano la parola xylon in alternativa a stauròs per designare l'esecuzione di Gesù sono: Atti 5:30, Atti 10:39, Atti 13:29; Galati 3:13 e 1 Pietro 2:24.
Il vocabolario greco-italiano di Lorenzo Rocci, attribuisce a xylon, fra altri, il significato principale di "legno", "pezzo di legno", "tronco" e anche "albero"[69][70]. Per cui i cinque versetti che nel Nuovo Testamento usano xylon (Atti 5:30, Atti 10:39, Atti 13:29; Galati 3:13 e 1 Pietro 2:24) dovrebbero contenere un termine del significato che il dizionario attribuisce a xylon. I cinque versetti vengono tradotti dalla Traduzione del Nuovo Mondo in questo modo:

  • Atti 5:30 «l'Iddio dei nostri antenati ha destato Gesù che voi avete ucciso, appendendolo a un palo [xylon]»
  • Atti 10:39 «E noi siamo testimoni [...]sia nel paese [...]che a Gerusalemme [...] lo soppressero appendendolo ad un palo [xylon]»
  • Atti 13:29 «Or quando ebbero compiuto tutte le cose scritte di lui, lo calarono dal palo [xylon] e lo posero in una tomba [...]»
  • Galati 3:13 «Cristo ci liberò [...] perché è scritto "Maledetto ogni uomo appeso al palo" [xylon]»
  • 1 Pietro 2:24 «Egli stesso portò i nostri peccati nel proprio corpo, sul palo [xylon][...]»

Testimonianze negli scritti sacri ebraici[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i Testimoni di Geova, costituirebbero prove dell'effettivo significato di stauros come palo verticale anche alcune citazioni bibliche del Vecchio Testamento: In Deuteronomio si fa menzione di mettere al "palo" il cadavere di un condannato a morte, non di metterci qualcuno per farlo morire.[71]

In lingua ebraica non esisterebbe una parola corrispondente al termine italiano "croce": per designare tale oggetto si utilizzava la locuzione "trama e ordito", alludendo ai fili su un telaio. Nel passo biblico del Deuteronomio, il termine ebraico tradotto "palo" è `ets, che significa principalmente albero o legno, precisamente un palo di legno.[72] La pena di morte descritta nella Bibbia presso gli Ebrei avveniva per lapidazione. La parola aramaica ’a‘, corrispondente al termine ebraico `ets, compare in Esdra,[73] dove riguardo ai violatori del decreto del re persiano vien detto: "Sarà tolta una trave dalla sua casa ed egli vi sarà messo al palo".

Nel tradurre i passi biblici del Deuteronomio e di Esdra, i traduttori della Versione dei Settanta usarono la parola greca xylon, lo stesso termine usato da Paolo nella Lettera ai Galati[74] e da Pietro.[75] Il termine greco xylon è usato diverse altre volte in riferimento al "legno" su cui fu appeso Gesù.[76] La parola greca, infatti, veniva applicata a molti oggetti fabbricati di legno, quali un piolo, una leva, il cavallo di Troia, un collare di legno messo sul collo di un prigioniero, le scorte in cui gli sono confinati i piedi, una forca, una panca, un tavolo.[77] È usata ripetutamente nella versione greca dell'Antico Testamento per indicare un albero vivo,[78] e anche nel Nuovo Testamento.[79]

Origini pagane della croce[modifica | modifica wikitesto]

Diversi studiosi attestano che ogetti cruciformi, erano adorati diversi secoli prima di quanto poi fece, la cristianità, dopo la morte di Cristo, con la venerazione del mezzo usato per la sua esecuzione.

Ritenuto dagli studiosi, come «lavoro culturalmente importante»[80], The Worship of the Dead: Or, the Origin and Nature of Pagan Idolatry and Its Bearing Upon the Early History of Egypt and Babylonia, di John Garnier è un ampio studio sull'idolatria in Egitto e a Babilonia, (testo completo [2]), che esamina anche i simboli idolatrici, fra cui la croce. Scrivendo sul simbolo della croce egiziana, l'autore afferma:
«La croce a forma di "crux ansata" [...]. era portata in mano dai sacerdoti e dai re pontefici egiziani come simbolo della loro autorità di sacerdoti del dio-sole, ed era chiamata "il segno della vita"»[81].

Croce ansata (o egiziana) - simbolo di vita e fertilità

Un'opera che ha voluto dimostrare come simboli di adorazione nel paganesimo antico avevano a che fare con rappresentazioni sessuali, è l'opera Hystory of Sex-Worship di Herbert Cutner, (tradotta nel 1972 anche in italiano con il titolo Breve Storia del Sesso nelle Religioni[82]), che a pag. 16 e 17 afferma:
«Varie figure di croci si trovano dappertutto sui monumenti e sulle tombe degli egiziani e sono considerate da molti esperti simboli del fallo o del coito, [...] Nelle tombe egiziane la croce ansata [croce sormontata da un cerchio o impugnatura] si trova accanto al fallo»[83]

La forma della "croce", due pali ad angoli retti secondo l' Expository Dictionary of New Testament Words: «ebbe la sua origine nell’antica Caldea, e fu usata come il simbolo del dio Tammuz (essendo a forma del mistico Tau, iniziale del suo nome) in quel paese e nei paesi limitrofi, incluso l’Egitto. Nella metà del 3° sec. E.V. le chiese si erano dipartite da certe dottrine della fede cristiana o le avevano travisate. Per accrescere il prestigio dei sistemi ecclesiastici apostati, i pagani erano ricevuti nelle chiese indipendentemente dalla rigenerazione per mezzo della fede ed era largamente permesso loro di ritenere i loro segni e simboli pagani. Perciò il Tau o T, nella sua forma più frequente, con il pezzo in croce abbassato, fu adottato perché rappresentasse la croce di Cristo.»[84].

Un'altra opera in sintonia con Vine, ad avviso dei testimoni è la pubblicazione The Ecclesiastical Review che affermò: «Si può sicuramente affermare che solo dopo l’editto di Milano, 312, D.C., la croce fu usata come il permanente segno della nostra Redenzione. De Rossi dichiara positivamente che nessun monogramma di Cristo, scoperto nelle catacombe o in altri luoghi, può farsi risalire a un periodo anteriore all’anno 312. Anche dopo quel memorabile anno, la chiesa, allora libera e trionfante, si accontentava di avere un semplice monogramma di Cristo: la lettera greca chi attraversata verticalmente da un rho, e a volte orizzontalmente, da un iota. [carattere greco in originale] Il più antico crocifisso menzionato come oggetto di pubblica adorazione è quello venerato nella Chiesa di Narbonne nella Francia meridionale, che risale al 6° secolo» [85].

E The Encyclopædia Britannica afferma che: «Vari oggetti, che risalgono a periodi molto anteriori all’èra cristiana, sono stati trovati, segnati con croci di diverso disegno, quasi in ogni parte del mondo antico. India, Siria, Persia ed Egitto han tutti fornito innumerevoli esempi, mentre numerosi esemplari, che vanno dalla tarda età della Pietra ai tempi cristiani, sono stati trovati quasi in ogni parte d’Europa. L’uso della croce come simbolo religioso nei tempi precristiani e fra i popoli non cristiani può forse essere considerato quasi come universale, e in moltissimi casi era collegato con qualche forma di adorazione della natura»[86].

Una citazione della rivista Svegliatevi! dei testimoni di Geova osserva: «Entro il 300 E.V. una versione corrotta del cristianesimo si era diffusa in tutto l'impero romano. Questa corruzione, un allontanamento dalla vera adorazione, era stata predetta. (2 TessaloStoria denicesi 2:3-10). Si verificò una vera e propria apostasia. Durant spiega: "Il cristianesimo non distrusse il paganesimo: lo adottò"[87] »[88]

La venerazione della croce secondo i testimoni di Geova[modifica | modifica wikitesto]

Da Minucio Felice a Claudio di Torino[modifica | modifica wikitesto]

Il pensiero dei Testimoni sulle fonti additate a sostegno della "croce" con traversa[modifica | modifica wikitesto]

Critiche alla tesi dei Testimoni di Geova[modifica | modifica wikitesto]

Studi da parte di appartenenti ad altre confessioni cristiane contestano le conclusioni dei Testimoni di Geova sul significato del termine stauròs: mancherebbe infatti qualsiasi certezza sulla forma dello stauròs, che fosse conformato a palo oppure a croce e la seconda ipotesi viene considerata più attendibile. Secondo Carpenter e Comfort,[89] l'iscrizione posta sulla Croce di cui parla il Vangelo secondo Matteo: "al di sopra della sua testa (di Gesù) posero la scritta dell'accusa contro di lui: Questo è Gesù, il re dei giudei",[90] indicherebbe che lo stauròs fosse fatto a forma di croce, perché se fosse stato un palo l'iscrizione sarebbe stata sopra le mani. La parola epano, che significa al di sopra di, viene usata qui come in Matteo 2:9 ("si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino"), Luca 11:44 ("la gente vi passa sopra senza saperlo") e Giovanni 3:31 ("Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti"). Secondo i Testimoni di Geova, Matteo avrebbe voluto indicare semplicemente che la scritta era posta al di sopra di Gesù, considerando la testa un riferimento più importante delle mani.[91] Secondo Piccirilli[92] la forma dello stauròs fu diversa nelle diverse epoche. Ritengono che, nel caso dell'esecuzione di Gesù, lo stauròs indicasse effettivamente un palo con braccio trasversale Davies[93] e Isbouts[94] e lo stesso Picirilli.[92]

Nel descrivere il supplizio della crocifissione, fonti antiche anche pagane del periodo immediatamente dopo la composizione dei Vangeli rappresentano il condannato con le braccia aperte. Luciano di Samosata (ca. 120 – tra il 180 e il 192) così descrive la posizione di Prometeo crocifisso sul Caucaso: "su questo precipizio potrà esser crocifisso: stenderà una mano a questa rupe, ed un'altra a questa dirimpetto" ("ἐκπετασθεὶς τὼ χεῖρε ἀπὸ τούτου τοῦ κρημνοῦ πρὸς τὸν ἐναντίον").[95] Artemidoro di Daldi (ca. 96 – ca. 180) dice che è malaugurio sognare di ballare in alto su qualcosa: l'altezza e l'estendere le braccia sono presagi di crocifissione come criminale.[96]

Lo stesso Artemidoro dichiara che lo "stauròs" è composto di più travi tenute insieme con chiodi: ἐκ ξύλων καὶ ἤλων γἐγονεν ὁ σταυρός.[97][98]

Lo "stauròs" era considerato simile alla lettera tau (T),[99] e questo accostamento compare anche, in relazione allo "stauròs" specifico di Gesù in fonti cristiane delle origini.[100] Un'altra prefigurazione del simbolo della Croce era stata ritenuta dai primi cristiani la posizione di preghiera di Mosè durante il combattimento contro Amalec[101] Nella Lettera di Barnaba si dice: "Lo Spirito parla al cuore di Mosè di rappresentare la figura della croce (σταυρός) e di chi avrebbe dovuto patire (su di essa), per significare che se non crederanno in Lui saranno in guerra eterna": lettera di Barnaba, 12. La croce. Giustino di Nablus (100-165) paragona la croce a come veniva cotto l'agnello pasquale ebraico ovvero che si infilzava in verticale e poi sul dorso si metteva un pezzo di legno di traverso all'altezza del dorso per attaccarci gli arti[102] e ancora parla della posizione di Mosè come imitante la croce.[103] Nel II secolo i cristiani attribuivano allo strumento della morte di Gesù sempre forma di croce, mai di palo.[104] Ireneo di Lione, padre della Chiesa vissuto nella seconda metà del II secolo scrive: "È per opera del Verbo di Dio che tutte le cose quaggiù sono state disposte e strutturate; per questo la crocifissione del Figlio di Dio si è compiuta anche lungo tutte e quattro queste dimensioni, quando egli ha tracciato sull'universo il segno della sua croce"[105]; e la Lettera di Barnaba, ancora più antica, dice che Mosè, quando distese le braccia, rappresentava la forma della croce[106] Come riferito sopra, i Testimoni di Geova affermano al contrario che "Gesù sarebbe morto su un semplice palo [...] e così sarebbe stato descritto nella storia della sua morte e in molte espressioni dei primi padri della Chiesa", senza specificare quale "storia della sua morte" e senza citare nemmeno una delle asserite molte espressioni dei primi Padri.

Esistono due papiri: il Papiro 66 e il Papiro 75 datati 200 d.C. dove il termine stauròs si presenta in una strana forma dove la T e la R sono unite proprio per formare una croce.[107]

Tra le testimonianze archeologiche, che avallano la tesi della morte in croce e non su un palo, si menzionano lo scheletro, trovato nel 1968, di un uomo crocifisso vicino a Gerusalemme nello stesso secolo in cui è morto Gesù, e il graffito di Alessameno, un graffito blasfemo dove un uomo con la testa d'asino è posto su una croce e sotto delle scritte in greco, mentre a Ercolano (città colpita dall'Eruzione del Vesuvio del 79 d.C.) è stato trovato un inginocchiatoio a muro dove è presente incastonato il segno di una croce.[108]

La casa editrice Le Monnier ha protestato contro il modo di agire dei Testimoni di Geova nel citare il dizionario Liddell-Scott con omissioni che ne altererebbero la sostanza: si tratta della soppressione del termine "la Croce", riportato nel dizionario fra le accezioni possibili della parola greca ξύλον, e omesso nella citazione dei Testimoni di Geova.[109] Tale incomprensione è stata comunque risolta inserendo e correggendo la citazione nelle versioni posteriori al 1985.

Anche la citazione delle voci "σταυρός" e "crux" da The Imperial Bible-Dictionary del 1866 omette la parte nella quale si sostiene che quando questi termini sono stati per la prima volta usati in relazione a Gesù, il significato usuale non sarebbe più stato quello primitivo.[110]

David W. Chapman osserva che W.E. Vine, in quello che dice della parola greca σταυρός,[111] è rimasto vittima del "sofisma etimologico" di supporre che tale parola possa significare nient'altro che un palo unico eretto, e che lo stesso errore si incontra spesso negli scritti dei Testimoni di Geova.[112]

Con Vine, il quale sostenne che al più tardi nella metà del III secolo le chiese accettavano come membri pagani "indipendentemente dalla rigenerazione per mezzo della fede" e permettendo loro di ritenere segni e simboli pagani, e che la lettera Τ, che prima rappresentava Tammuz (divinità babilonese), così cominciò, con la traversa abbassata, a prendere la forma di una crux commissa, si presenta come "in sintonia" sopra un articolo di Paul G. Sandalgi apparso nella rivista The Ecclesiastical Review, del settembre 1920, una ventina di anni prima dell'opera di Vine.[113] Sandalgi non fa alcuna menzione di Tammuz e dice che già "i primi cristiani" onoravano Cristo crocifisso tracciandosi una croce ripetutamente sulla fronte e dovevano spiegare ai pagani che il loro culto della croce non era di carattere idolatrico. Theodoxa (msg) 11:33, 13 feb 2016 (CET)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il testo greco di Giovanni 19:17 di Westcott e Hort nella Bibbia on line de La parola.it, [1]
  2. ^ Westcott e Hort rende il versetto 25 del capitolo 19 in «Εἱστήκεισαν δὲ παρὰ τῷ σταυρῷ τοῦ Ἰησοῦ ἡ μήτηρ αὐτοῦ καὶ ἡ ἀδελφὴ τῆς μητρὸς αὐτοῦ, Μαρία ἡ τοῦ Κλωπᾶ καὶ Μαρία ἡ Μαγδαληνή», Vedi La parola.it
  3. ^ Perspicacia nello studio delle Scritture dei testimoni di Geova, volume II, pag. 472, parola "Palo di tortura" asserisce: «Strumento come quello su cui fu messo a morte Gesù Cristo. (Mt 27:32-40; Mr 15:21-30; Lu 23:26; Gv 19:17-19, 25; vedi "Palo", "Mettere al"). Nel greco classico il sostantivo stauròs, reso palo di tortura nella Traduzione del Nuovo Mondo, indica principalmente un'asta o palo diritto, e non c'è nessuna prova che gli scrittori delle Scritture Greche Cristiane lo usassero per indicare un palo con un braccio trasversale.»
  4. ^ Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edizione large 1987, Appendice, "palo di tortura" pag.1579
  5. ^ "Croce", nel Vocabolario Treccani on line qui
  6. ^ L'adorazione della croce nel sito Regina Mundi
  7. ^ Pubblicazione dei testimoni di Geova: Accertatevi di ogni cosa, 1974, parola croce, sottotema L'uso della croce come oggetto di devozione è idolatria
  8. ^ Svegliatevi!, 22 agosto 1972, articolo: Uno sguardo a Martin Lutero pp.17-21
  9. ^ Fu nel 1931 che La Torre di Guarda, allora quindicinale, riportò per l'ultima volta il simbolo di una croce e una corona ancora nell'edizione del 1° ottobre del 1931. L'edizione seguente, quella del 15 ottobre 1931 non riportava più i due simboli
  10. ^ Paragrafo: Il suo [di Gesù Cristo] ruolo vitale nel proposito di Dio: «Per l'importantissimo ruolo che ha nel proposito di Dio, Gesù poté giustamente e senza esagerazione dire: 'Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me'. — Gv 14:6» - Perspicacia nello studio delle Scritture, volume 1, pag.1068, 1988, Watch Tower, New York
  11. ^ «Per immeritata benignità del Padre, Cristo Gesù depose la sua perfetta vita umana in sacrificio. Questo rese possibile che i suoi eletti seguaci fossero uniti con lui nel suo Regno celeste e inoltre che ci fossero sudditi terreni del suo Regno. (Mt 6:10; Gv 3:16; Ef 1:7; Eb 2:5» - Perspicacia nello studio delle Scritture, volume 1, pag.1069, 1988, Watch Tower, New York
  12. ^ «Ci dobbiamo dunque rivolgere alle sacre scritture della Sacra Bibbia per avere autorevoli informazioni [...] Per Bibbia intendiamo non solo i ventiquattro libri delle Sacre Scritture a cui si limitano gli Ebrei o Giudei, ma l'intera Bibbia che contiene non solo quelle Sacre Scritture Ebraiche ma anche le ispirate Scritture Cristiane. L'ultimo libro in tale Bibbia completa fu scritto diciannove secoli fa dal cristiano apostolo Giovanni ed è chiamato Rivelazione. Molto appropriatamente, esso pone termine a questa ispirata Bibbia di Dio con il tema della vittoria divina» - Opuscolo Vittoria Divina, p.5, par.5, Watch Tower, 1973, New York
  13. ^ «Successivamente l'apostasia iniziò a corrompere la primitiva congregazione cristiana, in particolare dopo la morte degli apostoli (2 Tess. 2:3-7)» - La Torre di Guardia, 15 marzo 2013, pp. 27-28, Watch Tower, New York
  14. ^ «Entro il 300 E.V. una versione corrotta del cristianesimo si era diffusa in tutto l'impero romano. Questa corruzione, un allontanamento dalla vera adorazione, era stata predetta. (2 Tessalonicesi 2:3-10) Si verificò una vera e propria apostasia. Durant spiega: "Il cristianesimo non distrusse il paganesimo: lo adottò" - Storia della Civiltà, Parte III, Cesare e Cristo, di Will Durant, trad. di A. Mattioli, p.753, Mondadori, Milano, 1957» - Svegliatevi!, 22 ottobre 1994, p.20
  15. ^ Una pubblicazione dei testimoni di Geova: Accertatevi di ogni cosa. (alla parola: croce) asserisce:Croce (Ga, PIB, VR, Di) traduce la parola greca stau·ros′, che denota, "primariamente, un palo diritto. Su di essi erano inchiodati i malfattori per l’esecuzione". (Expository Dictionary of New Testament Words, Londra, Inghilterra, 1962; W. E. Vine, Vol. I, pagina 256) Il verbo greco stau·ro′o ("crocifiggere", Ga) significava "cingere di pali" come una palizzata, o "legare o affiggere a un palo", "mettere al palo". (Giovanni 19:15) La parola greca xy′lon, che significa "albero o palo" o "un pezzo di legno", è pure usata in riferimento allo strumento usato per mettere a morte Gesù. (Atti 5:30; 10:39; 13:29) La parola ebraica ʽets, che significa "palo" o "albero, legno, trave, bastone", è usata in Deuteronomio 21:22, 23, che Paolo cita in Galati 3:13 riferendosi al mezzo della morte di Gesù.
  16. ^ «L'uso della croce come oggetto di devozione è idolatria * Eso. 20:4, 5 “Non ti devi fare immagine scolpita né forma simile ad alcuna cosa che è su nei cieli o che è giù sulla terra o che è nelle acque sotto la terra. Non devi inchinarti a loro né essere indotto a servirle”.* 1 Giov. 5:21 "Figliuoletti, guardatevi dagli idoli"» - Accertatevi di ogni cosa, p. 128, 1974, Watch Tower, New York
  17. ^ «Un altro libro (Strange Survivals) dice in merito a Costantino e alla sua croce: "Non c'è dubbio che il suo comportamento rispondeva ad una strategia: il simbolo che innalzò soddisfaceva da una parte i cristiani del suo esercito e dall'altra i Galli [pagani] [...] Per questi ultimi esso era la garanzia del favore della loro divinità solare", il dio-sole che adoravano. No, il 'segno celeste' di Costantino non aveva nulla a che fare con Dio o con Cristo, bensì è intriso di paganesimo» - La Torre di Guardia, 1° maggio 1989, p.25, Watch Tower, New York
  18. ^ The Telegraph del 23 giugno 2010
  19. ^ La storia della croce - Da simbolo pagano fallico dello hieros gamos, a emblema del cristianesimo di John Denham Parsons, Henry Dana Ward, Mourant Brock - Hermann Fulda, pp.500, 501, Azzurra7 editrice, Gardigiano di Scorzè 2014, ISBN 978-88-889-0734-5 - Una pubblicazione che riporta per intero l'articolo del Telegraph, e una recensione su Crucifixion in Antiquity di Gunnar Samuelsson
  20. ^ Crucifixion in Antiquity, una delle pubblicazioni di Gunnar Samuelsson sulla crocifissione
  21. ^ Gunnar Samuelsson non è, e non è mai stato testimone di Geova
  22. ^ Lipsio, sulla diversificazione di crux, distingue la crux simplex dalla crux commissa, nella quale Lipsio conclude che Gesù doveva soffrire e morire - alle pag. 3-4 della seconda edizione di Gunnar Samuelsson, Crucifixion in Antiquity
  23. ^ Giusto Lipsio, De cruci libri tres, Anversa 1629, p.19
  24. ^ Gunnar Samuelsson nel sito della University of Gothenburg
  25. ^ Pubblicazioni che fanno riferimento a Gunnar Samuelsson
  26. ^ media nel mondo che hanno parlato della ricerca di Gunnar Samuelsson
  27. ^ La storia della croce - Da simbolo pagano fallico dello hieros gamos, a emblema del cristianesimo di John Denham Parsons, Henry Dana Ward, Mourant Brock - Hermann Fulda, p.503, Azzurra7 editrice, Gardigiano di Scorzè 2014, ISBN 978-88-889-0734-5
  28. ^ Il proff. Giovanni Bazzana
  29. ^ Ta Biblia, dello storico Giovanni Bazzana
  30. ^ La storia della croce - Da simbolo pagano fallico dello hieros gamos, a emblema del cristianesimo di John Denham Parsons, Henry Dana Ward, Mourant Brock - Hermann Fulda, p.508, Azzurra7 editrice, Gardigiano di Scorzè 2014, ISBN 978-88-889-0734-5
  31. ^ Ta Biblia, sulla "croce" del prof. Giovanni Bazzana
  32. ^ Per esempio in Gunnar Samuelsson, Crucifixion in Antiquity (Mohr Siebeck 2013 ISBN 978-31-6152508-7), p. 87
  33. ^ Crucifixion in Antiquity - An Inquiry into the Background and Significance of the New Testament p. 205 Crucifixion in Antiquity - An Inquiry into the Background and Significance of the New Testament p. 205
  34. ^ Lo studio di Hermann Fulda esaminato da Gunnar Samuelsson
  35. ^ Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, Appendice della edizione large p. 1580, 1987, New York
  36. ^ Svegliatevi del 22 ottobre 1997 articolo: Gesù è morto in croce?
  37. ^ Vedi a pag. 8 di Crucifixion in Antiquity
  38. ^ Das Kreuz und die Kreuzigung, di Hermann Fulda, p. 109, Breslava 1878
  39. ^ Das Kreuz und die Kreuzigung, di Hermann Fulda, pp. 219,220, Breslava 1878
  40. ^ Il Dizionario di Wine - online - An Expository Dictionary of New Testament Words
  41. ^ Il Dizionario di Wine - online - An Expository Dictionary of New Testament Words
  42. ^ Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, edizione "large", 1987, Appendice, argomento "Palo di tortura" p. 1579, Watch Tower, New York
  43. ^ The Cross in Ritual, Architecture, and Art, di G.S.Tyack, p. 1, Londra 1900
  44. ^ Il testo completo dell'opera di Tyack: 'The Cross in Ritual, Architecture, and Art
  45. ^ Il quadrato magico. Un mistero che dura da duemila anni, di Rino Cammilleri, p.156, Rizzoli, Milano 1999
  46. ^ Perspicacia nello Studio delle Scritture, volume 2, Palo di tortura, pag. 472, Watch Tower, New York 1988
  47. ^ Perspicacia nello Studio delle Scritture, volume 2, Palo di tortura, pag. 472, Watch Tower, New York 1988
  48. ^ Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, edizione large, p. 1579 (5C - "Palo di tortura"), Watch Tower, 1987, New York
  49. ^ Vangelo secondo Giovanni, 19:25-30
  50. ^ Vangelo secondo Giovanni, 19:17, 19, 25.
  51. ^ Henry George Liddell, Robert Scott, An Intermediate Greek-English Lexicon, Oxford 1889, s.v. σταυρός (voce on-line su Perseus.tufts.edu).
  52. ^ Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edizione large 1987, Appendice, "palo di tortura" pag.1580
  53. ^ Alcune pubblicazioni sul Nuovo Testamento di Paul Wilhelm Schmidt
  54. ^ Die Geschichte Jesu, Volume 2
  55. ^ Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edizione large 1987, Appendice, "palo di tortura" pag.1580
  56. ^ Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edizione large 1987, Appendice, "palo di tortura" pag.1580
  57. ^ 'New Bible Dictionary, a cura di J. D. Douglas, 1985, voce: croce, p. 253
  58. ^ Perspicacia nello Studio delle Scritture, volume 2, Palo di tortura, pag. 472, Watch Tower, New York 1988
  59. ^ Il Dizionario di Wine - online - An Expository Dictionary of New Testament Words
  60. ^ Vine's Expository Dictionary of Old and New Testament Words, di William Edwy Vine, volume 1, pag. 256
  61. ^ 'New Bible Dictionary, a cura di J. D. Dougla, 1985, voce: croce, p. 253
  62. ^ Perspicacia nello Studio delle Scritture, volume 2, Palo di tortura, pag. 473, Watch Tower, New York 1988
  63. ^ Svegliatevi! 8 maggio 77 pp.27-28
  64. ^ La storia della croce, pag.514
  65. ^ La Bibbia: Restoration Study Bible
  66. ^ RSB pag. 1380 nota su Matteo 27:32
  67. ^ La storia della croce, pag.514<
  68. ^ Appendice 162 della The Companion Bible
  69. ^ Svegliatevi! 8 maggio 1977, pag. 27
  70. ^ Il vocabolario del grecista Lorenzo Rocci nella recensione della Associazione Italiana del Libro
  71. ^ Deuteronomio, 21:22, 23. Nella Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edita dai Testimoni di Geova, di seguito il testo direbbe "Il suo corpo morto non dovrebbe restare sul palo per tutta la notte; ma lo dovresti senz'altro seppellire quel giorno, perché colui che è appeso è qualche cosa di maledetto da Dio; e tu non devi contaminare il tuo suolo". L'apostolo Paolo riporta nella Lettera ai Galati (3:13: confronto fra le versioni bibliche CEI, Nuova Riveduta e Nuova Diodati) il passo biblico: "perché è scritto: ‘Maledetto ogni uomo appeso al legno'", così tradotto nella Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edita dai Testimoni di Geova).
  72. ^ King James Version Old Testament Hebrew Lexicon (sul sito BibleStudyTools.com), s.v. `ets
  73. ^ Esdra, 6:11.
  74. ^ Lettera ai Galati, 3:13.
  75. ^ Prima lettera di Pietro, 2:24: Gesù "portò i nostri peccati nel proprio corpo, sul legno"
  76. ^ Atti degli Apostoli 5:30; 10:39; 13:29
  77. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, ξύλον, in A Greek-English Lexicon, 1940.
  78. ^ Genesi 2:9, 16, 17, 3:1-3, 6, 8, 11-12, 17, 22, 24; Esdra 9:25; Giudici 9:9-10; Cantico dei Cantici 2:3; Ezechiele 17:24
  79. ^ Apocalisse 22:2, 14, 31
  80. ^ Giudizio sulla pubblicazione The Worship of the Dead di John Garnier
  81. ^ The Worship of the Dead, di John Garnier, Londra, 1904, p. 226
  82. ^ Breve Storia del Sesso nelle Religioni. Longanesi, 1972
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  84. ^ Expository Dictionary of New Testament Words di W. E. Vine, Vol. I, pagina 256, Londra 1962
  85. ^ The Ecclesiastical Review, (Baltimora, Maryland, settembre 1920), No 3, pagina 275
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  87. ^ Storia della Civiltà, Parte III, Cesare e Cristo, di Will Durant, trad. di A. Mattioli, p.753, Mondadori, Milano, 1957
  88. ^ Citazione riportata in Svegliatevi! del 22 ottobre 1994, p.20
  89. ^ Eugene E. Carpenter, Philip Wesley Comfort, Holman Treasury of Key Bible Words: 200 Greek and 200 Hebrew Words Defined and Explained, Broadman and Holman Publishers 2000 ISBN 0-8054-9352-2, p. 260
  90. ^ Matteo 27, 37.
  91. ^ Vedi Croce o Palo? Su quale mezzo morì Gesù?
  92. ^ a b Robert E. Picirilli, The Gospel of Mark, Randall House Publications, 2003 ISBN 0-89265-500-3, p. 417).
  93. ^ William David Davies, Dale C. Allison, Matthew 19-28, T&T Clark Ltd, edizione 2004 ISBN 0-567-08375-6, p. 613.
  94. ^ Jean-Pierre Isbouts, Young Jesus: Restoring the "Lost Years" of a Social Activist and Religious Dissident, Sterling Publishing Company 2008 ISBN 978-1-4027-5713-6, p. 273).
  95. ^ versione italiana di Luigi Settembrini, p. 96, disponibile pure qui
  96. ^ Artemidoro, Oneirocritica, 1.76 (Siegfried Lebrecht Crusius, Leipzig 1805, p. 106): Εἰ δέ τις ὑψηλὸς ἐπί τινος ὀρχοῖτο εἰς φὀβον καὶ δἐος πεσεῖται· κακοῦργος δὲ ὢν σταυρωθήσεται διὰ τὸ ὕψος καὶ τὴν τῶν χειρῶν ἔκτασιν.
  97. ^ Artemidoro, Oneirocritia, 2.53 (p. 234 dell'edizione di Leipzig 1805)
  98. ^ John Granger Cook, Crucifixion in the Mediterranean World (Mohr Siebeck 2014 ISBN 978-316153124-8), p. 32
  99. ^ Luciano di Samosata, (Giudizio delle vocali, 12) immagina che il Sigma chieda che il Tau sia punito con la sua stessa figura ("ἐγὼ μὲν γὰρ οἶμαι δικαίως τοῦτο μόνον ἐς τὴν τοῦ Ταῦ τιμωρίαν ὑπολείπεσθαι, τὸ τῷ σχήματι τῷ αὑτοῦ τὴν δίκην ὑποσχεῖν").
  100. ^ Nella Lettera di Barnaba si interpreta come una prefigurazione della crocifissione di Gesù il numero 318, corrispondente al numero di uomini circoncisi da Abramo (Genesi 14, 14): nella sua trascrizione in lettere diventa ΙΗ (lettere iniziali di ΙΗΣΟΥΣ, Iesus, per 18) e Τ (interpretato nella fonte come simbolo della Croce, per 300): vedi Lettera di Barnaba, 9. La circoncisione dell'udito, sul sito ANSDT.it. Anche Clemente Alessandrino (Stromateis VI, 9) dà la stessa interpretazione della cifra 318 e in tale contesto usa l'espressione "il segno del Signore" (τὸ κυριακὸν σημεῖον) per indicare la croce.
  101. ^ Esodo 17,12 17, 12
  102. ^ Giustino di Nablus, Dialogo con Trifone, 40,3
  103. ^ Giustino di Nablus, Dialogo con Trifone, 90,4-5, p. 283 della traduzione italiana Edizioni Paoline, 1988 ISBN 8831501054)
  104. ^ Ireneo di Lione (130-202), Contro le Eresie, 2,24,5: ""La forma della croce ha cinque punte ed estremità, due nella lunghezza, due nella larghezza, e una nel mezzo, là dove si posa colui che vi è confitto.""; Tertulliano (ca. 155 – ca, 230), Ad gentes 1, 12, 3-5: parla della "croce intiera, s'intende con la sua traversa, e il suo sedile sporgente".
  105. ^ Ireneo di Lione, Dimostrazione della predicazione apostolica, 34
  106. ^ "Lo Spirito parla al cuore di Mosè di rappresentare la figura della croce (σταυρός) e di chi avrebbe dovuto patire (su di essa), per significare che se non crederanno in Lui saranno in guerra eterna. Mosè in mezzo al combattimento ammucchiò armi su armi, e postosi più in alto di tutti distese le braccia, e così Israele vinceva nuovamente" (Lettera di Barnaba, 12. La croce)
  107. ^ Stauròs negli antichi manoscritti
  108. ^ ritrovamenti di Ercolano
  109. ^ Scambio di corrispondenza al riguardo
  110. ^ "Non può esserci dubbio che ... intorno al periodo evangelico la crocifissione veniva generalmente eseguita appendendo il criminale ad un braccio trasversale di legno" Patrick Fairbairn, The Imperial Bible-Dictionary, vol. 1, p. 376
  111. ^ Vine's Expository Dictionary of NT Words, σταυρός
  112. ^ David W. Chapman, Ancient Jewish and Christian Perceptions of Crucifixion (Mohr Siebeck 2008 ISBN 978-3-16-149579-3), p. 11
  113. ^ [The Ecclesiastical Review, settembre 1920, pp. 273–278

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