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Esecuzione capitale extragiudiziale

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Un'esecuzione capitale extragiudiziale o arbitraria è l'omicidio di una persona da parte di autorità governative o di individui senza alcun previo procedimento giudiziario, a differenza di un'esecuzione sommaria che avviene senza equo processo (oppure dopo un processo farsa).

L'esecuzione capitale da parte di agenti dello Stato è considerata stragiudiziale quando non rientra nei seguenti parametri:[1]

  • legittima difesa;
  • in combattimento all'interno di un conflitto armato;
  • l'uso razionale necessario e proporzionato della forza per far rispettare la legge;
  • a causa di imprudenza, negligenza o violazione del regolamento.

I principi per la prevenzione delle esecuzioni capitali extragiudiziali sono stati adottati il 15 dicembre 1989 dall'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite ai sensi dell'art. 3 della Risoluzione 44 / 162 che ha fatto propria la Raccomandazione enunciata nell'Annesso della Risoluzione del Consiglio economico e sociale 1989/65 del 24 maggio 1989.[2]

Questi principi stabiliscono anche le responsabilità che uno Stato deve assumersi per prevenire tali omicidi che sono: stabilire divieti legali su tali esecuzioni, evitarle garantendo il controllo sui funzionari autorizzati dalla legge a usare la forza e le armi da fuoco, garantire la protezione delle persone che sono in pericolo di subire tali esecuzioni e vietare ai funzionari superiori di autorizzazione o istigazione di essi.[1][2]

Le uccisioni stragiudiziali colpiscono spesso personaggi politici, sindacali, dissidenti, religiosi e attivisti di spicco. Ciò avviene spesso attraverso un omicidio mirato perpetrato nell'ottica del magnicidio, ovvero per la decapitazione del vertice di una organizzazione o di un movimento politico ostile al governo; quando colpisce soggetti ritenuti una minaccia alla sicurezza dello Stato, si vale della licenza di uccidere accordata all'entità governativa - in totale violazione dello Stato di diritto - al soggetto esecutore materiale di quella che si rivela una vera e propria pena capitale illegittimamente inflitta.

Tuttavia, in alcune aree del globo, avvengono uccisioni stragiudiziali contro criminali comuni od esponenti della criminalità organizzata, perpetrate da squadre della morte: nei casi in cui non è un mascheramento delle forze dell'ordine, questa forma di “giustizia fai da te” (o giustizia privata) in realtà esprime l'affievolimento della primaria responsabilità dello Stato sovrano, cioè il monopolio della forza, e come tale avviene in condizioni di dissolvimento della pubblica autorità.

Signature strike

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I signature strike sono esecuzioni capitali eseguite in genere per mezzo di droni armati la cui vittima è stata individuata tramite algoritmi di intelligenza artificiale. Diversi errori di bersaglio le hanno rese estremamente controverse[3][4].

Diritto internazionale

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Quando le uccisioni stragiudiziali sono "condotte come parte di un ampio e sistematico attacco contro la popolazione civile" nel perseguimento di una politica dello Stato "di attacco contro presunti criminali"[5], la Corte penale internazionale ha radicato la sua giurisdizione ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, lettere f) e g) dello Statuto di Roma (crimini contro l'umanità).

Voci correlate

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Altri progetti

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