Ersilia Zamponi

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«Ci lamentiamo che i nostri ragazzi, spendendo ore e ore alla tv, non siano più capaci di parlare e usare bene la lingua. Basterebbe insegnargli che con la lingua si può anche giocare, e si divertirebbero persino ad andare a caccia degli errori sintattici dei presentatori tv

(Umberto Eco, "La bustina di minerva"[1])

Ersilia Zamponi (Omegna, 1940) è un'insegnante e saggista italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nota per la pubblicazione, in forma di saggio, di materiali ludici e creativi per una didattica sperimentale della lingua italiana. Ha insegnato alla scuola media Rodari di Crusinallo, frazione di Omegna, invitando con passione i suoi studenti alla lettura. È stata promotrice di numerose e brillanti attività volte ad avvicinare i ragazzi alla letteratura, tra le quali la creazione della Cooperativa Libromagia - un'associazione gestita dagli studenti dell'ultimo anno che aveva, tra gli altri, l'obiettivo di organizzare periodicamente una fiera del libro all'interno della scuola - e delle Edizioni del Falco, una piccola (e fittizia) casa editrice gestita interamente dai ragazzi, che dava loro la possibilità di pubblicare e diffondere all'interno della scuola racconti e poesie.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

I draghi locopei[modifica | modifica wikitesto]

«Alle origini, enigma, poesia e metafora sono strettamente intrecciati, Aristotele lo sapeva. La più alta delle metafore poetiche e il più meccanico degli enigmi hanno in comune il fatto che le parole possano dire più di quel che sembrano dire. Tra gioco di parole, lapsus, sogno e invenzione corrono legami sottili.
Coraggio ragazzi, malgrado i programmi ufficiali la scuola sopravvive.»

(Umberto Eco, "La bustina di minerva"[1])

Nel 1982, stimolata da una conversazione avuta con Franco Fortini, iniziò, in una sezione a "tempo prolungato", una sperimentazione triennale per un insegnamento ludico dell'italiano, ispirato a una rubrica settimanale su Tuttolibri di Giampaolo Dossena, all'opera di Gianni Rodari (nativo di Omegna), alle sperimentazioni di Franco Fortini, Raymond Queneau, André Breton, Guillaume Apollinaire, e alle basi programmatiche del "Gruppo μ". Il risultato di quel lavoro - metodi e materiali - attirò l'attenzione di Umberto Eco che vi dedicò nel 1985 una positiva recensione sul settimanale L'Espresso. Quegli stessi materiali didattici furono trasfusi l'anno successivo nel saggio I draghi logopei. Imparare l'italiano con i giochi di parole, dato alle stampe per Einaudi nel 1986, con prefazione di Umberto Eco. L'opera ha conosciuto una seconda edizione nel 2007, con postfazione di Stefano Bartezzaghi[2].

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988, ha pubblicato per lo stesso editore, in collaborazione con Roberto Piumini, il saggio Calicanto. La poesia in gioco, la cui seconda edizione è uscita nel 2008.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Umberto Eco, "La bustina di minerva", Espresso, 23 giugno 1985
  2. ^ Roberto Carnero, I Draghi Locopei[collegamento interrotto], sezione Scuola>Itinerari del sito dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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