Eros e Priapo

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« Li associati a delinquere cui per più d'un ventennio è venuto fatto di poter taglieggiare a lor posta e coprir d'onte e stuprare la Italia, e precipitarla finalmente in quella ruina e in quell'abisso dove Dio medesimo ha paura guardare, pervennero a dipingere come attività politica la distruzione e la cancellazione della vita, la obliterazione totale dei segni della vita. Ogni fatto o atto della vita e della coscienza è reato per chi fonda il suo imperio col proibire tutto a tutti, coltello alla cintola »
(incipit di Eros e Priapo, redazione del 1944)
Eros e Priapo: da furore a cenere
Autore Carlo Emilio Gadda
1ª ed. originale 1967
Genere saggio
Sottogenere pamphlet, libello politico
Lingua originale italiano
Ambientazione Italia fascista

Eros e Priapo: da furore a cenere è un saggio polemico dello scrittore italiano Carlo Emilio Gadda, scritto nel biennio 1944-1945. Fu pubblicato in volume, con ingenti variazioni ed edulcorazioni del testo decise dall'Autore stesso coadiuvato da Enzo Siciliano, solo nel 1967. Nel gennaio 2010 il manoscritto originale è stato ritrovato nell'Archivio Gadda di Arnaldo Liberati, erede dei diritti d'autore. Nell'ambito del progetto di ripubblicazione delle Opere di Gadda presso l'Editore Adelphi, iniziato nel 2011, la nuova edizione critica dello scritto, basata sulla versione autografa primitiva, verrà pubblicata a cura di Paola Italia e Giorgio Pinotti.

Riflessione storica feroce su Mussolini e vent'anni di dittatura fascista in Italia, Gadda scrive il testo durante il suo soggiorno fiorentino negli anni finali della Seconda Guerra Mondiale. Va detto che egli fu a lungo un sostenitore del Regime, dal quale aveva lentamente preso le distanze già prima della guerra e della sua caduta.

Genesi e pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Progettato dall'Autore nella seconda metà del 1944, una sezione del terzo capitolo fu pubblicata, dopo travagliate vicende, sulla rivista Officina tra il 1955-1956 col titolo Il primo libro delle Furie.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Il saggio è anche un laboratorio linguistico nel quale Gadda scatena tutta la sua capacità mimetica e parodica, adottando frequentemente le cadenze e il vocabolario di uno scrittore del Dugento fiorentino, il De Madrigal, una maschera dello stesso Gadda (Alì Oco De Madrigal è l'anagramma del nome dell'autore), il quale, con la propria furia linguistica e sintattica, incendia la polemica portandola a vette d'intensità letteraria e intellettuale tra le più elevate toccate dalla scrittura gaddiana.

Non viene mai menzionato il termine "fascismo", né il nome di Mussolini, al quale Gadda fa riferimento con numerosi e differenti nomignoli come, ad esempio, «furioso babbeo»; lo stesso autore si cita come «De Madrigal».

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Una psicanalisi del fascismo[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di altri scrittori italiani, il distacco dal fascismo di Gadda non si configura come semplice rimozione dei valori mussoliniani e adozione di nuovi o diversi ideali. Gadda sente il bisogno di capire che cosa sia stato il fascismo, al di là di facili semplificazioni, e di penetrarne la natura più intima attraverso ricchi aneddoti ed episodi narrativi. Questo lo porta a praticare una vera e propria psicanalisi del fascismo, animata da un vero e proprio furore distruttivo.

Fin dal primo paragrafo Gadda lancia la sua accusa al Regime fascista, quella di aver avuto come programma la cancellazione della vita, l'Eros filosofico appunto, in nome dell'imperio e della repressione:

«Li associati per cui per più d'un ventennio è venuto fatto di poter taglieggiare a lor posta e coprir d'onta la Italia, e precipitarla finalmente a quella ruina e in quell'abisso ove Dio medesimo ha paura guatare, pervennero a dipingere come attività politica la distruzione e la cancellazione della vita, la obliterazione totale dei segni della vita. Ogni fatto o atto della vita e della conoscenza è reato per chi fonda il suo imperio sul proibire tutto a tutti, coltello alla cintola.»[1].

Fascismo e fallocentrismo[modifica | modifica wikitesto]

Al centro si staglia la figura di Priapo, divinità fallica che per Gadda simboleggia lo sfoggio maschilista, fallocratico, esibizionistico e in ultima analisi nevrotico del fascismo. La fallocrazia fascista viene da Gadda esaminata nei minimi dettagli, dall'abbigliamento delle camicie nere ai rituali collettivi, dalle grandi adunate romane alla vita quotidiana sotto il Fascio. Ne risulta non solo un'analisi minuziosa dei simboli e delle parole d'ordine del regime, ma anche una ricostruzione attenta delle radici profonde che il fascismo ha nella storia italiana.

L'altra divinità del titolo del saggio, Eros, riconduce alle fasi dello sviluppo del bambino secondo la teoria della psicoanalisi. Gadda mette in parallelo la psicologia legata all'erotismo e il fascino che hanno subito gli italiani (ed in particolare le donne) per la figura di Mussolini.

Gadda infatti ha l'enorme merito, rispetto ad altri critici del regime, di non considerare il fascismo una dittatura caduta dal cielo sull'innocente popolo italiano, ma di leggerlo come manifestazione di tendenze di lunga durata della cultura (o mancanza di cultura) nazionale, come epifania di alcune fondamentali manchevolezze del popolo italiano nel suo insieme. In questo Gadda rientra in una lunga tradizione di critici "anti-italiani" della cultura nazionale.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Eros a Priapo: da furore a cenere, Milano, Garzanti, 1967.
  • Saggi, giornali, favole II (contiene il testo critico di Eros e Priapo stabilito da Giorgio Pinotti nel 1990), Collana I Libri della Spiga, Milano, Garzanti, 1992.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eros e Priapo, Milano, Garzanti, 1990, a pag. 19. ISBN 8811667046

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Incipit, adattamenti teatrali, traduzioni e altro ancora di "Eros e Priapo"

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