Ernesto Brambilla

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ernesto "Tino" Brambilla
Tino Ernesto Brambilla.jpg
Nazionalità Italia Italia
Motociclismo IlmorX3-003.png
Carriera
Carriera nel Motomondiale
Esordio 1959 in Classe 350
Stagioni dal 1959 al 1962
Scuderie 1959 - MV Agusta
1960-1962 - Bianchi
Miglior risultato finale 10°
Gare disputate 10
Podi 1
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Carriera
Carriera in Formula 1
Esordio 1963
Stagioni 1963 e 1969
Scuderie Scuderia Centro Sud, Scuderia Ferrari
GP disputati 2 (0 partenze)
 

Ernesto "Tino" Brambilla (Monza, 31 gennaio 1934) è un pilota motociclistico e pilota automobilistico italiano ritiratosi dall'attività agonistica.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Primo di quattro figli del titolare di un'officina di riparazioni auto e moto, Brambilla esordì nelle competizioni nel 1953 con una Rumi 125. La prima vittoria fu ottenuta il 17 maggio di quell'anno, sul circuito cittadino di Trecate. A questa vittoria fecero seguito quelle della gara in salita Cernobbio-Bisbino e dei circuiti di Piazzola sul Brenta e di Santa Maria Capua Vetere, queste ultime ottenute con una MAS 175.

Per la stagione 1954 Brambilla acquistò una MV Agusta 125 Monoalbero Corsa, con cui ottenne nella stagione 22 vittorie e il titolo di Campione italiano di Terza Categoria. Il titolo attirò su di lui l'attenzione della MV Agusta, che lo ingaggiò durante la stagione '54. Il monzese fu pilota ufficiale MV sino al 1959, ottenendo due titoli italiani Juniores della 250 (1956 e 1957). Nella stagione '59 fece anche il suo esordio nel Motomondiale, ottenendo il terzo posto all'esordio al GP di Germania della 350.

A fine '59 Brambilla ruppe il rapporto con la MV Agusta per passare alla Bianchi, dove sviluppò le bicilindriche progettate da Lino Tonti. Nel 1961, con la moto milanese, ottenne il titolo di Campione Italiano Seniores della 500, davanti all'ex campione del mondo Libero Liberati, oltre ad alcuni piazzamenti nel Mondiale.

Dopo aver rotto anche con la Bianchi, Brambilla corse il GP delle Nazioni 1962 con una Moto Morini 250, per poi dedicarsi ai kart e, dal 1963, all'automobilismo, dapprima in Formula Junior e dal 1965 in Formula 3, finendo secondo in classifica alla guida di una monoposto Wainer.

Nel 1966 fu campione italiano di Formula 3 con una Brabham-Ford, categoria nella quale corse anche nel 1967 con una Birel, venendo coinvolto nell'incidente di Caserta che costò la vita a "Geki" Russo. Nel 1968 passò in Formula 2, dapprima con una Brabham e poi con una Ferrari, arrivando terzo nel Campionato europeo. L'anno successivo, invece, fu settimo nell'Europeo F2; avrebbe dovuto correre anche il GP d'Italia di Formula 1, ma ciò non fu possibile per i postumi di un incidente motociclistico.[1]

Chiuso il rapporto con la Ferrari, Brambilla corse in auto e in moto (anche con il fratello minore Vittorio), per dedicarsi successivamente alla sua officina e al lavoro di collaudatore di pneumatici Pirelli.

Risultati nel motomondiale[modifica | modifica wikitesto]

1959 Classe Moto Flag of France.svg Flag of the Isle of Man.svg Flag of Germany.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Ulster Banner.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
350 MV Agusta - 3 NE NE - - Rit 4[2] 10º
1959 Classe Moto Flag of France.svg Flag of the Isle of Man.svg Flag of Germany.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Ulster Banner.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
500 MV Agusta Rit NE 0
1960 Classe Moto Flag of France.svg Flag of the Isle of Man.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of Germany.svg Ulster Banner.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
350 Bianchi - Rit - NE NE - Rit 0
1961 Classe Moto Flag of Spain (1945–1977).svg Flag of Germany.svg Flag of France.svg Flag of the Isle of Man.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of East Germany.svg Ulster Banner.svg Flag of Italy.svg Flag of Sweden.svg Flag of Argentina.svg Punti Pos.
350 Bianchi NE Rit NE - 4 NE 5 - Rit - NE 5[3] 10º
1962 Classe Moto Flag of Spain (1945–1977).svg Flag of France.svg Flag of the Isle of Man.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of Germany.svg Ulster Banner.svg Flag of East Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of Finland.svg Flag of Argentina.svg Punti Pos.
350 Bianchi NE NE - Rit NE NE - - - - NE 0
1962 Classe Moto Flag of Spain (1945–1977).svg Flag of France.svg Flag of the Isle of Man.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of Germany.svg Ulster Banner.svg Flag of East Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of Finland.svg Flag of Argentina.svg Punti Pos.
250 Moto Morini - - - - - - - - Rit NE - 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Gara non valida Non qual./Non part. Ritirato/Non class. Squalificato "-" Dato non disp.
Fonte dei dati: motogp.com, racingmemo.free.fr, autosport.com, jumpingjack.nl, pilotegpmoto.com.

Risultati in Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

1963 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Punti Pos.
Scuderia Centro Sud Cooper-Maserati NQ 0
1969 Scuderia Vettura Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Spain (1945–1977).svg Flag of Monaco.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico.svg Punti Pos.
Scuderia Ferrari 312 NP 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Patrignani, Benito Magazzini, Così non più, Motociclismo d'Epoca 6/2003, Edisport, Milano
  • Walter Consonni, Tino Brambilla: mi è sempre piaciuto vincere, Giorgio Nada Editore 2015, Vimodrone

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]