Erich Abram

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Erich Abram
Walter Bonatti Eric Abram K2 1954.jpg
Erich Abram con Walter Bonatti
Nazionalità Italia Italia
Alpinismo Mountaineering pictogram (2).svg
 

Erich Abram (Vipiteno, 13 giugno 1922Bolzano, 16 gennaio 2017) è stato un alpinista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Vipiteno, ma cresciuto a Bolzano,[1] da giovane studiò a Innsbruck dove già iniziò a scalare le montagne del Kaisergebirge. A 16 anni Abram gestiva il sesto grado. Venne arruolato negli Gebirgsjäger durante la seconda guerra mondiale combattendo quindi nel Caucaso, in Cecoslovacchia, in Grecia ed infine in Unione Sovietica dove fu fatto prigioniero. Tornò a Bolzano solamente nel 1947.[2][3] Il 26 febbraio 2013 fu sentito al Tribunale militare di Roma in qualità di testimone nel processo Störk (un caporale della Wehrmacht accusato di aver preso parte alla fucilazione di ufficiali italiani a Cefalonia, e per questo condannato all'ergastolo): negò di essere stato nell'isola insieme al suo reparto (reparto che si era distinto per la ferocia con la quale aveva in più occasioni trucidato militari italiani che si erano arresi), affermando di essere invece rimasto in terraferma; negò anche, contro ogni evidenza documentale, di essere stato mitragliere (la sua testimonianza è registrata nel 2° dei due DVD prodotti dall'ANPI di Roma e che raccolgono i filmati delle fasi più salienti del processo Störk).

Nelle Dolomiti, come socio dell'Alpenverein Südtirol ed aprì numerose vie[4] ad esempio sulla Marmolada, sul Gruppo del Sella e lo spigolo sudest del Piz Ciavazes (1953) o la parete nordovest del passo Pordoi (1953). Divenne guida alpina nel 1954 e successivamente decise di partecipare alla spedizione sul K2.[3]

Deve la sua fama tuttavia alla partecipazione alla spedizione che nel 1954 per la prima volta scalò il K2.[1][5] Durante quella spedizione, insieme a Walter Bonatti e allo sherpa Amir Mahdi, trasportò le bombole di ossigeno che servirono a Compagnoni e Lacedelli per raggiungere la vetta della seconda montagna più alta del mondo, e quindi ridiscese al campo VIII prima della famosa notte in cui ci fu il bivacco all'addiaccio a 8.100 m di Bonatti e Mahdi.[6]

Nel 1961 assieme a Sepp Schrott riuscì a salire a destra della "via Comici Dimai", a nord della Cima Grande delle Tre Cime di Lavaredo.[3]

Dopo quell'esperienza conseguì nel 1958 il brevetto di pilota d'aereo,[7] diventando istruttore di volo in montagna con Piper e elicottero, portando a termine negli anni numerosi salvataggi di alpinisti.[3]

Scrisse, assieme a Augusto Golin, un libro dedicato alle sue avventure ad agosto 2012. Divenne infine socio onorario del CAI.[3]

Era l'ultimo della spedizione sul K2 ancora in vita quando scomparve all'età di 95 anni [8] poche settimane dopo Ugo Angelino.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Storie di alpinisti/Erich Abram, su mclink.it. URL consultato il 14-01-2011 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2014).
  2. ^ Erich Abram, su paretiverticali.it. URL consultato il 20-01-2017.
  3. ^ a b c d e Morto l'alpinista Erich Abram, eroe del K2
  4. ^ Erich Abram, su k2.planetmountain.com. URL consultato il 14-01-2011 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2016).
  5. ^ AIPM - I soci onorari - Erich Abram, su aipm.it. URL consultato il 14-01-2011.
  6. ^ Reinhold Messner, La gazzetta sportiva del 25/11/2012, p.21
  7. ^ Abram, Erich su Treccani
  8. ^ Addio ad Erich Abram, signore delle Dolomiti, su altoadige.gelocal.it, 17 gennaio 2017. URL consultato il 17 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2017).
  9. ^ Angelino, l’eroe modesto del K2 “La mia scalata partì da Oropa”, su lastampa.it, 25 dicembre 2016. URL consultato il 17 gennaio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Erich Abram e Augusto Golin, Erich Abram, un alpinista bolzanino, agosto 2012

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