Ereškigal
Nella mitologia sumera, Ereškigal (𒀭𒊪 𒆠 𒃲dEREŠ.KI.GAL, letteralmente "Signora della grande terra"), sorella di Inanna e moglie di Nergal, è la dea degli inferi (il Kurnugea). Governava sui demoni e sulle creature infernali, ed è co-protagonista di diverse storie riconducibili a miti ripresi successivamente.
Il suo corpo rammenta quello di un pesce, però in aggiunta possiede le squame tipiche del serpente, le mani sono umane, mentre dai lombi ai piedi è un cane.[1] Per la sua conformazione mista, di adolescente-pesce-cane ricorda la greca Scilla.
Il mito
[modifica | modifica wikitesto]È conosciuta principalmente attraverso due miti, che si ritiene simboleggino l'alternarsi delle stagioni, ma che avevano forse anche lo scopo di illustrare alcune dottrine risalenti al periodo mesopotamico. Ereškigal è la sorella di Ishtar e, da un certo punto di vista, anche la sua controparte, il simbolo della natura durante la stagione non produttiva dell'anno.
Uno di questi miti è la storia della discesa di Ishtar a Irkalla, o Aralu, come venivano chiamati gli inferi, e l'incontro con sua sorella che li presiede. Ereškigal intrappola poi la sorella nel suo regno buio ma Ishtar riesce a fuggire e sarà il suo coniuge Dumuzi ad essere preso dai demoni infernali al posto della dea, la quale, dopo aver constatato che durante i giorni che lei trascorse nell'Irkalla il marito, noncurante, sedesse vanaglorioso intrattenuto da ancelle, infuriata ordina ai servitori di Ereškigal di portarlo via. [2]In alcuni testi sumerici, Dumuzi implora Utu, dio del sole e fratello di Ishtar, di aiutarlo a fuggire dalle grinfie demoniache tramutandolo in un serpende, ed il dio acconsente. Questa fuga è però solo temporanea, e Dumizi viene prontamente catturato.
Infine, elemento reinterpretato successivamente dal mito greco di Persefone e Demetra, la sorella di Dumuzi, Geshtinanna, si offre come sostituta nell'aldilà, ed è decretato che i due si alterneranno, trascorrendo metà anno negli inferi. [3]
L’altro mito narra dell’offesa di Nergal a Ereškigal e delle conseguenze politiche e rituali di quell’affronto. In origine gli dèi tengono un banchetto a cui la regina degli inferi non può partecipare; ella invia il proprio visir Namtar come messaggero. Namtar è ricevuto secondo il protocollo divino, ma Nergal lo tratta con spregio: questo viene interpretato come un’offesa grave nei confronti di Erečkigal, la quale richiede che Nergal le sia consegnato perché paghi per la colpa. In alcune redazioni brevi (versioni cosiddette di Tell el-Amarna, XV secolo a.C.) Nergal viene semplicemente punito o deportato nell’oltretomba; nelle redazioni più lunghe e articolate (la cosiddetta “Standard Babylonian” o versione assira) la vicenda si complica con l’arrivo di Nergal agli inferi, combattimenti e negoziazioni. Qui Nergal resiste, respinge o sconfigge l’avversario (in alcune copie è Namtar a essere battuto), trascorre un tempo nella dimora di Erečkigal e infine si riconcilia con lei: il racconto si chiude con la sua elevazione a consorte o co-reggente dell’oltretomba, con una condivisione del potere più che con una netta «sconfitta» della dea.
Le varianti divergono sui dettagli (se Nergal tenta davvero di decapitarla, se la conquista è violenta o consensuale, la presenza di combattenti inviati da Ea ecc.), quindi ogni formulazione singolare va presentata come una delle possibili redazioni del mito.[4]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ "Dizionario dei mostri", di Massimo Izzi, ediz. L'Airone, Roma, 1997, (alla pag.44 - voce ""Ereshkigal)
- ↑ Inana's descent to the nether world: translation, su etcsl.orinst.ox.ac.uk. URL consultato il 23 novembre 2025.
- ↑ (EN) Joshua J. Mark, Inanna's Descent: A Sumerian Tale of Injustice, in World History Encyclopedia, 23 febbraio 2011. URL consultato il 23 novembre 2025.
- ↑ Nergal and Ereshkigal - www.GatewaysToBabylon.com, su www.gatewaystobabylon.com. URL consultato il 23 novembre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giovanni Pettinato (a cura di), I miti degli inferi assiro-babilonesi, Brescia, Paideia, 2003 ISBN 88-394-0672-7
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ereshkigal
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Encyclopedia mythica, su pantheon.org. URL consultato il 2 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2007).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 313562556 · LCCN (EN) sh2010014324 · GND (DE) 1223949230 · J9U (EN, HE) 987007572533505171 |
|---|