Ercangero di Svevia

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Ercangero di Svevia
Duca di Svevia
In carica settembre 915 –
21 gennaio 917
Predecessore Burcardo I
Successore Burcardo II
Altri titoli Conte palatino di Svevia
Nascita tra 860 e 880
Morte 21 gennaio 917
Dinastia Ahalolfingi
Padre Bertoldo
Madre Gisela

Ercangero (tra l'860 e l'88021 gennaio 917) fu duca di Svevia dal settembre 915 alla morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era il figlio di Bertoldo I, conte palatino di Svevia, il quale talvolta viene chiamato anche Ercangero: in tal caso Ercangero può essere chiamato Ercangero II; sua madre era Gisela, figlia di Ludovico il Germanico e di Emma di Baviera. Sua sorella era Cunegonda, moglie di Liutpoldo di Baviera e successivamente moglie del re Corrado I di Franconia. Apparteneva alla dinastia degli Ahalolfingi.

In origine era una missus dominicus in Svevia. Nel 911, si alleò con il vescovo Salomone III di Costanza avendo loro dei comuni obiettivi politici: all'epoca Ercangero cercava di accrescere il proprio potere in Svevia in contrasto a Burcardo I e Bucardo II. Svolse un ruolo rilevante nella caduta dell'anziano Bucardo, il quale venne condannato per alto tradimento e giustiziato nel 911. Con la caduta dei Hunfridingi, Ercangero e suo fratello minore Bertoldo furono i conti più potenti della tribù. Nel 913 i rapporti tra Ercangero e il re Corrado di Germania entrarono in crisi, ma Ercangero fece sposare sua sorella Cunigunda, vedova di Luitpoldo, con il re: con questa mossa diplomatica, Ercangero divenne il rappresentante del re in Svevia. Con questa mossa però la sua alleanza con il vescovo Solomone si spezzò e il vescovo si oppose alla sua ascesa. Vedendo i suoi redditi ridotti a causa del vescovo, Ercangero lo fece incarcerare nel 914. Re Corrado si oppose a ciò e liberò il vescovo esiliando Ercangero nello stesso anno.

Ercangero tornò in Svevia nel 915 assieme a Bertoldo combattendo a fianco di suo nipote Arnolfo di Baviera e il suo vecchio nemico Bucardo II contro i Magiari. Ercangero e Bucardo si allearono e si rivoltarono quindi contro re Corrado, sconfiggendolo nella battaglia di Wahlwies nell'Hegau, e facendo sì che Ercangero venisse proclamato duca[1][2]. Tuttavia presso un'alta corte di Hohenaltheim nel settembre del 916, Ercangero fu condannato alla reclusione in un monastero per offese contro re e vescovi[3], più precisamente per la cattura del vescovo Salomone III di Costanza, il quale perdonò i suoi carcerieri ed intercedette, inutilmente, presso il re per aver loro salva la vita[4]. Venne giustiziato per ordine del re il 21 gennaio 917 assieme al fratello[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jackman fa osservare però che le fonti primarie non menzionano quale Erchanger abbia combattuto a Wahlwies.
  2. ^ Jackman, p. 74.
  3. ^ a b Duckett 1998, p. 41.
  4. ^ Gian Carlo Alessio (a cura di), Eccardo IV di San Gallo, 17-20, in Cronache di San Gallo, traduzione di Gian Carlo Alessio, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2004, pp. 81-89, ISBN 88-06-17085-6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Eleanor Shipley Duckett, Death and Life in the Tenth Century, The University of Michigan Press, 1988.
  • (EN) Donald C. Jackman, Ius hereditarium Encountered II: Approaches to Reginlint, Editions Enlaplage, 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duca di Svevia Successore Arms of Swabia.svg
Burcardo I settembre 91521 gennaio 917 Burcardo II
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