Erardo di Ratisbona

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Erardo di Ratisbona
Meister des Uta-Codex 001.jpg
Sant'Erardo in una miniatura dellUta codex
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione 1052 da papa Leone X
Ricorrenza 8 gennaio

Erardo di Ratisbona (... – ...) è stato un vescovo e missionario irlandese, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Fu canonizzato da papa Leone IX nel 1052[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni testi parlano di Erardo come vescovo a Ratisbona tra il VII e l'VIII secolo, ma mancano dati storici a riguardo: secondo Ferdinand Janner il suo episcopato sarebbe da collocarsi tra quelli di Emmerano e Bonifacio; secondo altre ipotesi sarebbe stato un vescovo missionario attivo nel VII secolo nelle Gallie e in Baviera; Max Heuwieser suppone che fosse un vescovo itinerante dimesso da san Bonifacio.[2]

L'episodio più celebre della vita di Erardo, rappresentato anche da alcuni artisti, è il battesimo di Ottilia, in seguito al quale la santa riacquistò la vista.[3]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo di sant'Erardo era sepolto nell'Abbazia di Niedermünster e l'8 ottobre 1052 papa Leone IX procedette all'elevazione delle reliquie e alla canonizzazione.[2]

Nel 1866 i suoi resti furono collocati, insieme al suo presunto pastorale in corno di bufalo, in un'urna sull'altare del santo.[4]

A Niedermünster se ne celebrava la festa l'8 gennaio (dies natalis) e l'8 ottobre (transazione delle reliquie); la sua memoria ricorreva ugualmente l'8 gennaio nei monasteri bavaresi di Metten e Weltenburg, mentre a Ratisbona era ricordato al 19 gennaio e a Moyenmoutier il 23 gennaio.[4]

Il suo nome fu iscritto nel Martirologio romano (all'8 gennaio) solo nel XX secolo.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Erardo di Ratisbona, in Enciclopedia dell'arte medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991-2000.
  2. ^ a b Rombaut Van Doren, BSS, IV (1964), col. 1285.
  3. ^ Rombaut Van Doren, BSS, IV (1964), col. 1287.
  4. ^ a b c Rombaut Van Doren, BSS, IV (1964), col. 1286.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN77191847 · GND (DE122228731