Eraclio il Vecchio

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Eraclio detto il Vecchio (in latino: Heraclius; greco: Ηράκλειος; floruit 586-608; ... – ...) è stato un generale bizantino, padre dell'imperatore Eraclio I (610-641).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origini armene,[1] intraprese la carriera militare, combattendo i Persiani negli anni 586-588, inizialmente come secondo in comando del magister militum per Orientem Filippico; nel 586 comandò il centro dell'armata romano-orientale nella battaglia di Solachon,[2] e al termine della battaglia fu mandato a perlustrare il territorio con un altro ufficiale per controllare che non fossero rimasti Persiani nella zona.[3] Dopo il fallimento nell'assedio di Chlomaron, Eraclio ricevette il comando dell'esercito in momentanea sostituzione di Filippico e invase con successo la Persia ritornando con un grande bottino a Teodosiopoli, dove svernò.[4] Nella primavera del 587 gli furono affidati i due terzi dell'esercito romano-orientale, con cui invase di nuovo la Persia, espugnando una fortezza.[5] Nell'inverno del 587 Filippico affidò temporaneamente a Eraclio il comando dell'esercito, intendendo tornare a Costantinopoli; Eraclio rafforzò la disciplina dell'esercito punendo con severità i disertori,[5] ma successivamente ricevette da Filippico, adirato di essere stato sostituito al comando da Prisco, l'ordine di tornare in Armenia e di lasciare l'esercito a Narsete, e di pubblicare inoltre prima del previsto gli ordini dell'imperatore Maurizio di ridurre le paghe ai soldati.[1] Nel 589 condusse l'esercito alla vittoria contro i Persiani nella battaglia di Sisabarnon.

Nel 595 circa era magister militum per Armeniam e sedò una rivolta degli Armeni condotti da Hamabasp Mamikonian.[6]

Agli inizi del VII secolo ricevette la carica di esarca d'Africa dall'imperatore Maurizio. Condusse a quanto pare in Africa la sua famiglia, in quanto al tempo della rivolta contro Foca (608) erano con lui in Africa il figlio Eraclio, il fratello Gregorio e il nipote Niceta. Nel 608, Eraclio il Vecchio, su pressioni di Prisco, si rivoltò all'imperatore Foca. I ribelli forgiarono monete che ritraevano entrambi gli Eraclio vestiti come consoli, anche se nessuno di loro aveva mai rivendicato a quel tempo il titolo imperiale esplicitamente. Eraclio il Vecchio e suo fratello Gregorio inviarono Eraclio con la flotta a Costantinopoli per deporre Foca "il tiranno", mentre Niceta fu inviato a conquistare l'Egitto. Nell'ottobre 610 il figlio Eraclio entrò a Costantinopoli, rovesciò Foca e salì al trono bizantino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Teofilatto Simocatta, III,1.
  2. ^ Teofilatto Simocatta, II,3.
  3. ^ Teofilatto Simocatta, II,5.
  4. ^ Teofilatto Simocatta, II,9-10.
  5. ^ a b Teofilatto Simocatta, II,18.
  6. ^ Sebeo, VI-VII.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Teofilatto Simocatta, Storie
  • Sebeo, Storia di Eraclio