Episodi di Gomorra - La serie (seconda stagione)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Gomorra - La serie.

La seconda stagione della serie televisiva Gomorra - La serie è stata trasmessa dalla pay tv satellitare Sky sui canali Sky Atlantic e Sky Cinema 1 dal 10 maggio 2016 al 14 giugno 2016, con due episodi settimanali.[1] In chiaro viene trasmessa su Rai 3 dal 31 marzo al 5 maggio 2017. I soggetti di serie e di puntata sono stati scritti da Roberto Saviano, Stefano Bises e Leonardo Fasoli.

Durante questa stagione Cristina Donadio (Annalisa Magliocca) e Cristiana Dell'Anna (Patrizia Santoro) vengono promosse per il cast principale, mentre ne escono Marco Palvetti (Salvatore Conte) e Fortunato Cerlino (Pietro Savastano).

Titolo Prima TV assoluta Prima TV Rai
1 Vita mia 10 maggio 2016 31 marzo 2017
2 Lacrime e Sangue 10 maggio 2016 31 marzo 2017
3 Mea Culpa 17 maggio 2016 1º aprile 2017
4 Profumo di iena 17 maggio 2016 1º aprile 2017
5 Occhi negli occhi 24 maggio 2016 7 aprile 2017
6 ’o Track 24 maggio 2016 7 aprile 2017
7 Il Principe e il Nano 31 maggio 2016 21 aprile 2017
8 Divide et Impera 31 maggio 2016 21 aprile 2017
9 Sette Anni 7 giugno 2016 28 aprile 2017
10 Fantasmi 7 giugno 2016 28 aprile 2017
11 Nella gioia e nel dolore 14 giugno 2016 5 maggio 2017
12 La fine del giorno 14 giugno 2016 5 maggio 2017

Vita mia[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Genny è in fin di vita e i dottori attivano le procedure di rianimazione.

Don Pietro è stato liberato e viene informato dello scontro a fuoco fra Ciro e Genny e delle condizioni critiche di quest'ultimo. Chiede a Malammore e ai pochi fedelissimi rimasti di avere pazienza e attendere fiduciosi il suo ritorno al potere.

La momentanea disfatta della famiglia di don Pietro ha lasciato un enorme vuoto di potere che Ciro ha intenzione di occupare con l'aiuto di Salvatore Conte. Mentre la moglie e la figlia sono lontane da Napoli, Ciro si confronta con Conte, assai diffidente nei suoi confronti, ottenendo però fiducia dai suoi uomini con la proposta di un nuovo piano regolatore per la gestione delle piazze di spaccio napoletane. L'accordo include sia vecchi membri del clan dei Savastano tra cui Scianel (sorella di Zecchinetta, ucciso da ’o Track nella faida interna nel clan di Savastano) e Rosario ’o Nano, e da nuovi uomini introdotti da Conte, tra cui ’o Principe, esperto nel taglio della droga e negli affari e l'amico fraterno ’o Mulatto.

Ciro rassicura la moglie Deborah a riprendere la loro vita di sempre. La donna non sopporta più di essere succube delle azioni criminali del marito e continua a sentirsi in costante pericolo.

Deborah decide di prendere la bambina e tornare a rifugiarsi nel nascondiglio usato in precedenza. Ciro la raggiunge e la affronta: tra i due scoppia una furiosa lite in cui la donna minaccia il marito di denunciarlo alle forze dell'ordine. La donna sfugge al controllo degli uomini del marito e si accinge ad entrare in un commissariato di polizia, ma prima di entrare ha un ripensamento. Un malavitoso la vede camminare fuori dal commissariato ed avverte Ciro.

L'Immortale tenta un ultimo approccio con la moglie per indurla a ragionare e decide di portarla a cena fuori, lasciando la figlia al fidato amico Rosario. Deborah non mostra segni di cedevolezza e al termine di un furioso litigio Ciro la uccide e simula una scena del crimine da esecuzione malavitosa.

Intanto, in ospedale, Genny lotta ancora fra la vita e la morte.

Lacrime e Sangue[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un anno dopo, Genny è sopravvissuto ed è in ottima forma, ora appare ancora più granitico e disumano. Il giovane Savastano si trova in Honduras per concludere un affare di droga molto importante prima del suo ritorno in Italia.

Alcuni mesi dopo egli torna a Roma per concludere il traffico di droga con Don Giuseppe. Prima di partire per Scampia, Genny si fermerà una notte nell'hotel di Don Giuseppe e avrà la piacevole visita di sua figlia Azzurra, una vecchia fiamma. In seguito andrà a Colonia dove si rifugia don Pietro, superlatitante attualmente ospitato da un clan amico calabrese. Al vecchio capo-famiglia, Genny consegnerà un carico di brillanti che gli consentirà di acquistare armi e droga.

Padre e figlio non sono d'accordo sul modo di gestire gli affari e sulle modalità con cui portare avanti il clan.

Genny e suo padre, invitati dal capo clan calabrese a una cena, vengono coinvolti in un agguato ma riescono a fuggire grazie a una soffiata proveniente da alcuni contatti di Genny. Durante la fuga, vengono visti e inseguiti dalla polizia, ma don Pietro ha un malore ed è costretto a fermarsi. Genny non ha intenzione di lasciare il padre nelle mani della giustizia e lo carica su di sé portandolo così in salvo. Rubata un'auto in una stazione di servizio e rifugiandosi in una vecchia fabbrica, passano lì insieme la notte.

La fuga va a buon fine e i due riescono a sfuggire ai poliziotti. Al mattino don Pietro si risveglia, e chiama i suoi uomini per farsi portare altrove senza dire nulla al figlio. Genny, accortosi della situazione, va a chiedere spiegazioni al padre in partenza. Pietro consiglia al figlio di tornare a casa e di stare tranquillo, facendolo arrabbiare.

Mea Culpa[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

A Napoli, un parroco chiede a Salvatore Conte di chiudere la piazza di spaccio presente proprio di fronte alla sua parrocchia, richiesta che viene concessa. I membri del clan esplicitano il loro malcontento a Conte, mentre Ciro appoggia apparentemente la decisione del boss. Conte in segreto prepara una futura esecuzione di Ciro.

Salvatore Conte porta avanti una storia d'amore con una cantante transessuale, ma durante la cena di compleanno di Conte ’o Mulatto la insulta e sbeffeggia per via della sua transessualità(senza sapere nulla della loro storia d'amore) Ne consegue una reazione furiosa da parte di Conte che prima gli trafigge la mano con un coltello e poi gli revoca anche la gestione della piazza di spaccio. Ciro sostiene segretamente ’o Mulatto.

La sera seguente Conte, ’o Mulatto e ’o Principe, al termine di una processione stanno per uccidere Ciro, ma ’o Mulatto, d'accordo con Ciro e ’o Principe, uccide Salvatore Conte a tradimento.

Profumo di iena[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La boss Annalisa Magliocca, detta Scianel, è sempre accompagnata dalla nuora Marinella, succube della suocera che intrattiene una relazione clandestina e pericolosa con Mario Cantapane, autista al servizio della stessa Scianel. Il marito di Marinella, Lelluccio, è attualmente in carcere.

Pietro Savastano torna a Napoli in un appartamento segreto e gli si affianca Patrizia, nipote di Malammore e amica di Marinella. Patrizia è una ragazza determinata che lavora duramente per tenere i suoi fratelli al sicuro dalla criminalità ed è dipendente in una boutique frequentata abitualmente da Scianel e altri boss: in cambio di informazioni, otterrà aiuto economico.

Don Pietro vede la morte di Conte come un'occasione per attaccare l'Alleanza e inizia a porre le basi per una faida: organizza una prima rapina ad un semplice corriere, poi una seconda rapina ai danni del boss Scianel, derubata sotto minaccia armata. Scianel riesce ad individuare l'esecutore materiale con una soffiata: Angelo Sepino. Sepino viene rapito e malmenato brutalmente dagli uomini di Scianel, l'intervento di Ciro Di Marzio e di ’o Principe lo salva dalla morte, e rivela il nome del suo mandante: Pietro Savastano.

Anche Genny, trasferitosi a Roma dalla compagna Azzurra, mira alla conquista di potere a Napoli.

Occhi negli occhi[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Don Pietro si sente umiliato come uomo e come capofamiglia e si sfoga con Patrizia, ormai diventata sua confidente.

Ciro chiede ed ottiene di incontrare Genny chiedendo al boss Aniello di fare da garante contattando il padre di Azzurra, boss mafioso di Roma e vicino alla figura di Genny.

Nel frattempo Genny, durante la sua festa di compleanno, ritrova alcuni dei suoi giovani uomini, ’o Track, Capa ’e Bomba e ’o Cardillo, gli unici superstiti dell'agguato di Conte, i quali suggeriscono di eliminare Ciro, ma Genny rifiuta. Da una telefonata scopre che ’o Track ha derubato un invitato alla sua festa e lo picchia brutalmente.

Ciro e Genny si recano separatamente a Trieste, in vista dell'incontro prefissato per il giorno dopo. Genny riesce a sorprendere l'Immortale alle spalle in un momento di distrazione, lo costringe a inginocchiarsi con una pistola puntata alla testa e a implorare perdono, ma non spara e gli intima di ricordarsi di questo momento.

Il giorno seguente, i due si recano all'appuntamento insieme al garante don Aniello. Ciro propone a Genny di limitarsi ad essere un boss al pari di tutti gli altri assieme a suo padre, e Genny accetta. Tornato a Roma, Genny viene informato che Azzurra è incinta. Ciro torna a casa per stare accanto alla propria figlia.

Informato dell'accordo fra Genny e Ciro, don Pietro va su tutte le furie reputando di essere stato venduto.

’o Track[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Patrizia e don Pietro incontrano Genny a Roma. Genny rivela di voler evitare una nuova guerra e il patto stretto con Ciro, don Pietro accetta le condizioni. Ciro si ritrova a spiegare ai suoi fedeli i termini dell'accordo raggiunto con Gennaro e i suoi uomini: l'Alleanza acquisterà la droga solo da Genny e don Pietro e quel che resta del clan Savastano sarà confinato nel rione a loro assegnato.

I più giovani seguaci di Genny, dei ragazzi di vicolo guidati da ’o Track, si oppongono all'accordo e rapinano una sala scommesse senza chiedere il permesso. Malammore viene mandato a reprimere la rivolta e mette in atto un pestaggio intimando di rispettare i patti stabiliti. I ragazzi del Vicolo reagiscono uccidendo uno degli uomini di Malamore, e questi a sua volta risponde tende un'imboscata a ’o Track non riuscendo però ad ucciderlo.

Ciro propone ai ragazzi del vicolo, ormai disarmati e disorganizzati, di passare dalla sua parte ed accettano, eccetto ’o Cardillo. Con un blitz nel rione di Malammore, i ragazzi rubano le armi e si nominano unilateralmente padroni delle piazze antistanti ai danni del clan Savastano.

Genny sigla un accordo segreto con ’o Principe, concedendogli più droga del prestabilito per rafforzarlo con la promessa di aiutare Genny alla salita al potere.

Genny è agitato per le iniziative dei ragazzi del vicolo, Azzurra non riesce a tranquillizzarlo. Il giovane Savastano organizza un incontro con la garanzia di ’o Cardillo ai ragazzi del vicolo, ma ’o Track uccide gli uomini di scorta di Genny, annunciando il suo ammutinamento verso i Savastano e di mantenere pieno possesso della piazza di Malammore. Genny accetta e ritorna a Roma per prepararsi all'imminente viaggio in Honduras che ha in programma.

Patrizia informa don Pietro, ormai profondamente deluso da Genny e dalla sua "debolezza" contro i ragazzi del Vicolo, delegittimando la figura di suo figlio e dichiarando guerra all'Alleanza.

Il Principe e il Nano[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

’o Principe continua a ricevere da Genny in via esclusiva merce di qualità superiore ad un prezzo vantaggioso, come da previ accordi segreti.

’O Nano, amico fraterno di Ciro, dimostra diffidenza nei confronti di ’o Principe, sospettato di fare soldi fuori dal sistema visto il suo stile di vita particolarmente sfarzoso e i guadagni particolarmente elevati della sua piazza, nonostante sia l'uomo che porta più soldi all'Alleanza. ’o Principe difatti conduce uno stile di vita particolarmente sfarzoso e non nasconde la sua ricchezza acquistando auto di lusso e regalando un'attività di Nail Shop alla sua fidanzata Azmera, una ragazza di origine africana, a cui ha anche riservato un regalo davvero ardito: sulla terrazza dell'attico nel quale abitano, infatti, ha fatto portare una pantera nera tenuta alla catena, acquistata da uno zoo appositamente per lei. ’o Principe riceve la visita dell'amico fraterno ’o Mulatto, che, dopo aver percepito la diffidenza di ’o Nano, lo convince, assieme anche all'appoggio di Azmera, a procurarsi una protezione e a vendere alcuni dei suoi beni di lusso per tenere un profilo più basso e non attirare le invidie e i rancori degli altri membri dell'Alleanza.

Nel frattempo Patrizia, confidente e aiutante di don Pietro, non vuole più avere a che fare con il boss sentendosi umiliata dai suoi modi. Dopo gli avvertimenti di ’o Mulatto, ’o Principe decide di seguire il suo consiglio e fa portare la pantera in un deposito fuori mano, pur tenedola comunque, mentre vende alcune delle auto di lusso e si procura una protezione. Don Pietro che aveva deciso proprio di eliminare ’o Principe perché privo di protezioni, sospetta del coinvolgimento di Patrizia contro di lui e manda Malamore a minacciarla per convincerla a riprendere il suo ruolo di spia. Per l'incolumità della sua famiglia, Patrizia decide di tornare dal boss e rimettersi a disposizione. Don Pietro intanto organizza l'esecuzione di ’o Principe, servendosi ancora una volta del giovane Angelino Sepino, già scampato alla morte dopo la rapina fatta a Scianel e salvato dalle fiamme proprio da Ciro e ’o Principe.

L'Alleanza si ritrova per l'arrivo di un nuovo carico di droga. In quest'occasione ’o Nano confida a ’o Track i suoi sospetti, e cioè che secondo lui ’o Principe acquista di nascosto la droga da Genny, tagliandola ancora di più grazie alla sua abilità e permettendosi così lo stile di vita che ostenta. Tuttavia un membro a stretto contatto con ’o Principe orecchia il dialogo, e gli riferisce tutto. Nel corso della stessa notte, qualcuno spara alla vetrina del Nail Shop di proprietà di Azmera, la compagna di ’o Principe, e tutti i sospetti si riversano, ovviamente, su ’o Nano.

Questa serie di eventi induce ’o Principe a rivolgersi all'Alleanza per chiedere vendetta nei confronti di ’o Nano, e tutti insieme, preoccupati all'idea di perdere così i guadagni della piazza migliore, decidono di schierarsi con ’o Principe contro ’o Nano e di estromettere quest'ultimo dall'Alleanza. Per questo motivo ’o Nano viene picchiato e privato della propria piazza. Ciro si reca a casa di ’o Principe, e lo informa sulle decisioni prese nei confronti di ’o Nano, invitandolo ad un incontro chiarificatore. ’o Nano, dunque, si presenta davanti a tutti i membri dell'Alleanza e giura di non essere stato lui l'autore della sparatoria al negozio, chiedendo pubblicamente scusa a ’o Principe per le voci che aveva messo in giro sul suo conto e venendo così reintegrato e rimesso a gestire la piazza che gli era stata tolta. Tornato nella sua piazza, 'o Nano uccide barbaramente Manolo, al quale l'alleanza aveva dato il controllo della piazza stessa, perché si era sentito tradito.

Azmera intanto si dilegua, non vuole più saperne del fidanzato dopo l'intimidazione ricevuta da terzi. ’o Principe, in preda allo sconforto, su insistenza di Angelino, ora suo uomo e "addetto" alla cura della pantera custodita nel deposito, si reca a darle da mangiare insieme al ragazzo. Giunti sul posto, arrivano le auto di don Pietro e dei suoi uomini, informati sugli spostamenti di ’o Principe dallo stesso Angelino dietro minaccia. ’o Principe rivela al boss di essere un uomo vicino a suo figlio Genny e di trovarsi lì in quanto uomo chiave nel piano del giovane figlio per la riconquista del potere contro Ciro, ma don Pietro gli spara in testa ugualmente, incurante dei piani di Genny ed interessato solo al suo tornaconto personale.

Divide et Impera[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Patrizia riferisce a don Pietro che all'interno dell'Alleanza regna il caos. I membri dell'Alleanza infatti sono convinti che ’o Nano sia il mandante dell'uccisione di ’o Principe, visti gli screzi avuti in precedenza. L'unico che cerca di calmare gli animi è Ciro, storico amico dell'accusato, almeno finché non ci sono prove di colpevolezza. L'Immortale sospetta infatti dell'intervento di don Pietro per destabilizzare il fragile equilibrio del clan.

Ciro parla prima con la ragazza di ’o Principe per conoscere ulteriori dettagli, la quale fa il nome di Angelino Sepino, raccontando a Ciro che era quest'ultimo ad occuparsi della pantera che ’o Principe aveva comprato durante il periodo in cui sperperava i suoi soldi e faceva sfoggio della sua ricchezza; e poi con ’o Nano che giura di essere innocente. L'Immortale dice a quest'ultimo che se davvero non è stato lui, deve provare la sua innocenza agli occhi degli altri e gli consiglia di allontanarsi per un po'.

Temendo per la propria vita, ’o Nano ascolta il consiglio di Ciro e si prepara per la partenza. Saluta i suoi compari e parte insieme alla moglie e alla figlia per il litorale laziale, non troppo convinto che Ciro creda effettivamente alla sua innocenza. Appena giunto a destinazione viene però raggiunto e ucciso. L'Alleanza viene a sapere dell'accaduto e i sospetti cadono inizialmente su ’o Mulatto, amico fraterno di ’o Principe e assetato di vendetta per la sua morte. Ma ’o Mulatto ricaccia le accuse contro di lui e le rigira verso Scianel, la quale, a sua volta, accusa ’o Mulatto di essere il colpevole. Ciro, senza prove che possano fargli capire chi possa essere veramente il mandante dell'omicidio e disperato per la perdita dell'ultimo amico di gioventù rimastogli in vita, si reca dalla vedova per avere un quadro più chiaro della situazione, ma questa non è in grado di fornire indizi sull'identità del killer e mette in guardia Ciro, dicendogli di guardarsi le spalle e stare attento, perché Rosario era l'unico amico vero e fedele che aveva, ed ora che anche lui era stato fatto fuori, era rimasto veramente e definitivamente solo contro tutti.

Nel frattempo dopo le dichiarazioni della ragazza di ’o Principe su Angelino Sepino, Ciro decide di mandarlo a prendere e questi viene catturato mentre si trova a casa in intimità con la sua ragazza e viene portato nudo in un cimitero per essere interrogato. Ciro non mostra alcuna pietà alle richieste di perdono del ragazzo, che dice di essere stato minacciato e costretto. L'Immortale vuole seppellirlo vivo per poi uccidere la sua ragazza, a meno che lui non gli riveli il mandante dell'omicidio di ’o Principe, e alla fine il ragazzo confessa che si tratta di don Pietro. Inizia quindi definitivamente la guerra contro i Savastano, poiché Ciro convoca tutti i membri dell'Alleanza per ascoltare la confessione del ragazzo sugli omicidi di ’o Principe e ’o Nano. Ciro decide infine di risparmiargli la vita, a patto che non si faccia vedere mai più e se ne vada per sempre da Napoli.

Dopo il funerale di ’o Nano, Ciro, sempre più ossessionato dal ricordo della moglie e dal senso di colpa, porta sua figlia a passeggiare sulla spiaggia e le confessa di averla portata lì perché proprio in quel luogo è morta sua madre.

Sette Anni[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Scianel, entrando in casa, sente la nuora Marinella parlare con qualcuno, ma quest'ultima nega di essere in compagnia e usa come scusa il volume della televisione. Scianel però non si fida e, dopo aver notato uno scambio di sguardi sospetto fra Marinella e l'autista Mario, fa seguire i due ragazzi.

Lei intanto organizza con Ciro la strategia da adottare contro i Savastano e propone il figlio Lelluccio, prossimo alla scarcerazione, come sostituto per la piazza di spaccio che era stata di ’o Principe.

Scoperta la relazione fra Marinella e Mario, Scianel ordina ai suoi scagnozzi di uccidere quest'ultimo, facendolo morire dissanguato con un colpo di pistola ai genitali. Marinella viene picchiata dalle donne del quartiere: sarà Lelluccio, il figlio di Scianel, a decidere cosa fare con lei, una volta uscito di prigione.

Intanto a Lelluccio viene assegnata la piazza di Sette Palazzi, ma lui è troppo preso da Marinella ed è infuriato per la sua relazione clandestina con Mario. Decide di non ucciderla solo per non tornare nuovamente in prigione, ma esce di casa su tutte le furie. I ragazzi del Vicolo non sono contenti della decisione presa da Ciro di assegnare la piazza dei Sette Palazzi al figlio di Scianel e decidono di bloccarlo in strada per portarlo altrove ed ucciderlo, lontano da occhi indiscreti. Nel tragitto in macchina però vengono fermati da un posto di blocco della polizia che permette a Lelluccio di salvarsi, dopo una nottata trascorsa in caserma.

Scianel decide di vendicarsi dell'affronto e cattura ’o Track che, lungi dal pentirsi delle proprie azioni, muore affogato dagli uomini di Scianel in una vasca, proprio allo stesso modo in cui, in passato, ’o Track aveva torturato il fratello di Scianel, Zecchinetta, prima di freddarlo con un colpo di pistola alla testa. La donna si reca poi da Ciro, gli chiede di intervenire contro i ragazzi del Vicolo e gli intima di prendere una posizione definitiva: o con lei o contro di lei. Ma Ciro, nonostante l'avvertimento, continua a mantenersi neutrale nello scontro tra le due fazioni.

Lelluccio intima alla madre di non toccare Marinella e per qualche giorno si tiene a distanza dalla moglie, pur minacciandola di morte via telefono. Dopo aver sbollito la rabbia, decide di tornare a casa da lei. Marinella è convinta che lui torni per ucciderla e decide di accettare l'aiuto di Patrizia che le fornisce il numero di telefono di Capa 'e Bomba per chiamarlo e, insieme, tendere una trappola al marito. Si accorda, quindi, con i ragazzi del Vicolo affinché uccidano Lelluccio per vendicare la morte del loro amico ’o Track.

I ragazzi mandano dei sicari inesperti a compiere l'omicidio e questi sbagliano persona e uccidono un innocente al posto di Lelluccio. Questi, sentendo gli spari, capisce immediatamente il ruolo avuto dalla ragazza nel mancato agguato. Marinella, oramai scoperta, si dà alla fuga e decide di recarsi alla stazione di polizia e collaborare per poter avere la protezione delle autorità, confessando che Scianel è l'autrice dell'omicidio di Mario Cantapane.

Ciro intanto raggiunge Genny in aeroporto di ritorno dall'Honduras. Il giovane non sa nulla di tutto ciò che è successo a Napoli durante la sua assenza: viene informato della situazione e delle morti di ’o Principe e ’o Nano, con l'imminente guerra ormai alle porte. Ciro chiede al giovane Savastano di schierarsi con lui contro suo padre, accusandolo di essere solo un ragazzino, ombra del genitore.

Fantasmi[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Scianel, infuriata per il comportamento tenuto da Ciro riguardo alla questione dei ragazzi del Vicolo, convoca a sorpresa don Pietro e gli propone di riprendersi il suo posto ed eliminare Ciro. L'Immortale intanto scopre, grazie alle intercettazioni dei cellulari, che è Patrizia il tramite di don Pietro con il mondo esterno e che la ragazza ha aiutato i Savastano di nascosto e continua a farlo; parla quindi di lei ai suoi scagnozzi, ma dice di aspettare prima di agire, perché ha intenzione di far seguire Patrizia per un po' di tempo, convinto che la ragazza li porterà dritti nel nascondiglio del vecchio boss.

Intanto Genny, dopo essere venuto a conoscenza da Ciro della morte di ’o Principe e della situazione precaria che si respira a Napoli, decide di chiedere un incontro chiarificatore a suo padre, con lo scopo di capirne le intenzioni. Patrizia fungerà da tramite per l'incontro tra i due: sarà lei, infatti, ad accompagnare Genny presso una località segreta in cui Pietro lo aspetterà. Mentre si sta recando all'appuntamento, Patrizia si accorge di essere seguita e indica quindi al proprio autista di deviare dal loro iniziale percorso e si fa portare nel parcheggio di un ristorante. Una volta entrata telefona a Genny per dirgli di essere stata scoperta, indicando al giovane dove si trova don Pietro in modo che lui possa raggiungerlo e avvisarlo, poi riparte con lo scopo di portarsi dietro Ciro per dare tempo ai Savastano di mettersi in salvo. Gli scagnozzi di Ciro entrano nel ristorante convinti che dentro ci sia don Pietro ma trovano solo i cellulari che usava Patrizia, buttati nel bagno. Ciro capisce che Patrizia si è accorta di essere pedinata e decide di inseguirla per catturarla.

Ciro riesce a rapire Patrizia e a tenerla sotto scacco dopo aver catturato anche il fratello Alessio, che adesso rischia di morire se la sorella non collaborerà. Patrizia, per salvare Alessio che sta per essere affogato in una vasca, confessa all'Immortale la posizione del nascondiglio di don Pietro. Gli uomini di Ciro si recano nel nascondiglio indicato da Patrizia e crivellano il rifugio con colpi di mitra, ma non trovano nessuno. Patrizia convince Ciro a lasciare andare Alessio, convinta che l'Immortale la ucciderà; ma Ciro, preda ormai dei sensi di colpa e dei rimorsi per gli innumerevoli assassinii compiuti nella sua vita, dice di non poter più uccidere e la lascia in vita.

Don Pietro si è spostato in un nuovo nascondiglio, accompagnato da Genny. Il padre ribadisce la sua intenzione di voler comandare da solo e intima a Genny, per l'ennesima volta, di mettersi da parte e non immischiarsi nella gestione degli affari a Secondigliano, dichiarando di essere stato, anche questa volta, più furbo ed astuto di lui nella guerra per il comando.

Nel frattempo Malammore adesca i ragazzi del Vicolo proponendogli il suo aiuto e svelando loro il nascondiglio di Scianel, affinché possano tenderle un'imboscata per vendicare la morte di ’o Track ed impossessarsi, quindi, della sua piazza, ma quest'ultima riesce a farla franca allontanandosi giusto in tempo dallo sfasciacarrozze in cui si trova di solito e in cui i ragazzi erano andati a cercarla. Mentre si sta allontanando in auto, però, Scianel viene fermata dalla polizia e, nonostante esibisca documenti falsi, viene riconosciuta e arrestata in quanto ricercata a seguito delle dichiarazioni di Marinella fatte alla polizia.

Cambiano quindi le carte in tavola: Malammore va a riprendersi Patrizia e Alessio e riporta i ragazzi del Vicolo dalla parte di Savastano, mentre Lello, dopo il tradimento ed il voltafaccia fatto da don Pietro e i suoi uomini nei confronti della madre Scianel, decide di passare nuovamente dalla parte di Ciro.

Nella gioia e nel dolore[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Totò ’o Mulatto viene ucciso a tradimento da un suo scagnozzo dopo essere stato scortato dal barbiere con altri suoi ex uomini,divenuti nuovi membri dei Savastano. Immediatamente Ciro viene informato dell'accaduto, ma si rifiuta di mettersi al sicuro, come invece gli viene suggerito, e rimane a giocare insieme alla propria figlia. Ciro non ha intenzione di mostrarsi spaventato, perché ritiene che sia proprio la paura a condannare i suoi uomini.

Patrizia viene accusata dal fratello Alessio e dalla sorella di aver rovinato le loro vite e di averli messi in pericolo, quindi si sfoga con don Pietro che intanto si trasferisce nel nuovo appartamento. ’o Zingariello intanto convince i suoi uomini a tornare dalla parte di don Pietro, garantendo loro che torneranno a casa e che si ritroveranno dalla parte giusta nella guerra che è appena cominciata.

Malammore porta ’o Zingariello da don Pietro, bendandolo. Questi chiede perdono a don Pietro per aver appoggiato Ciro, e gli assicura fedeltà; allora il boss gli dà un ultimatum: deve consegnargli Ciro. ’o Zingariello informa quindi i suoi uomini della posizione di don Pietro, e invita Ciro a incontrarlo nella rimessa.

Nel frattempo, a Roma, Alfredo uccide per sbaglio un funzionario pubblico che avrebbe solo dovuto spaventare su ordine di don Giuseppe. A salvargli la pelle è il fratello, che gli consegna un biglietto aereo per il Venezuela, in modo da allontanarlo dalle indagini della polizia, e sistema i problemi con il boss. ’o Zingariello non riesce nell'impresa di catturare Ciro che fa controllare la rimessa dai suoi uomini prima di andarsene. Don Pietro non si arrende e Malammore punisce il fallimento di ’o Zingariello, strangolandolo.

Genny appare lontano da queste vicende, intento a preparare insieme ad Azzurra la cerimonia per il loro matrimonio. La sera, Genny incontra Ciro e gli dice che non gli importa nulla di ciò che sta accadendo a Secondigliano. Ciro lo avverte che se dovesse accadere qualcosa a don Pietro, la colpa verrà attribuita proprio a lui, mentre se vincerà, Genny verrà ritratto come un debole, quindi Ciro è la sua unica possibilità. L'Immortale cerca l'empatia di Genny che invece è sempre più distante, ma sembra in realtà essere divorato da questa guerra.

Genny e Azzurra si sposano nella basilica di San Pietro e Paolo a Roma. Mentre si uniscono in matrimonio sull'altare, Alfredo viene fermato dalla polizia durante la fuga. Patrizia aiuta don Pietro a sistemare i mobili della nuova casa. Quest'ultimo vuole convincere Patrizia a restare a vivere con lui, perché si sentirebbe solo in una casa così grande, e poi ha ancora bisogno di lei. Patrizia si convince e porta le sue cose a casa di don Pietro, e qui si accenderà la passione fra i due.

Gli sposi e i loro invitati si spostano al ricevimento, ma l'atmosfera felice viene interrotta dall'arresto di don Giuseppe, il padre di Azzurra. Il boss è stato accusato da Alfredo di essere il mandante dell'omicidio del funzionario.

Dopo il ricevimento, Genny scarta il regalo di nozze del padre: un quadro di famiglia con lui da piccolo, don Pietro e Imma Savastano, ma Genny squarcia la tela sferrandole un pugno nella parte dove lui stesso è ritratto.

La fine del giorno[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lelluccio viene ucciso su ordine di don Pietro. Ciro decide di rispondere radunando tutti i nemici di Savastano, e per sicurezza fa scortare la figlia dai suoi uomini. Don Pietro però non se la passa molto bene, perché sta perdendo parecchi incassi sul mercato della droga a causa dell'azione repressiva delle forze dell'ordine. Intanto Genny va in carcere a trovare don Giuseppe; quest'ultimo, facendo un riferimento ad un ipotetico film in cui i personaggi sono due poliziotti della narcotici, fa capire che sa che Genny (l'istruttore) o sua figlia Azzurra (la recluta) lo hanno tradito e che vorrebbe tanto sapere chi dei due sia stato.

Azzurra ritiene che sia stato proprio Genny ad aver dato la soffiata alla polizia e di aver mandato don Giuseppe in carcere per ottenere il potere sulle sue società, ed espone tali sospetti a lui in persona. Genny confessa di averlo fatto perché non voleva essere gregario del suo neo-suocero. Tuttavia Azzurra, nonostante sia sconvolta dal tradimento di Genny nei confronti di suo padre don Giuseppe, accetta il suo voltafaccia per amore del marito e del bambino che porta in grembo.

Don Pietro riesce con grande successo a far rinvigorire nuovamente lo spaccio di droga, ma Malammore gli ricorda che c'è ancora un nemico, Ciro, da eliminare. I due organizzano quindi un agguato alla figlia di Ciro. Dopo aver ucciso tutta la scorta, Malammore, non senza un istante di esitazione, uccide la bambina con un colpo di pistola.

Genny è indignato per via del gesto del padre, e lo raggiunge per fargli sapere di non appoggiare le sue azioni, ma don Pietro dice di aver finalmente vendicato la morte di Imma, che rappresentava "tutta la sua vita". I due litigano ulteriormente sul fatto che Genny pretende una sua sostanziosa percentuale sui proventi della vendita di droga (che fa pervenire dall'Honduras) sul mercato di Secondigliano, mentre il padre si rifiuta e rilancia ammonendolo di lasciare Roma e tornare al suo fianco a Napoli.

Ciro intanto partecipa, distrutto dal dolore, al funerale della propria bambina. Dopodiché, avendo oramai perso insieme alla figlia persino l'ambizione del potere, intima ai suoi scagnozzi più fedeli di dividersi i soldi rimasti in cassaforte e di andare per la propria strada, perché ormai ha perso la guerra e si appresta ad abbandonare Napoli da solo.

Patrizia confessa a don Pietro di aver sopportato tutto e di essere stata sempre disposta a tutto per lui, ma non accetta di essere la "controfigura di un fantasma" (quello della defunta Imma). Don Pietro la blandisce con un anello per giurarle amore, dicendole che lei può avere tutto, potere, ricchezza, mentre lui ormai è solo un vecchio che si regge ancora in piedi grazie al suo aiuto.

Don Pietro si decide ad avere un ulteriore colloquio con Genny, al cimitero dinanzi alla tomba di donna Imma, verosimilmente per indurlo ad accettare la nuova presenza nella famiglia Savastano (Patrizia) e per convincerlo una volta per tutte a stare dalla sua parte. Il giovane Savastano va però prima a trovare Ciro, che oramai è un uomo sfatto e devastato. Genny gli consegna una pistola dicendogli che gli è ancora rimasta una cosa da fare. Don Pietro raggiunge la cappella dove è sepolta la moglie Imma, e chiede a Malammore di non essere scortato. Intanto vediamo Azzurra a cui si sono rotte le acque, sta infatti per partorire. Genny la raggiunge in ospedale.

Don Pietro chiede scusa alla moglie perché non riesce più a stare solo. Una volta uscito dalla cappella vede Ciro con una pistola in mano e il volto pieno di rabbia, e capisce che ormai era giunta "la fine del giorno". Ciro spara in testa a don Pietro, mentre nello stesso momento nasce il figlio di Genny. Malammore trova il corpo di don Pietro oramai esanime e gli chiude gli occhi. Azzurra partorisce un figlio maschio a cui viene dato il nome di Pietro, Pietro Savastano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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