Episodi de La casa di carta

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1leftarrow blue.svgVoce principale: La casa di carta.

La prima stagione della serie televisiva La casa di carta è stata trasmessa da Antena 3 dal 2 maggio al 23 novembre 2017. In italiano la serie è stata pubblicata il 20 dicembre 2017 (prima parte) e il 6 aprile 2018 (seconda parte) da Netflix.[1]

Gli episodi originali sono in totale 15. Originariamente hanno una durata di 70-75 min, mentre Netflix ha ridotto la durata a 40-50 min, pubblicando così un totale di 22 episodi.

Prima parte[modifica | modifica wikitesto]

Netflix
Titolo Pubblicazione
1 Episodio 1 20 dicembre 2017
2 Episodio 2
3 Episodio 3
4 Episodio 4
5 Episodio 5
6 Episodio 6
7 Episodio 7
8 Episodio 8
9 Episodio 9
10 Episodio 10
11 Episodio 11
12 Episodio 12
13 Episodio 13

Seconda parte[modifica | modifica wikitesto]

Netflix
Titolo Pubblicazione
1 Episodio 14 6 aprile 2018
2 Episodio 15
3 Episodio 16
4 Episodio 17
5 Episodio 18
6 Episodio 19
7 Episodio 20
8 Episodio 21
9 Episodio 22

Prima parte[modifica | modifica wikitesto]

1º episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un uomo misterioso che si fa chiamare il Professore riunisce un gruppo di criminali allo scopo di realizzare un colpo presso la zecca di Stato spagnola. A ciascun componente della banda viene dato il nome di una città: Tokyo, Mosca, Berlino, Nairobi, Rio, Denver, Helsinki e Oslo. Le regole sono che ogni membro del gruppo non deve sapere niente della vita degli altri membri e sono proibite le relazioni sentimentali tra membri della banda. I protagonisti si nascondono per cinque mesi in una tenuta nelle campagne di Toledo per prepararsi adeguatamente, facendo tutte le simulazioni necessarie. Le regole imposte dal Professore non vengono rispettate da Rio e Tokyo, i quali iniziano una relazione. Arriva il giorno della rapina: Il Professore, agisce in remoto, dando istruzioni ai suoi che sono all'interno della zecca. Tutto il gruppo usa una maschera di Dalì da mettere sul volto per non farsi riconoscere dalla polizia e dagli ostaggi. Con un ingegnoso espediente riescono a entrare nella zecca di stato e gli occupanti vengono presi in ostaggio. Tutto sembra filare liscio fino alla fine, gli ostaggi sono vivi e non c'è nessun ferito e il gruppo ha i soldi. Il gruppo deve, per ordine del Professore, simulare un rocambolesco tentativo di fuga con il bottino, sparando in aria e non ferendo nessuno, almeno questo era quanto previsto secondo il piano stabilito. Ma qualcosa non va per il verso giusto, perché Tokyo spara alla polizia e provoca dei feriti, così i poliziotti all'esterno della zecca reagiscono e colpiscono Rio. La puntata finisce con il gruppo si barrica nella banca, mentre Tokyo, disperata, trascina Rio all'interno della banca con gli altri.

2º episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Rio è vivo, è solo ferito alla testa. Berlino, al telefono con il Professore, gli rivela che Tokyo e Rio hanno una relazione, ma lei smentisce tutto. Rio, invece, quando saranno soli, conferma a Berlino che ama Tokyo. Cominciano a esserci dei flashback riferiti a quando il gruppo comincia il suo addestramento con il Professore. Nel frattempo, la polizia prende le dovute contromisure e invia sul posto come negoziatrice l’ispettrice Raquel Murillo, una donna con problemi di natura sia personale sia professionale. Raquel, che vive con l'aziana madre e con sua figlia Paula, è separata da poco e ha denunciato l'ex marito, genio della Scientifica, per maltrattamenti. Tra il Professore e la polizia si avvia un lento processo di negoziazione, ma il Professore è troppo astuto ed è sempre un passo avanti rispetto alle autorità. Intanto si scopre che uno dei prigionieri, Alison Parker, una ragazza in visita di istruzione con una scolaresca e figlia di un ambasciatore britannico, è fondamentale per i piani dei ladri.

In questo episodio compaiono il colonnello Prieto, a capo dei servizi segreti spagnoli, e Angel Rubio, viceispettore e braccio destro di Raquel da molti anni, segretamente innamorato di lei.

Mentre la polizia cerca di entrare nella banca da diverse angolazioni, Alison Parker, sotto minaccia di una pistola, effettua una chiamata al quartier generale della polizia e rivela che i rapinatori hanno fatto vestire gli ostaggi uguali a loro, con la tuta rossa e la medesima maschera di Dalì, li hanno forniti di armi finte ed è impossibile dunque distinguere sequestratori da ostaggi. Quindi, per non provocare spargimenti di sangue inutili, la polizia per il momento si ritira e rinuncia a fare irruzione. All'interno della zecca, sotto la direzione di Nairobi, le macchine per stampare denaro vengono messe in funzione ed iniziano a fabbricare pezzi da 50 euro a ritmo vertiginoso.

Raquel, amareggiata per come stanno andando le cose e per gli scontri continui con il colonnello Prieto, stacca e decide di andare in un bar; da lì prova a chiamare sua madre, ma ha la batteria del cellulare scarica, così un uomo seduto lì vicino le porge il suo perché possa telefonare. Quell'uomo è il Professore.

3º episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sabato, ore 6:25. Sono passate già 20 ore dall'inizio della rapina. Il gruppo assegna a ognuno degli ostaggi del lavoro da svolgere al posto loro, come per esempio stampare i soldi o scavare un tunnel per scappare. Nel frattempo Raquel Murillo nel bar, prima di tornare a casa da sua figlia e da sua madre, anticipa ai suoi superiori al telefono, con il cellulare del Professore, che intende dimettersi qualora l'operazione venisse influenzata da Prieto e dai suoi interessi diplomatici.

Monica Gaztambide, segretaria di Arturo Roman e sua amante, sotto minaccia delle armi esce con un gruppo di sequestratori e di ostaggi travestiti con maschere e tuta per rilasciare una dichiarazione in cui i sequestratori si scusano per aver ferito dei poliziotti e si chiede alla polizia di non entrare nella banca e di non sparare. La polizia intuisce quale tra gli uomini mascherati che circondano Monica potrebbe essere un sequestratore, ma Rubio ordina di non sparare e di attendere.

Mentre gli ostaggi si mettono al lavoro, Alison Parker, la figlia dell'ambasciatore inglese deve rilasciare un video per i suoi genitori sotto sorveglianza di Rio. Appena arriva Tokyo, però, Rio discute con lei per quello che ha detto prima agli altri del gruppo, ovvero che non andrebbe mai con un ragazzino (Tokyo è più grande di Rio di 12 anni). Durante la loro discussione, che finisce male, non si accorgono che Alison Parker riesce ad accendere il suo cellulare . La polizia rintraccia il segnale, Rio riesce a distruggere il telefono, ma è troppo tardi, perché in un frammento del video la polizia è riuscita a vedere il volto di Rio e si viene a sapere che il suo vero nome è Anibal Cortes . La polizia, analizzando i video della sorveglianza interna della zecca dei mesi precedenti, riesce a risalire anche a Tokyo e scoprono che il suo vero nome è Silene Oliveira .

Intanto Raquel decide di tornare in servizio, contatta il Professore e gli rivela che conoscono l'identità di Rio, che hanno immagini dall'interno relative ai 67 telefoni cellulari, ritirati ai sequestrati e attaccati al muro e che tutti loro hanno solo un’ora di tempo per arrendersi. Il Professore contatta subito Berlino dicendogli di trovare immediatamente il telefono mancante, cioè quello con cui Alison ha girato un frammento di video. Rio racconta a Berlino che è colpa sua e tra i due scoppia un violento scontro verbale al termine del quale Rio ha la peggio e viene picchiato da Oslo ed Helsinki.

Monica Gaztambide, che è incinta in seguito alla relazione con il direttore della zecca (e che chiede ai sequestratori di farle pervenire una pillola abortiva, in quanto capisce che il suo amante non ha intenzione di lasciare la moglie per lei), riesce a nascondere nella tuta un secondo cellulare che Arturo è riuscito a sottrarre al momento del ritiro dei telefoni, e che le aveva detto trovarsi nella tasca della sua giacca in ufficio.

L'ispettore Raquel Murillo, intanto, incontra nuovamente il Professore nel bar del giorno precedente e, insospettita dalle domande che l'uomo le rivolge circa il caso della rapina alla zecca, pensa che sia un giornalista a caccia di scoop e lo immobilizza con forza. Il Professore le dice di chiamarsi Salvador Martin, di non essere affatto un giornalista, ma un semplice frequentatore abituale di quel locale, e anche il barista conferma. Raquel esce pertanto dal locale imbarazzata e turbata per la propria reazione.

Berlino scopre che Monica Gaztambide nasconde addosso un cellulare e se la prende con Denver, perché era lui ad avere l'incarico di sorvegliarla: gli ordina perciò di ucciderla.

Nel frattempo Tokyo scopre che Rio è stato picchiato da due membri del gruppo e si arrabbia, comincia a sparare alle telecamere accese che il Professore può controllare dall'esterno e gli manda un messaggio in cui afferma che comincerà a uccidere il prossimo che toccherà Rio. Accorrono Oslo e Helsinki, armati di fucile, seguiti da Berlino. Mentre tutti si puntano reciprocamente un'arma contro, il Professore al telefono dice a Tokyo che la sua storia d'amore con Rio è stata causa di guai: la polizia ha scoperto l'identità proprio di loro due, e la loro foto è su tutti i telegiornali.

L'episodio si conclude con Denver che non trova il coraggio per uccidere l'ostaggio, così come ordinatogli da Berlino, e spara alla coscia di Monica senza assassinarla.

4º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sono passate 26 ore dalla rapina. Tutti in banca sentono lo sparo provocato da Denver e gli ostaggi hanno paura. L'uomo infatti fa credere a Berlino di aver ucciso Monica.

La scena si sposta a casa dell'ispettore Murillo, dove vediamo la madre dell'ispettore che chiama la nipotina e, aprendo un armadio, vede una miriade di fogliettini di post-it attaccati all'interno delle ante: sono tutti piccoli promemoria relativi alla sua vita quotidiana, dai quali intuiamo che la donna soffre di un principio di Alzheimer. In uno dei post-it c'è scritto che nei confronti di suo genero c'è una ordinanza restrittiva e che lui non può avvicinarsi alla bambina. La donna prova a chiamare sua figlia, ma non la trova. Alla fine chiama l'altro numero con cui Raquel aveva chiamato la madre, cioè il numero del cellulare del Professore e lui decide di andare al quartiere generale della polizia, dove si trova Raquel.

Mentre il Professore sta dirigendosi alla tenda della polizia davanti alla zecca, Raquel spiega al colonnello Prieto che i rapinatori si devono essere barricati di proposito nella zecca perché il loro piano non consiste nel rubare il denaro che sta all'interno, ma nel fabbricarne dell'altro, in grande quantità: le trattative servivano loro solo per guadagnare tempo e stampare banconote.

Il Professore, che per Raquel è semplicemente Salvador, giunge al quartier generale, trafelato, e chiede di vedere l'ispettore Murillo. Raquel viene a sapere che sua madre ha consegnato la nipotina Paula al padre, così corre a casa, portando con sé il telefono del Professore, e lasciandolo dentro il quartiere generale della polizia.

Berlino comunica a tutti gli altri che Denver ha ammazzato l'ostaggio. A questo punto c'è un flashback di Denver e suo padre, Mosca, di quando quest'ultimo esce di prigione e Denver lo va a prelevare, ma deve anche confessargli di essersi messo nei guai con un pezzo grosso dello spaccio. Ritornando al presente, Mosca ha un attacco di panico quando vede suo figlio che pulisce il bagno, poiché crede che abbia davvero ucciso Monica e che la vita di suo figlio ormai sia irrimediabilmente rovinata per causa sua che lo ha coinvolto nel colpo, convinto che invece sarebbe stata una buona occasione per entrambi per svoltare.

Intanto Raquel incontra al bar Salvador per restituirgli il suo telefono, sottrattogli nella concitazione del momento di prima, ma finisce per raccontargli la sua storia personale con il suo ex marito, mentre Denver va a trovare Monica, per vedere come sta, all'insaputa di tutti. Mosca decide di consegnarsi alla polizia perché non sopporta che suo figlio abbia ammazzato una persona e mentre il portone della banca si apre arriva Denver che porta indietro suo padre, confessandogli la verità. Mosca ha bisogno di respirare perché non si sente bene e Denver, insieme agli altri ostaggi, vestiti tutti uguali, vanno sul tetto. Il Professore chiama subito Berlino per sapere come mai ci sia questo fuori programma: anche lui era contrario all'idea e lo vediamo parlare al telefono stando sotto tiro di Rio e Tokyo. Nel frattempo, sul terrazzo c'è un parapiglia generale, poiché il direttore della zecca, Arturo, ha sentito da Denver di Monica e dà in escandescenze, credendo sia stata uccisa. La polizia alla fine spara e colpisce uno di loro, solo che, caduta la maschera, si scopre che è stato colpito proprio Arturo.

5⁰ Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sabato, ore 18:00: Le ore della rapina sono passate a 32. Gli ostaggi e i sequestratori portano Arturo Roman nuovamente dentro alla zecca. È ferito piuttosto gravemente ad una spalla, e perde parecchio sangue. Parallelamente Monica, che continua a sanguinare dalla gamba, esce dalla camera blindata, probabilmente per provare a fuggire. I sequestratori, pur addestrati sui rudimenti del primo soccorso dal Professore durante i cinque mesi di permanenza nel casale di Toledo, non sono in grado di intervenire per estrarre il proiettile dalla spalla di Arturo.

Raquel è affranta e si sente responsabile perché è stata lei a dare l'ordine di sparare ai tiratori scelti. Al telefono il Professore consente alla polizia di far entrare una équipe di medici per estrarre il proiettile e medicare Arturo, il quale vuole anche parlare con sua moglie.

Denver e Mosca giungono alla camera blindata per portare a Monica cuscini e coperte e si accorgono della sua fuga.

Raquel chiama sua madre per raccontarle dei suoi problemi lavorativi, e la donna la rincuora e la incita a prendere la vita con più leggerezza.

In un flashback si scopre che Nairobi ha un figlio di 7 anni che si chiama Axel, dato ad una famiglia affidataria dall'età di tre anni e mezzo. Nairobi non ha più visto il figlio da quel giorno, ma sa che sta bene e che abita alle Canarie adesso: il suo progetto è andare a riprendersi suo figlio dopo il colpo e godersi l'agiatezza. Nairobi, inoltre, confida a Tokyo che le piace il Professore.

Denver e Mosca trovano Monica, che si trova in bagno, e la riportano nuovamente alla postazione segreta nella camera blindata. Monica viene a sapere che Arturo è stato colpito dai tiratori scelti, e chiede di potergli consegnare un biglietto in cui le fa sapere che è viva, e che ha deciso di non abortire. Denver e Mosca, medicando Monica, si rendono conto che il proiettile va al più presto tolto dalla gamba, altrimenti la ragazza finirà col morire per una infezione.

Insieme all'équipe medica che andrà a curare Arturo dentro alla zecca si infiltra anche il viceispettore Rubio sotto copertura. Contemporaneamente, due poliziotti cercheranno di penetrare all'interno dell'edificio dal condotto di ventilazione della banca, vestiti come i sequestratori e con la stessa maschera di Dalì per confondersi con gli ostaggi e poter poi intervenire.

Arturo parla al telefono con sua moglie Laura, dichiarandole tutto il suo amore, facendole promesse di viaggi futuri e di una maggiore presenza come marito e come padre, ma alla fine della chiamata si rivolge a lei con il nome della sua amante, Monica, e non con il suo.

Entrano i medici e il Professore riconosce subito l'ispettore Rubio; contatta così Berlino. Dal flashback si vede che il Professore aveva preparato il gruppo all'eventualità che qualcuno tentasse di entrare nella zecca sotto copertura, e infatti nel presente i ragazzi mettono una cimice negli occhiali da vista dell'ispettore di polizia Rubio, una sorta di cavallo di Troia che permetterà così al Professore di ascoltare qualunque cosa venga detta all'interno del quartier generale della polizia.

6º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sabato, ore 18.31. Denver e suo padre cercano di levare il proiettile nella gamba di Monica, ma hanno bisogno di un bisturi per poter intervenire e, dal momento che l'attrezzatura chirurgica è custodita da Berlino, il quale non sa che la donna è ancora viva, Denver cerca di rubarlo ai chirurghi venuti per operare Arturo.

Alison, la figlia dell'ambasciatore britannico, instaura un certo feeling con Rio, ma in realtà il suo intento è solo quello di rubargli il fucile e provare a fuggire, puntandoglielo contro; Alison non può sapere però che Rio nasconde anche una pistola, grazie alla quale disarma la ragazza.

Arturo viene operato, mentre l 'ispettore Rubio aspetta l'entrata dei due poliziotti dal condotto. Nairobi trova in terra il bigliettino che Monica aveva dato a Denver per consegnarlo ad Arturo e, leggendolo, scopre così che la donna è viva. Va così a cercarla e la trova insieme a Denver e a Mosca ma, invece di consegnarli tutti a Berlino, li aiuta ad operare la ragazza.

Il Professore capisce che qualcuno sta entrando dall'esterno e dice a Berlino di passare alla fase successiva. Infatti l'ispettore Rubio, mentre esce dall'edificio insieme agli infermieri, si accorge che agli ostaggi è stata cambiata la maschera che indossano e di corsa va a avvisare Raquel, perché l'operazione venga annullata.

Da quel momento in avanti il Professore riesce a sentire tutte le conversazioni nel quartiere generale della polizia, visto che l'ispettore Rubio ha un microfono nei suoi occhiali.

In un flashback veniamo a sapere che il Professore è stato a lungo malato, e vediamo Tokyo che, nel casale di Toledo, per far innervosire il Professore, impacciato e poco a suo agio con le donne, lo provoca facendogli domande molto intime sulle sue esperienze sentimentali. Veniamo a sapere anche che l'idea del colpo alla zecca non è del Professore, ma di un'altra persona.

Il gruppo accende la televisione per vedere che cosa i media internazionali dicessero di loro e della loro impresa, ma Rio rimane turbato dall'intervista dei suoi genitori, i quali lo considerano un terrorista e dichiarano di ritenerlo morto.

Il viceispettore Rubio chiama Raquel e si mostra indispettito con lei per il fatto che non lo considera come uomo e per il fatto che Raquel si dichiara attratta dal suo nuovo misterioso amico conosciuto al bar, Salvador: veniamo a sapere anche che i due 8 anni prima hanno avuto una avventura, che per Raquel non ha significato nulla, mentre per lui è diventato l'inizio di un innamoramento, in nome del quale sarebbe anche disposto a lasciare immediatamente la moglie, se solo la sua collega gli desse una speranza. Lei, però, non ne vuole proprio sapere. La madre di Raquel, che ha ascoltato tutta la telefonata, la spinge ancora una volta a cercare di ricominciare daccapo e cercare nuove opportunità intorno a sé.

Berlino ha dei problemi con una mano, che gli trema vistosamente, ma si fa una puntura per riprendere il suo funzionamento. Viene poi costretto da Tokyo, sotto minaccia di una pistola, a telefonare al Professore per rivelargli che ha ordinato a Denver di uccidere un ostaggio, contravvenendo alla condizione principale perché il colpo potesse avere successo e rimanere pulito, come nelle intenzioni iniziali. Dalla telefonata scopriamo anche che Berlino e il Professore si conoscono da molti anni.

7º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Domenica, ore 8:35. Sono già passate 46 ore dalla rapina e Raquel e il resto della squadra guardano i video della sorveglianza della zecca nei giorni precedenti la rapina per vedere se riconoscono altri volti oltre a Rio e Tokyo, o se possono ottenere informazioni utili da qualche dettaglio. La polizia, grazie ai filmati, riesce a risalire al modello della macchina con cui Rio e Tokyo sono arrivati alla zecca, vale a dire la macchina è del Professore. Si tratta di una vecchia Seat Ibiza del 1992.

In un flashback veniamo a scoprire che Helsinki è gay e che la madre di Tokyo è morta di infarto il giorno precedente: per questo motivo il Professore è titubante all'idea di mandarla a fare un giro di perlustrazione alla zecca insieme a Rio, come stabilito, perché teme che possa approfittare dell'occasione per andare a dire addio a sua madre.

Ritornando al presente, il Professore scopre che l'Ibiza che aveva affidato a Helsinki perché la facesse demolire in realtà non è stata distrutta, perché Helsinki si è intascato il denaro che il Professore gli aveva dato; inoltre l'uomo non ha ripulito le impronte e le tracce all'interno dell'abitacolo dell'auto.

Raquel contatta il Professore e gli chiede di liberare 8 ostaggi, scelti tra gli studenti della scuola britannica e gli lascia un'ora di tempo per pensarci. Il Professore corre allo sfasciacarrozze, per tentare di ripulirla. Tuttavia è domenica, lo sfasciacarrozze è chiuso, per cui deve introdursi di nascosto, ma viene scoperto dal guardiano che lo insegue con cattive intenzioni. Lui si nasconde dentro l'abitacolo di un'auto e crede di essere al sicuro, ma il guardiano lo ha visto e per spaventarlo riduce l'auto in cui è nascosto in un rottame. Nel frattempo viene contattato da Raquel, la quale gli dice che avrebbe molta voglia di pranzare o cenare con lui, e i due si accordano per vedersi a cena.

All'interno della zecca Berlino racconta agli ostaggi di aver comunicato ad un suo amico all'esterno (si tratta in realtà del Professore) che ha ordinato di uccidere Monica Gaztambide e che questo amico è rimasto sconvolto: Berlino confessa che gli piacerebbe, per una volta soltanto nella vita, riuscire anche lui a provare delle emozioni. Una degli ostaggi, Silvia, viene isolata da Berlino dal resto del gruppo perché presa da un attacco di panico.

Tokyo e Rio parlano, e il ragazzo le racconta la sua vita e di come abbia iniziato a usare le sue competenze informatiche in azioni criminali; è ancora sconvolto dalle parole dei suoi genitori sentite alla tv e al pensiero di non aver più una famiglia alla quale fare ritorno. In un flashback vediamo Rio e Tokyo fare visita al museo della zecca per controllare le telecamere di sorveglianza, flirtare e poi fare sesso nel bagno del museo; lì Tokyo si lascia andare alle lacrime di pentimento, attribuendosi le colpe per la morte di sua madre, che non poteva sopportare l'idea che la figlia fosse una criminale.

Trascorsa l'ora stabilita, Raquel richiama il Professore, il quale le fornisce i nomi di otto minorenni che si dice disposto a liberare; Raquel però viene invitata da Prieto a chiedere al Professore di aggiungere anche il nome di Alison Parker alla lista, ma il Professore, che sa quanto per i servizi segreti sia importante liberare la figlia dell'ambasciatore propone una scelta: la sola Alison o otto dei suoi compagni. Raquel pensa che sia moralmente riprovevole questa scelta, ma è costretta da Prieto a scegliere di liberare Alison e di lasciare sotto sequestro gli altri otto. Quello che Raquel non immagina è che il Professore stia registrando il momento in cui lui le chiede se lei sia sicura di preferire la vita di Alison Parker a quella degli otto suoi compagni, e lei risponde di sì. La polizia capisce poi che occorre controllare tutte le autodemolizioni per cercare la carcassa della Ibiza e in essa delle tracce. Il Professore è costretto perciò a ritornare nuovamente allo sfasciacarrozze, dove trova la sua auto, entra all'interno, la ripulisce con ammoniaca ed alcool e lascia, ben nascosto tra le pieghe del sedile del passeggero, un bottone della giacca di Berlino. Ha appena terminato il lavoro quando sente le voci della polizia che è arrivata: deve perciò trovare una via di fuga estrema. Entra in un furgone, si strappa gli abiti, si sporca viso, corpo e capelli con del grasso per rendersi irriconoscibile e recita la parte del mendicante, del rifiuto umano. In questo modo, anche se solo per un soffio, sfugge alla cattura. Non solo, nel frattempo Tokyo ha divulgato, su ordine del Professore, il contenuto della telefonata tra lui e Raquel, mettendo in pessima luce il lavoro della polizia e dell'ispettore Murillo in particolare.

8º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Domenica, ore 12:06. 50 ore dall'inizio della rapina. I media sono molto critici nei confronti della scelta operata dall'ispettore Murillo, che ha rinunciato a liberare gli 8 giovani ostaggi. La figlia Paula esprime alla madre il desiderio di andare a vivere con il padre.

Dai flashback si riesce a scoprire che il Professore ha deciso che il gruppo starà nella zecca per almeno 10 giorni: è il tempo necessario per scavare una buca e scappare dopo aver stampato circa 2400 milioni di euro. È certo che, alla fine, l'opinione pubblica sarà dalla loro parte, così come è stata dalla parte degli Indignados nel 2011. Il piano prevede di uscire da un tunnel che partirà da una delle camere blindate e che si congiungerà all'hangar dal quale il Professore guida tutta l'operazione.

Nel presente la polizia ha la macchina rottamata del Professore e scoprono che sono stati usati ammoniaca ed alcool per cancellare le impronte solo pochi minuti prima che la polizia arrivasse; il Professore, però, ha lasciato volutamente dentro l'auto un bottone con sopra le impronte di Berlino, con l'intenzione di vendicarsi per il fatto che Berlino ha ordinato la morte di Monica Gatzambide. Dalle impronte la polizia risale immediatamente all'identità dell'uomo: il suo vero nome è Andreas de Fonollosa. Raquel capisce però che non può essere un caso che il mendicante che hanno intravisto nell'autodemolizione e che hanno capito essere il cervello della rapina sotto mentite spoglie sia arrivato pochi istanti prima della polizia stessa: è convinta che tra di loro ci sia una talpa, che passa le informazioni alla banda.

Mentre tra Monica e Denver si instaura un rapporto di sempre maggiore attrazione, alla polizia arriva la scheda segnaletica di Berlino-Andres de Fonollosa: è un ladro di gioielli e diamanti, colpi in grande stile. Non avendo informazioni di familiari e amici, decidono di contattare un uomo che è stato suo compagno di cella durante un arresto per sapere qualcosa di più su di lui. Secondo la perizia psichiatrica forense Berlino è narcisista, ha manie di grandezza, mancanza di empatia, è un megalomane ed incapace di distinguere il bene dal male. Inoltre ha un grande senso dell'onore, e il bisogno patologico di fare buona impressione, soprattutto davanti agli estranei. È il terzo nome della banda a essere riconosciuto dalla polizia.

L'insegnante della scolaresca di cui fa parte anche Alison chiede di poter parlare in privato con Berlino. Una volta arrivati in ufficio chiede, senza ottenerlo, che la sua alunna Silvia, tenuta separata da alcune ore dal resto del gruppo, venga riunita agli altri compagni. In un attimo di distrazione, tuttavia, la Professoressa riesce a rubare un paio di forbici e le nasconde nella tuta.

Raquel, in accordo con Prieto, decide di fornire alla stampa un profilo sbagliato di Berlino: lo fa passare come uno sfruttatore di minorenni e di prostitute dell'Est, per farlo odiare dall'opinione pubblica. Il viceispettore Rubio non è d'accordo con questa mossa, ma Raquel, scossa dal ritratto che i media spagnoli stanno facendo di lei e dalle sue vicende personali e familiari, insiste nel voler seguire questa linea. Anche il Professore, che ascolta la conversazione e tutto quanto accade nel quartier generale, e suo malgrado sempre più affascinato dalla donna, spera che lei non compia questo passo, ma ormai la decisione è presa. Raquel riceve poi una telefonata dai poliziotti che hanno interrogato il custode russo dell'autodemolizione, e che ha dichiarato di aver parlato con un uomo circa un'ora prima che la polizia arrivasse. Raquel ordina che il custode venga condotto al quartier generale per fare un identikit e il Professore capisce che sta per essere smascherato.

Alison flirta nuovamente con Rio, ma Tokyo li sorprende e si ingelosisce. Così, non appena Rio se ne va, Tokyo trattiene la ragazza, le dice che Rio sta con lei e la minaccia, ma poi la bacia appassionatamente per provocarla. Le due vengono sorprese da Mosca, il quale guarda Tokyo con sguardo di disapprovazione e se ne va.

Raquel, intanto, interrogando il compagno di cella di Berlino, viene a sapere che l'uomo, durante la detenzione, usava quotidianamente un farmaco, il Retroxil, fatto entrare di nascosto dentro al carcere, per curare una malattia degenerativa che Berlino teneva nascosta a tutti e che quindi non risulta dalla cartella medica. Raquel ordina perciò a Rubio di cercare informazioni circa la vendita di quel farmaco presso tutte le farmacie della zona. Arriva anche il russo dell'autodemolizione, il quale inizia a fornire informazioni utili per ricostruire l'identikit dell'uomo. Il Professore, che dal suo bunker ascolta tutta la conversazione, capisce che deve esporsi pericolosamente e tentare il tutto e per tutto allo scopo di proteggere la propria identità.

Mentre Berlino sta parlando con la Professoressa, entra Nairobi nel suo ufficio e lo informa che la sua identità è stata scoperta.

9º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Domenica, ore 15.15. Monica si sveglia e vede Denver dormire e comincia ad accarezzarlo, ma poi si rende conto dell'errore che sta per commettere e si allontana da lui. Alla televisione, la stampa rivela il nome di Berlino e la falsa storia che la polizia ha diffuso su di lui. Berlino è turbato al pensiero dell'opinione che la gente si può fare, avendo lui una rigida etica che gli vieta di commettere certi tipi di crimini, mentre invece Nairobi, lì presente, inizia a esprimergli tutto il proprio disprezzo, chiedendogli spiegazioni per quanto sta sentendo dire alla tv. Così lui la aggredisce, prendendola per il collo e cercando di strangolarla, ma lei si ribella, dandogli degli schiaffi sul viso, ferendolo. Berlino cerca di giustificarsi con Nairobi, dicendo che non è mai salito sulla macchina del Professore, ma che piuttosto ha sorpreso Denver dormirci all'interno con indosso la sua giacca, la stessa dalla quale è stato preso il bottone ritrovato nella vettura. Così lo cerca all'interno della zecca per vendicarsi, convinto sia lui il responsabile della sua identità svelata.

Mosca, che sta scavando la buca per la fuga, attacca Tokyo, dicendole che sa che lei, durante la permanenza a Toledo, dopo la festa per la notte di San Juan, ci ha provato anche con suo figlio Denver. La accusa poi di vivere la vita sempre al limite, non curandosi dei danni che provoca alle persone che ha intorno e che la amano; le dà dell'incosciente, della superficiale e dell'egoista.

Frattanto, il Professore si introduce in una macchina della polizia forzandone la portiera, usa la ricetrasmittente, capta la frequenza della radio del quartier generale in cui in quel momento il custode dell'autodemolizione sta ultimando il suo identikit e inizia a minacciare di morte la famiglia dell'uomo, parlando in russo per non farsi comprendere da altri se non da lui. Il custode, spaventatissimo, cancella così l'identikit fatto fino a quel momento.

Berlino cerca Denver per ammazzarlo per vendetta; Nairobi cerca di trattenerlo. In un flashback si vedono Tokyo, Denver, Nairobi e Rio che si preparano ed escono di nascosto dal casale di Toledo per andare alla festa della notte di San Juan.

Le durissime parole di Mosca sconvolgono Tokyo, che cerca di lasciare Rio, ma lui si rifiuta dicendole di aver bisogno di lei e che la loro storia, pur destinata a finire, può durare ancora per dare loro conforto almeno fintanto che sono lì dentro.

Berlino, sempre alla ricerca di Denver dentro alla zecca, scopre che Monica è ancora viva. La situazione si scalda in fretta: Berlino da una parte, con Oslo e Helsinki, e dall'altra parte Denver con Nairobi, tutti con le armi in pugno. Prima che la situazione degeneri completamente, arriva Tokyo che chiama Berlino: lo vuole il Professore al telefono. Il Professore rivela a Berlino di essere stato lui a mettere il bottone con la sua impronta nella macchina, per punirlo di aver ordinato la morte di un ostaggio, ma Berlino gli dimostra che invece Monica è ancora viva. A quel punto il Professore ordina di attivare il piano Valencia: i sequestratori iniziano ad urlare e a sparare raffiche di mitra contro il muro; gli ostaggi urlano e la polizia è in allarme, non sapendo cosa stia succedendo all'interno. L'ispettore contatta il Professore, il quale giustifica gli spari dicendo che pensavano che alcune armi si fossero bagnate e loro volevano provarne il funzionamento. L'ispettore però vuole la prova che tutti gli ostaggi siano vivi e stiano bene, e concede loro solo un'ora per farlo.

10º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Domenica, ore 16:40. 54 ore dall'inizio della rapina. I compagni di classe di Alison la accerchiano e la aggrediscono verbalmente e fisicamente, perché i servizi segreti hanno imposto alla polizia di preferire la sua uscita dal luogo del sequestro anziché quella di altri 8 suoi compagni, e loro sono invidiosi della sua posizione priviliegiata. In suo soccorso interviene Nairobi che umilia e caccia il branco; quando i ragazzi se ne sono andati cerca di darle dei consigli di sopravvivenza, affinché acquisti maggior fiducia in se stessa e nel proprio potenziale e sappia difendersi dai soprusi dei suoi compagni di scuola.

Raquel chiama Salvador per ricordargli dell'appuntamento a cena, e i due si accordano per vedersi al solito bar di sempre. Al termine della chiamata arriva Rubio con delle informazioni sul farmaco che Berlino prende abitualmente: si tratta di un farmaco che si somministra per via endovenosa, impiegato nel Parkinson e in alcuni tipi di distrofia muscolare. Può essere comprato solo su ordinazione, quindi i pazienti sono tutti localizzati; ma negli ultimi cinque mesi a Toledo e dintorni il fornitore ha inviato una quantità di farmaco estremamente elevata e apparentemente inspiegabile, visto che in città non vi sono così tante persone malate. L'ispettore Murillo invita Rubio a seguire questa pista, e ad andare a Palomeque, dove è stato fatto l'ultimo acquisto, solo pochi giorni prima, per farsi dare i registri di vendita e tutta la documentazione. Prima di andarsene, Rubio si scusa con Raquel per il suo comportamento del giorno precedente.

Helsinki accompagna Monica da Arturo, e lui, felice nel rivederla sana e salva, la abbraccia e la bacia appassionatamente. Lei, però, è evidentemente confusa e imbarazzata.

Il Professore fa avere alla polizia dei video degli ostaggi, i quali però sono stati editati e manipolati, non costituendo una prova sufficiente per dimostrare che gli ostaggi siano ancora in vita. L'ispettore Murillo contatta il Professore e gli chiede di poter entrare nella zecca per verificare con i suoi occhi che gli ostaggi stanno bene e il Professore acconsente. Berlino, Tokyo e Rio si fanno vedere a volto scoperto, dato che la polizia li ha già identificati, mentre gli altri la accolgono mascherati e imbracciando le armi. Raquel entra con un microfono nascosto nella biancheria intima, ma viene scoperta durante la perquisizione. Nel momento in cui Rio distrugge il microfono che gli passa Berlino, vede una scritta: Rayo, il soprannome con cui lo chiamava sua madre quando era piccolo. Si tratta di una tattica per metterlo in difficoltà, perché la polizia ha capito benissimo che lui è l'anello più debole della catena.

Al bar il viceispettore Rubio è al telefono e sta chiedendo un mandato per poter ottenere tutti i registri della farmacia di Palomeque. In quel momento entra Salvador/il Professore, verso cui il viceispettore ha sempre nutrito diffidenza. I due iniziano a parlare, Rubio chiede a Salvador di che cosa si occupi e lui racconta di essere un produttore di sidro; Rubio afferma di esserne un intenditore e si dice incuriosito e desideroso di assaggiare quello che Salvador produce.

Berlino presenta a Raquel gli ostaggi uno ad uno, per dimostrarle che sono tutti in perfetta salute. In questo frattempo la Professoressa della scolaresca di Alison, spaventata all'idea di poter essere perquisita e scoperta con addosso le forbici che aveva rubato nell'ufficio di Berlino, le passa ad Arturo il quale le nasconde nella tuta. Alison, istruita da Arturo, scappa per cercare una via di fuga: la sua idea è che, se durante la visita dell'ispettore qualcosa andasse male (e certamente il fatto di non poter provare che l'ostaggio più strategico sia vivo), la polizia sarebbe costretta ad entrare con la forza per liberarli tutti. Mentre Alison prova a seguire le indicazioni di Arturo - che prevedono di sfuggire alla vigilanza di Nairobi e nascondersi dentro ad una cassaforte di cui ha imparato a memoria la combinazione - una degli ostaggi, Ariadna, convinta che i sequestratori avrebbero ucciso tutti prima della fine della rapina, vuole allontanarsi il più possibile dal controllo di Berlino, ma in realtà alla fine si concede a lui fingendo di esserne attratta, sperando che questo possa bastare a risparmiarle la vita.

L'ispettore Murillo capisce all'improvviso che questa visita che le hanno permesso in realtà era stata pianificata per metterla fuori gioco per un paio di ore, mentre le macchine continuano a stampare denaro. Spazientita poi dall'atteggiamento canzonatorio che Berlino usa nei suoi confronti, lo smaschera di fronte ai suoi compagni, rivelando loro che la malattia di cui soffre gli lascia al massimo sei o sette mesi di vita. Ovviamente Tokyo e Rio sono sbigottiti.

Rubio, che ha seguito Salvador/il Professore perché nutre dei sospetti verso di lui, bussa alla porta del bunker con la scusa di assaggiare il sidro, e il Professore è costretto a farlo entrare. Mentre questi è girato per versare del sidro da far assaggiare a Rubio, il viceispettore prende un cucchiaino da dentro una tazza e lo nasconde dopo averlo avvolto in un fazzoletto, con l'intenzione chiara di farlo esaminare. Non appena Rubio se ne va, il Professore può comunicare con il gruppo e suggerire loro, grazie alle telecamere, quale sia il nascondiglio di Alison, che viene condotta davanti a Raquel appena qualche istante prima che la polizia, ormai preoccupata per la lunga assenza dell'ispettore Murillo, faccia irruzione nella zecca.

Nel frattempo la scientifica ha esaminato la macchina della polizia da cui è stato trasmesso il messaggio intimidatorio al custode dell'autodemolizione: ne è stata rilevata una che non corrisponde a quella dei poliziotti che la guidavano, ma al tempo stesso sembra non avere corrispondenza con nessuna altra impronta digitale registrata in Spagna. Rubio chiede allora alla scientifica di esaminare il cucchiaino che ha sottratto da dentro il bunker del Professore durante la sua visita di poco prima.

L'ispettrice viene fatta uscire dalla zecca mentre Rio trova nel microfono una USB contenente un video dei suoi genitori che gli chiedono di costituirsi. Berlino confessa a tutti i suoi compagni della propria malattia e del fatto che ormai è ad uno stadio terminale.

Rubio giunge alla farmacia di Palomeque, e scopre che è appena stata derubata dei registri di vendita e di tutti i documenti. Il viceispettore chiama Raquel e le spiega l'accaduto: in quel momento si rende conto che gli unici a sapere della questione che stava seguendo erano loro due, e che quindi la talpa non poteva che essere Raquel, mentre lei avrebbe ovviamente sospettato del suo vice.

11º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Domenica, ore 19:02. 57 ore dalla rapina. L'episodio riprende da dove si era interrotto il precedente: Angel Rubio sospetta che l'ispettore Murillo ostacoli le indagini e sospetta di Salvador; viceversa, l'ispettrice inizia a pensare che Rubio sia la talpa. Prieto contribuisce ad alimentare i suoi dubbi.

All'interno della zecca Mosca sta picconando il pavimento della camera blindata numero tre, quella che si dovrà congiungere al tunnel che condurrà al bunker, e finalmente si trova la terra. Tutti sono euforici, e le rotative stampano a pieno regime, superando in quei minuti i 400 milioni di euro fabbricati; in tutti gli accessi sono state collocate cariche esplosive collegate a cellule fotoelettriche, e il gruppo si sente al sicuro. Nel frattempo Arturo, sorvegliato da Helsinki, incontra in bagno una delle guardie giurate della zecca e, all'insaputa dei due rapinatori, si accordano perché Arturo gli faccia trovare degli attrezzi di lì a due ore, sotto il sedile del water, attrezzi con i quali dovranno provare a liberarsi per mettere in salvo gli ostaggi.

Berlino manda Nairobi a prelevare Alison Parker perché le vuole parlare.

Rio si mette in contatto con la polizia: deve prendere una decisione dopo aver visto il video dei suoi genitori. Raquel gli propone di collaborare, rivelando alla polizia dove si trovino i sequestratori in ogni momento, per aiutare la polizia ad entrare, catturare il gruppo e liberare gli ostaggi. Gli promette che se si arrenderà e collaborerà, la sua pena sarà ridotta a due anni. In un flashback si vede la lezione del Professore nella quale egli spiega al gruppo che nessun giudice potrà mai garantire loro una pena breve, dato il numero considerevole di reati di cui nel giro di poche ore si sono già macchiati: come minimo si tratta di 173 anni di carcere. Raquel vuole da lui il nome del Professore e il numero dei sequestratori, ma Rio, dopo averla insultata, riattacca. Rio però dice a Tokyo che stava veramente per accettare l'accordo, tradendo così i suoi compagni, e Tokyo lo minaccia e mette fine alla loro storia.

Arturo racconta al compagno di Alison di aver parlato con l'agente della sicurezza e che quelle persone sono la loro unica salvezza; così lo convince ad aiutarlo a realizzare il suo piano, rubando degli attrezzi da far ritrovare nel bagno.

Berlino parla con Alison e la sua insegnante per capire da lei come domare la ribellione di Alison che ha tentato di fuggire; mentre l'insegnante si mostra imbarazzata e in difficoltà davanti alle domande provocatorie di Berlino, la ragazza tiene testa al suo sequestratore, dichiarando a viso aperto di non aver paura di lui e di essere pienamente consapevole che lui non le farà nulla perché lei è il suo salvacondotto e non un ostaggio comune. Berlino allora mostra ad Alison delle prove del fatto che sa benissimo da chi è composta la sua famiglia, dove vive ciascuno di loro e le dice, per intimorirla, che per poco denaro potrebbero ingaggiare un sicario per ucciderli e che quindi la vita della sua famiglia è nelle sue mani.

Raquel solleva l'ispettore Rubio dall'incarico, a causa dei sospetti che ha su di lui e Rubio, dal canto suo, la accusa di aver rivelato a Salvador la questione della farmacia e di essersi fatta irretire da lui; le racconta di averlo seguito, di essere stato nel suo magazzino, e che quel posto è sicuramente sospetto, ma che lei, affascinata da quell'uomo, non si sta facendo venire nessun sospetto su quello sconosciuto, mentre dubita della lealtà di lui che è suo collega. I due litigano ferocemente, e Raquel lo accusa di esserle stato accanto per tutti quegli anni solo allo scopo di riuscire a portarsela a letto, facendole subire le sue avances e le sue battute; ora che però lo ha respinto, lui probabilmente ha voluto vendicarsi tradendola e vendendosi la loro amicizia. Alla fine lo caccia in malomodo.

Nella zecca il compagno di Alison, tornato da Arturo, gli fa comunica che è riuscito a rubare diversi attrezzi; Arturo gli ordina di farsi accompagnare in bagno di lì a 35 minuti per lasciare la refurtiva in bagno.

Nel frattempo Raquel telefona a Salvador/il Professore per ricordargli del loro appuntamento a cena.

Monica, chiusa nella camera blindata, ripensa al comportamento che il suo amante, Arturo, ha avuto nelle ultime ore, a partire da quando gli ha comunicato di essere incinta. Quando arriva Denver a portarle la cena, lei lo bacia e i due fanno sesso. Dopo Monica gli chiede a che cosa avesse pensato la sera prima della rapina; Denver, in un flashback, appare con suo padre mentre gli comunica tutti i suoi dubbi riguardo al colpo, alla sua stessa presenza lì, visto che non è capace di fare nulla di speciale.

La guardia giurata, accompagnata da Oslo, trova gli attrezzi in bagno e se li mette addosso con il nastro adesivo. Legge le istruzioni di Arturo che gli ordina di usare gli attrezzi per liberarsi dalle manette e per segare dei tubi per armarsi e ferire i sequestratori di guardia. Alle nove lui li avrebbe attesi nel magazzino, insieme a quanti più ostaggi possibile.

Rubio lascia un messaggio nella segreteria telefonica dell'ispettore Murillo, chiedendole di ripensare alla decisione di poco prima, ribadendole che non è lui la talpa. Lei, però, è al locale con Salvador/il Professore; flirta con lui e lo stuzzica, invitandolo a guardarla da sotto il tavolo, ma quando lui finalmente le dà retta, vede che lei gli sta puntando una pistola, con la quale gli intima di portarla immediatamente nel magazzino perché ha fondati sospetti che lì vi sia la base dell'operazione.

12º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'ispettore Rubio, ubriaco, sta guidando e cerca ripetute volte di contattare al telefono Raquel, lasciandole dei messaggi. Viene a sua volta contattato dalla Scientifica, che gli comunica che l'impronta lasciata nella macchina della polizia e quella rinvenuta sul cucchiaino coincidono; Rubio, eccitato per l'importante rivelazione (e cioè che Salvador e il Professore non sono altro che la medesima persona), prova a chiamare Raquel prima sul cellulare, che però ormai ha la casella vocale piena, sia al telefono di casa, dove lascia un messaggio in segreteria. Alla fine perde il controllo della macchina ed esce di strada. L'impatto è violentissimo: i pompieri lo estraggono dalle lamiere, ma è in condizioni estremamente gravi e lotta tra la vita e la morte.

Raquel, nel frattempo, è con il Professore dentro il suo magazzino, che tuttavia si presenta come un luogo normale, addirittura molto accogliente, e che non contiene niente che possa far pensare al luogo dal quale si guida una rapina di quella portata: c'è il necessario per preparare il sidro, luci, una tastiera, un juke-box, la carcassa di un'auto d'epoca, un divano. In verità si trattava di un magazzino che il Professore aveva preso in affitto, prevedendo che Raquel avrebbe voluto a tutti i costi vedere il luogo di cui le aveva parlato Rubio, e sistemato allo scopo in modo da non discostarsi del tutto dalla descrizione che Rubio le aveva fatto di quel luogo, così da non destare sospetti. Raquel appare stupita e imbrazzata all'idea di aver dubitato di Salvador, puntandogli addosso una pistola per tutto il tempo ed essendo stata tentata anche di mandargli la Scientifica per una perquisizione. La donna, infine, si lascia andare all'attrazione che prova per lui e lo bacia; anche il Professore/Salvador è attratto da lei, e i due fanno l'amore.

Mentre il Professore e Raquel sono insieme, nella zecca Arturo, con l'aiuto del compagno di scuola di Alison, sta per far partire il piano per liberare un certo numero di ostaggi. Vuole fare in modo che Monica si unisca alla loro fuga; deve perciò farsi accompagnare da lei. Convince Helsinki a portarlo dalla donna, dicendogli che è innamorato di lei e che ha bisogno di parlarle per ribadirle il proprio amore. Quando però giungono alla camera blindata sorprendono Denver e Monica seminudi mentre stanno facendo sesso. Arturo è sconvolto e vuole vendicarsi, così sfida Denver e, durante la colluttazione, cerca di ucciderlo con delle forbici, ma non si accorge che sono a punta tonda per cui lo feriscono lo in modo lieve. Arturo, per salvarsi dalla furia di Denver, gli rivela il piano di fuga dei 16 ostaggi stanno cercando di scappare dalla zona di carico. Denver corre ad avvertire gli altri. Gli ostaggi, dopo aver colpito Oslo alla testa con una pesante sbarra di ferro e avergli rubato il mitra, fanno esplodere la porta posteriore della Zecca, sigillata con dell'esplosivo per evitare l'entrata della polizia, e riescono a scappare. Adesso una porta della zecca è aperta e la polizia tenta di fare irruzione con le squadre di assalto per liberare tutti gli ostaggi.

Il Professore, una volta che Raquel se ne è andata, ritorna alla sua postazione nel bunker, appena in tempo per vedere gli ostaggi che si lanciano con dei pesanti carrelli contro la porta e l'esplosione che ne segue.

Raquel, al bar vicino al quartier generale, viene a sapere dalla tv dell'esplosione alla zecca e della fuga degli ostaggi, ma anche dell'incidente appena occorso a Angel Rubio. Così corre al suo capezzale, in ospedale, dove arriva anche Mari Carmen, la moglie di Angel, la quale chiede a Raquel che cosa sia accaduto, come mai suo marito avesse bevuto tanto, come mai le avesse fatto tante telefonate, e le rivela anche di sapere benissimo che Angel è innamorato perdutamente di lei da molti anni. Così Raquel se ne va, profondamente scossa e piena di sensi di colpa.

In un flashback vediamo Nairobi che è nella sua stanza perché non si sente bene, il Professore che va a trovarla e le confessa di non sentirsi molto bene nemmeno lui; i due così si sdraiano sul letto di Nairobi e lei, che per il Professore prova attrazione, cerca di sedurlo, ma lui le resiste, ribadendo l'importanza di non far nascere relazioni interpersonali tra i membri del gruppo. Il Professore racconta a Nairobi chi gli ha dato l'idea della rapina: da bambino e da adolescente è stato a lungo malato, in ospedale, e suo padre gli raccontava storie di rapine, finché un giorno non gli raccontò l'idea che aveva avuto, cioè quella di entrare nella zecca di stato e stampare da solo il denaro.

Tornando al presente, i rapinatori cercano di chiudere il buco con porte di metallo, ma la polizia comincia a sparare e abbatte il muro, colpendo anche Helsinki. A Tokyo viene l'idea di prendere la mitragliatrice e sparare ai poliziotti, che si vedono costretti a ripararsi e indietreggiare. Appena Tokyo smette di sparare, gli altri chiudono di nuovo il buco, sigillandolo con un muro in metallo, ma purtroppo uno del gruppo è ferito: Oslo, colpito gravemente alla testa dagli ostaggi.

13º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Domenica ore 23:40. 62 ore dalla rapina. Denver chiama il Professore in collera perché, avendo le telecamere su tutti i punti della Zecca, avrebbe dovuto avvisarli di quanto stava succedendo. Oslo non è morto, ma ha subito un trauma cranico all'apparenza molto grave, ed Helsinki vorrebbe uccidere Arturo, il direttore della Zecca, perché è lui che ha ideato la fuga. Oslo non reagisce, ma Helsinki, che non si dà pace, prova a iniettargli dei farmaci nella speranza che migliori la situazione. Il gruppo intorno a lui, però, si rende conto che le condizioni dell'uomo sono disperate. Il Professore segue la scena dalle telecamere, ma è visibilmente scioccato.

Alla Zecca gli ostaggi, quando vengono a sapere che 16 di loro sono riusciti a fuggire, iniziano a ribellarsi, proprio come aveva predetto il Professore durante i mesi di esercitazione, e solo a fatica Rio e Tokyo riescono a ristabilire la calma. In un flashback vediamo il gruppo al casale di Toledo; il Professore spiega loro che, con il passare delle ore, gli ostaggi avrebbero smesso di essere docili e il loro istinto di sopravvivenza li avrebbe spinti a reagire, a provare di scappare, e gli ostaggi avrebbero smesso di avere paura. Il solo modo per tenere sotto controllo la situazione a quel punto sarebbe stato stabilire empatia con loro, un grado maggiore di fiducia. Avrebbero dovuto mettere gli ostaggi di fronte ad una scelta: i soldi, o la libertà? Se avessero accettato i soldi, qualche mese dopo avrebbero ricevuto 1 milione di euro all'indirizzo di qualcuno fidato, sarebbero stati loro complici nel colpo e i rapinatori sarebbero stati più docili nei loro confronti; se invece avessero scelto la libertà, non avrebbero avuto nulla.

All'esterno, nel frattempo, la polizia inizia ad interrogare gli ostaggi che sono riusciti a scappare, per cercare di ottenere da loro quante più informazioni utili possibile. Al quartier generale arriva l'ispettore Murillo; Prieto la informa che negli occhiali di Angel dopo l'incidente è stato rinvenuto un microfono, grazie al quale i sequestratori conoscevano in anticipo le loro mosse: non è una talpa, come invece aveva creduto la Murillo. Lei è sconvolta e divorata dai sensi di colpa, così come il Professore che dalla sua postazione sta leggendo degli articoli sull'incidente da internet.

Frattanto la madre dell'ispettore Murillo ascolta il messaggio che Angel la sera precedente aveva lasciato in segreteria, nel quale informava Raquel di aver scoperto che la mente dell'operazione è Salvador e che le sue impronte sono state rinvenute nella volante della polizia che era stata forzata. La donna prende appunti su di un post-it, prova a chiamare la figlia, la quale però ha la segreteria piena. L'ispettore, al quartier generale, inizia ad ascoltare ad uno ad uno i messaggi che il viceispettore Rubio le aveva lasciato in segreteria la sera precedente, e nei quali le gridava il suo amore, ma anche la sua rabbia e la sua disperazione per quanto accaduto. Per Raquel è un colpo troppo duro da sopportare: si alza, esce dalla tenda e si avvia verso la zecca, probabilmente nella speranza che uno dei sequestratori le spari; ma i suoi colleghi la coprono e la portano via con la forza di lì.

Nella zecca Berlino sta interrogando Ariadna rispetto alla sua scelta: soldi o libertà? La ragazza vorrebbe essere liberata, ma lui è contrario e vuole che lei ci ripensi. Anche Monica, che sta parlando con Denver, sarebbe propensa a chiedere di essere liberata, e anche Denver, come Berlino è contrario: le confessa di essersi innamorato e la donna, di fronte a quella dichiarazione, cambia idea e decide di restare con lui.

La madre di Raquel trova, tra i suoi post-it, il numero di telefono di Salvador/il Professore e lo chiama, nella speranza che lui possa trasmettere a sua figlia quel messaggio tanto concitato e urgente; così il Professore viene a sapere che Angel lo ha smascherato, e realizza con orrore che il solo modo affinché il piano non vada in fumo è quello di uccidere la madre dell'ispettore, la donna di cui si sta innamorando.

Al quartier generale l'ispettore Murillo viene vista da un medico che le inietta un calmante, e i suoi colleghi la invitano ad andare a casa a riposarsi.

Oslo sembra aver subito un danno irreversibile; Nairobi vorrebbe farlo uscire per portarlo in ospedale, mentre Berlino non è d'accordo e vuole seguire alla lettera le istruzioni del Professore. Tokyo e Rio sono dalla parte di Nairobi. La situazione pare sul punto di precipitare, ma Helsinki convince Nairobi e gli altri a non far uscire Oslo: ha parlato con lui prima di entrare e lui preferirebbe la morte al carcere.

Salvador/il Professore si presenta a casa di Raquel, dove gli apre la madre di lei. La sua intenzione è quella di aggiungere della diossina al caffè della donna, in modo da provocarle un arresto cardiaco. L'età della donna, compatibile con un infarto, e la mancanza di segni di effrazione avrebbero fatto sì che il medico legale non avrebbe ritenuto necessario effettuare l'autopsia e l'omicidio non sarebbe stato scoperto. La madre di Raquel, però, si mostra così gentile e ben disposta nei confronti di Salvador/il Professore che lui, che non è un assassino, viene sopraffatto dal senso di colpa di aver anche solo potuto pensare di ucciderla e di arrecare ulteriore dolore alla donna di cui si sta innamorando; così fa cadere a terra la tazza del caffè della donna prima che lei lo possa bere.

Helsinki, che si sta occupando di Oslo, fa condurre Arturo, il direttore della zecca. Lui nega di essere stato al corrente del piano di fuga degli ostaggi, ma Helsinki non gli crede, lo fa inginocchiare e sembra pronto a colpirlo alla testa con lo stesso pesante tubo di ferro con cui i fuggitivi hanno colpito il suo amico. Arturo gli chiede se per caso sia così ingenuo da pensare che gli ostaggi non avrebbero mai cercato di scappare o reagire, afferma di essere disposto a rifare quanto fatto altre mille volte e dice a Helsinki di colpirlo pure. A quel punto Helsinki gli risparmia la vita.

Mentre la madre di Raquel raccoglie i cocci della tazza andata in frantumi, Salvador/il Professore trova i post-it su cui la donna ha appuntato il messaggio di Rubio e lo mette in tasca; finge poi di voler usare il cordless per una telefonata e cancella il messaggio che il viceispettore aveva lasciato in segreteria. Dopo qualche minuto rientra Raquel, la quale lo abbraccia, stupita ma felice di vederlo lì in un momento per lei tanto difficile.

La verità è che chi ha scelto la libertà, in realtà, viene rinchiuso nei sotterranei della Zecca proprio per non causare problemi.

In un flashback si vede Berlino dire al Professore che, se le cose si fossero messe male, il Professore sarebbe dovuto scappare. Questo fa intuire che Berlino e il Professore si conoscano da molto tempo. Nel presente Raquel, la quale è arrivata a casa sua e ci ha trovato il Professore, si fa accompagnare da lui nel rifugio dove è stato preparato il colpo.

Seconda parte[modifica | modifica wikitesto]

14º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La polizia e la scientifica stanno passando al setaccio il casale di Toledo in cerca di tracce; Salvador/il Professore è in auto, estremamente nervoso. Dentro all'edificio vi sono moltissime prove, ma l'ispettore Murillo intuisce che probabilmente si trova davanti ad una scena del crimine ricostruita ad arte. Lo scopo del Professore, infatti, era quello di fare in modo che la polizia arrivasse a Toledo e finisse col perdere almeno tre giorni di tempo, preziosi per loro per stampare denaro. L'ispettore Murillo, però, capisce in meno di un'ora che c'è qualcosa di strano, e manda a chiamare il suo ex marito affinché compia un esame più approfondito del casale.

Sono passate 80 ore dall'inizio della rapina, e il Professore non risponde alle chiamate del gruppo all'interno della zecca. In un flashback il Professore spiega al gruppo che se non si dovesse far sentire nell'arco di 24 ore consecutive, probabilmente allora vorrebbe dire che è stato arrestato. Nemmeno la polizia si è fatta sentire e i rapinatori iniziano a pensare che all'esterno deve essere accaduto per forza qualcosa di cui loro sono all'oscuro. Inizia a serpeggiare il nervosismo: Tokyo accusa Berlino, dicendo che sa che fa sesso con un ostaggio; vengono così a scoprire che anche Denver fa sesso con Monica. Mosca, il padre di Denver, è sconcertato, mentre Nairobi spiega a Denver che Monica non è realmente innamorata di lui, ma è solo soggetta alla sindrome di Stoccolma, ovvero la sindrome che colpisce l'ostaggio il quale finisce con l'infatuarsi del proprio carceriere.

Raquel chiede consiglio a Salvador, perché la tentazione di lasciare il caso è molto forte: sente che in campo aperto la mente di questo colpo è più forte di lei, e si sente smarrita. Arriva l'ispettore della scientifica Alberto Vicuña, l'ex marito di Raquel, e lei si fa accompagnare da lui da Salvador, presentandoglielo come il suo nuovo compagno.

Tokyo è nel bagno, evidentemente preoccupata per come stanno andando le cose; Rio entra, con la tuta piena di soldi: ha sottratto 460.000 euro che intende nascondere dietro una piastrella del muro, per andare a recuperarli e rifarsi una vita insieme a lei una volta fuori, se il colpo dovesse fallire. Tokyo implora Rio di consegnarsi alla polizia qualora le cose dovessero andare male e si scatenasse una sparatoria, ma Rio rifiuta categoricamente e giura a Tokyo di rimanere accanto a lei fino alla fine.

Denver e Mosca discutono a proposito di Monica, e lui convince suo figlio che si tratta di una donna troppo bella, elegante e istruita perché lei possa veramente considerare di poter stare con un tipo come lui; Denver decide perciò di troncare con Monica.

L'ispettore Vicuña, una volta dentro il casale, già ad una prima occhiata afferma con certezza che si tratta di una scena contaminata, ricostruita ad arte, e che le sole tracce importanti sono quelle che si possono trovare nel camino, poiché tutto quello che i rapinatori hanno voluto distruggere davvero lo hanno certamente bruciato. In un flashback vediamo il Professore che brucia tutte le sue foto di quando era piccolo e vecchi articoli di cronaca, mentre parla con Berlino.

Mentre Berlino si trova nel suo ufficio insieme ad Ariadna, irrompe Tokyo nella stanza: nei notiziari in tv i rapinatori vedono il Professore parlare con la polizia ed erroneamente pensano che sia stato arrestato. Il gruppo, quindi si divide in due fazioni: chi sta ancora dalla parte del Professore e chi invece sta con Tokyo, la quale dice di prendere i soldi e di scappare. Solo Denver e Rio appoggiano Tokyo; gli altri del gruppo si schierano a favore di Berlino. A quel punto, mentre Helsinki pratica l'eutanasia ad Oslo premendogli un cuscino sul viso, Tokyo, Rio e Denver prendono in ostaggio Berlino.

15º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'episodio continua da quello precedente. Berlino è in ostaggio di Tokio con l'aiuto di Rio e Denver. È chiuso nel bagno, legato insieme agli altri due e Tokyo che fa il capo. Tokyo vuole sapere del piano Chernobil, il piano da fare solo in caso di emergenza. Rio dice a Tokio che secondo lui, le cose le stanno sfuggendo di mano, ma lei non vuole tornare indietro. Nel frattempo, Berlino viene salvato da Mosca e da Nairobi. Subito dopo Berlino manda tutti quelli del gruppo a riposarsi, mentre Tokyio, che è sola, viene presa in ostaggio da Berlino con l'aiuto di Helsinki. Tokyo viene imbavagliata e bloccata e viene buttata fuori dalla zecca da Berlino e Helsinki alla mercé della polizia. In un flashback si vede che il Professore insegna al gruppo cosa devono fare nel caso uno di loro venga preso dalla polizia: devono prendere più tempo possibile. È lunedì pomeriggio ore 18:32. 81 ore della rapina. Il Professore deve tornare dal gruppo e si fa accompagnare in macchina da Alberto, l'ex marito di Raquel, che ha con sé i reperti rinvenuti nel casale da analizzare. Il Professore provoca il poliziotto in modo tale che quest'ultimo si fermi e tenti di picchiarlo. Il Professore ha la meglio e lo stende e mentre è svenuto, il Professore va subito a modificare i reperti in macchina, però viene arrestato per aver picchiato un pubblico ufficiale e viene portato in centrale. Al Professore vengono prese le impronte digitali e mentre è lì che aspetta di essere messo in cella, scopre che Tokyo è stata arrestata dalla polizia. Nello stesso istante Berlino è insieme agli altri del gruppo e spiega che l'unica possibilità era quella, Tokyo stava perdendo la testa ed era impossibile controllarla. Furioso per quanto Berlino ha fatto di recente, Río prende posizione contro di lui e decide di andarsene. In un altro flashback si vede che Tokyo scopre che il Professore e Berlino sono amici e che il Professore in realtà si chiama Sergio e lo affronta. Il Professore così racconta la sua storia a Tokyo, di come si chiama, che suo padre era un rapinatore, e che non l'abbandonerà. Nel presente Raquel comincia ad interrogare Tokyo.

16º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L' episodio inizia subito con un flashback, in cui Rio installa tutti i computer nel luogo in cui il Professore dovrà parlare con gli altri del gruppo e interagire con la polizia. Nel presente, sperando di scoprire l'identità del Professore, Raquel fa appello alle emozioni della sua prigioniera. Il Professore sempre dentro nella centrale di polizia ha la possibilità di telefonare a Raquel per raccontargli della sua spiacevole situazione. Raquel va a tirare fuori il Professore dalla centrale del suo ex marito. Rio ancora dentro la zecca decide di fare del casino e racconta agli ostaggi dove sono gli altri loro compari. Rio sta facendo tutto questo per punire Berlino per la questione di Tokyo, ma Berlino di nuovo è superiore a lui e gli spara davanti tre colpi, mentre il Professore sta guardando tutto dalla telecamera. I tre colpi sono finiti nel muro, e Rio piange consolato da Denver. Tokyo non parla fino a quando non la portano in galera, allora decide di confessare e dice a Raquel il nome del Professore: Sergio Marquina e le dice che il colpo lo ha ideato il padre del Professore. Appena finisce di dire il nome, il Professore chiama Raquel e rimane zitto nel sapere che Tokyo ha riferito il vero nome. Tokyo capisce che il Professore non li aveva abbandonati e sa che la sua vita è finita perché viene portata in galera dove dovrà stare in isolamento. Il Professore chiama Berlino e mentre cerca di capire come mai Tokyo è nelle mani della polizia e che c'è mancato poco che spara a Rio, Berlino viene messo ko da Nairobi e quest ultima al telefono dice al Professore che da qui in avanti il comando lo prende lei.

17º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lunedì ore 21. 83 ore di rapina. Nairobi è al telefono con il Professore e vuole sapere cosa devono fare. Intanto Arturo cerca di mettere in atto un altro piano di fuga con l'aiuto di Rio, che adesso è diventato un ostaggio come gli altri. Arturo prende una pistola falsa e Monica mentre Denver è distratto fa il cambio di pistola. Sapendo che il piano non sta funzionando, i ladri cercano di conquistare l'opinione pubblica tramite la stampa e parla Berlino. Raquel prepara una trappola per catturare il Professore, fa mandare un servizio tramite la stampa che l'ispettore Rubio è uscito dal coma. Il Professore parla con Berlino tramite telefono di questa cosa, e Berlino gli dice di non andare in ospedale perché sa che è solo una trappola. Intanto Raquel continua a vedersi con Sergio, (il Professore) proprio a casa sua.

18º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Martedì ore 15:32 Passate 101 ore dalla rapina. Arturo cerca di mettere in atto un altro piano di fuga, mentre Monica guarda questa cosa con apprensione, inoltre adesso lei e Denver non si parlano neanche più. Arturo aspetta che Denver sia solo per attaccarlo, perché sa che lui ha una pistola giocattolo e infatti riesce nel suo intento e gli punta in faccia la vera pistola.Il Professore per entrare in ospedale escogita una strategia, si traveste da clown,fatto apposta per far sorridere i bambini malati, e fa in modo che oltre a lui entrano un sacco di persone vestite da clown. Raquel che vede tutto da una telecamera, fa in modo che escano tutti i clown. Un bambino con un pupazzo a forma di coniglio, lo stesso che aveva in mano il Professore entra nella stanza allestita dalla polizia e trova tutti i poliziotti con in mano la pistola. Lo vede anche il Professore,ormai fuori dall'ospedale,perché aveva messo una telecamera in un occhio del coniglio, scopre così che aveva ragione Berlino, era solo una tattica della polizia e se ne va via in moto. Intanto Berlino e Nairobi danno la notizia a Rio che il Professore intende liberare Tokyo dalla galera e così si tranquilizza e rivela ai suoi compari che gli ostaggi stanno preparando la fuga e corre verso Denver. Infatti mentre Arturo sta per sparare a Denver e tutti gli altri non possono fare nulla e guardano la situazione arriva Monica che da una legnata ad Arturo che lo stende. Monica è dalla parte di Denver e tutti gli ostaggi capiscono che lei è passata dalla parte dei cattivi. Arturo, per essersi ribellato, viene preso da Helsinky che gli mette addoso dell 'esplosivo,quindi se Arturo si muove o si tocca esploderà in mille pezzi. Monica, invece, comincia ad avere mille dubbi e si sfoga con Denver e suo padre Mosca. Denver vuole che Monica vada via con loro una volta finita la rapina, ma Monica non vuole. Durante una conversazione con Salvador, falso nome del Professore, Raquel individua un piccolo dettaglio che fa galoppare la sua mente e capisce che lui è il Professore e capisce anche di essersi innamorata di lui. Intanto tramite un flashback vediamo il Professore che spiega cosa devono fare una volta presi dalla polizia, devono chiedere di parlare con un giudice in modo tale che durante il trasporto dal carcere al tribunale qualcosa possa succedere e cioè l'evasione. Il probema è che Tokyo dovrebbe essere salvata dal Professore, ma nello stesso attimo quest'ultimo viene ammanettato da una furiosa Raquel. Quest'ultima porta il Professore nel casale.

19º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Martedì ore 17:41. Sono passate già 103 ore da quando è iniziata la rapina. Raquel tiene in ostaggio con delle catene il Professore nel casale in modo che non possa riuscire a liberarsi. Berlino torna a essere il capo del gruppo. Rio accende il telefono di Alison e lo posiziona come timer sulla bomba di Arturo. Denver fa fare a Monica un passaporto per scappare insieme, ma Mosca, suo padre li vede e confessa a Denver un segreto a lungo taciuto,riguardo sua madre. Denver ha sempre saputo che sua madre ha abbandonato lui e suo padre, mentre invece Mosca gli racconta la verità, sono stati loro ad abbandonare lei, perché era una donna cocainomane e Mosca non ce la faceva più ad aiutarla. Da qui, Mosca perde la fiducia del figlio, Denver non vuole più saperne di lui e va a farsi consolare da Monica. Mentre Tokyo viene trasportata in tribunale a metà strada la polizia si deve bloccare, vengono fermati da un camioncino da cui escono 4 persone con dei fucili e dell'esplosivo falso. Salvano Tokyo che, vestita da poliziotto, viene accompagnata a prendere una moto e deve aspettare la telefonata del Professore, ma c'è un intoppo: la telefonata non arriva e la polizia le sta alle calcagna, obbligandola a improvvisare. Praticamente ritorna alla zecca, chiama Rio al telefono di Alison e le dichiara il suo amore dicendogli qualcosa in codice. Rio capisce che Tokyo vuole tentare di rientrare nella zecca e cerca, con l'aiuto degli altri, di aprire il portone dell’edificio. A seguito di una sparatoria, Tokyo riesce ad entrare nella la zecca, ma Mosca rimane gravemente ferito. Il Professore, dopo aver confidato qualche dettaglio del colpo a Raquel, la mette K.O.

20º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Martedì ore 22:15. Il gruppo dei rapinatori si ritrova in una corsa contro il tempo per salvare Mosca. Il Professore aspetta che Raquel si riprenda (le aveva infatti fatto perdere i sensi) e le ruba il cellulare e la macchina lasciandola da sola al casale. Alla zecca Berlino riceve una telefonata dal Professore, che gli ordina di uscire dall’edificio il più presto possibile, dato che la polizia l’ha ormai scoperto. Raquel viene allontanata dal quartier generale a seguito della sua relazione con il Professore, la mente del gruppo. Il gruppo si mette a scavare per finire il tunnel, ma le condizioni di Mosca peggiorano. Mentre sono sole, Ariadna confessa a Monica di aver intrapreso una relazione sessuale con Berlino solo per paura di essere uccisa. Raquel va a trovare l'ispettore Angel in ospedale e gli ruba il distintivo nonostante sia ancora in coma. Appena se ne va, l'ispettore apre gli occhi.

21º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mercoledì ore 9:36. Dopo essere stata rimossa dal caso a causa della relazione con il Professore, Raquel procede da sola a casa sua con l'aiuto di sua madre alla ricerca della mente criminale. Intanto il Professore contatta il medico ucraino in grado di operare Mosca, ma sarà troppo tardi perché, dopo aver dato il benestare all'unione tra suo figlio e Monica, muore. E il gruppo adesso ha due persone in meno. Il Professore entra nel bunker della zecca tramite il tunnel e si ricongiunge agli altri Fa le condoglianze a Denver e conosce Monica. Intanto Raquel riesce a localizzare il luogo dove si nasconde il Professore ed entra da sola, ma viene presa in ostaggio dal Professore stesso. Mentre è in ostaggio il Professore la fa parlare con l'ispettore Rubio uscito dal coma, poi le dice che non era incluso nel piano l'innamorarsi di lei (che è stato l'unico errore in un piano che sarebbe stato altrimenti perfetto) e la bacia, lasciandola andare.

22º Episodio[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gli agenti speciali fanno irruzione nella Zecca e per poco non colpiscono Tokyo e Rio. Dopo uno scontro a fuoco Tokyo viene colpita (ma non muore poiché indossa un giubbotto antiproiettile) e Rio è costretto ad arrendersi. Ma interviene Denver che comincia a sparare contro gli agenti portando in salvo i suoi amici (con l'aiuto anche di Monica). Tutti insieme poi raggiungono Berlino che decide di lasciare tutti gli ostaggi, ma porta via con sé Ariadna. La polizia trova quindi gli ostaggi rimasti, ma continuano a cercare il gruppo dei rapinatori ed entrano nel sotterraneo. Gli agenti credono di stare per catturare i rapinatori, ma dal tunnel escono altri ostaggi, tra cui Arturo. Intanto nella tenda, una degli ostaggi rivela alla polizia che quello in cui si trovano non è il tunnel giusto, e che quello che useranno i rapinatori per fuggire parte dalla camera blindata n°3. Gli agenti si dirigono quindi verso il tunnel giusto; Berlino decide di rimanere indietro per coprire Rio, Tokyo, Helsinki e Nairobi; quest'ultima tuttavia non accetta la decisione di Berlino, e viene quindi portata via a forza da Helsinki. Intanto Raquel va in ospedale a trovare l'ispettore Rubio, ma viene arrestata proprio dai suoi colleghi perché sono convinti che collabori con il nemico. Raggiunta la tenda, l'ispettore Prieto la mette dinanzi a una scelta: o lei rivela l'indirizzo del nascondiglio del Professore oppure sua figlia verrà affidata all'ex-marito. Raquel quindi confessa l'indirizzo e la polizia vi si dirige. È mercoledì ore 18:28 e sono passate 128 ore da quando è incominciata la rapina. Berlino intanto continua a proteggere i suoi compagni sparando alle forze armate, il Professore gli chiede di entrare nel tunnel ma lui rifiuta e chiede a Helsinki di far saltare il tunnel, il Professore non lo accetta e continua a ripetere a Berlino di entrare nel tunnel, ma alla fine Helsinki fa saltare il tunnel e Berlino appena sente l'esplosione, prima dice al Professore di averlo sempre voluto bene rivelando che i due erano fratelli, e poi va incontro alla polizia che gli spara contro facendolo cadere a terra morto. Le forze di polizia raggiungono così l'hangar dal quale il Professore ha diretto e controllato tutta la rapina, ma non vi trovano nessuno all'interno. Poco prima che arrivasse la polizia infatti, dall'hangar erano usciti: un camioncino della birra (in cui sono stati nascosti i soldi) guidato da Helsinky con accanto il Professore, una tranquilla Nairobi (visto che il suo volto non è stato riconosciuto), Monica e Denver travestiti e sorridenti, Tokyo vestita da giapponese e Rio vestito da ragazzino con lo skateboard. Passato un anno dal colpo, non si hanno ancor notizie dei rapinatori (per cui si intuisce che sono tutti riusciti a scappare) e Raquel ha lasciato la polizia. In un momento di nostalgia, Raquel prende le cartoline che le aveva dato Sergio, il Professore, al bar e vede che, su retro, le ha messo delle coordinate geografiche. Raquel mette insieme i pezzi delle carte e parte. Segue tutto il percorso attraverso la mappa sul cellulare, che tuttavia si scarica. Allora va nel bar più vicino chiedendo un caricabatterie e un uomo si offre per prestargli il suo telefono. Quell'uomo è il Professore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La casa di carta, su filmtv.it.
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