Epidico

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Epidico
Commedia
AutoreTito Maccio Plauto
Titolo originaleEpidicus
Lingua originaleLatino
GenereCommedia
AmbientazioneAtene
Composto nelII sec. a.C.
Personaggi
  • Stratippocle, il soldato
  • Cortigiana, la cortigiana
  • Usuraio
  • Epidico, il servo
  • Perifane, padre di Stratippocle
  • Filippa, la figlia
 

Epidicus ("Epidico") è una commedia scritta da Tito Maccio Plauto.

La commedia ci riporta alla vicenda tipo plautina un servus callidus che, per aiutare gli amori del padroncino, fa uso della sua astuzia tramando inganni ai danni del vecchio padrone.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Stratippocle innamoratosi di una cortigiana, torna dalla guerra senza aver compiuto nessuna impresa eroica (cede infatti le armi al nemico). Avendo fatto un grosso debito con un usuraio per poter comprare la ragazza, chiede al servo di aiutarlo in questa impresa.

Secondo uno schema tipico dell'azione comica, alla ricerca dell'amata si sostituisce la ricerca di una somma di denaro. Il nuovo amore del padroncino rappresenta un grosso rischio per il servus, che già una volta aveva imbrogliato il senex facendogli affrancare una cortigiana e facendola passare per sua figlia. A questo vecchio amore subentra dunque il secondo, verso il quale devono andare tutte le astuzie del servo.

Epidico, attraverso un buffo monologo, in cui vediamo l'io diviso tra le due istanze soggettive, ci mette al corrente del piano in procinto di attuare: rivelerà a Perifane il nuovo amore del figlio, e lo indurrà,per punizione nei confronti dell'instabilità di quest'ultimo, a comprare lui la ragazza.

Due azioni centrali permetteranno lo snodarsi della vicenda: L'arrivo di un soldato in ricerca della cortigiana, e la successiva non identificazione di quest'ultima, permetteranno a Perifane di scoprire la seconda truffa fatta ai suoi danni.

Il primo imbroglio, quello della falsa figlia, verrà alla luce grazie all'intervento di Filippa, che non riconoscerà la primogenita.

I danni subiti dal vecchio Perifane, l'attacco dunque all'autorità paterna, saranno perdonati solo grazie all'intervento benefico della Tyche (sorte), che permetterà di tramutare il danno in benefico.

Gli inganni del servus diverranno così, se pur involontariamente, essenziali alla ricostruzione del tessuto familiare.

La seconda amante del figlio risulterà essere, in effetti, proprio la figlia di Perifane.

Colpa e Merito andranno a coincidere e l'aggressione alla figura paterna verrà così perdonata per l'ennesima volta e come di consueto negli schemi plautini.

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