Entropion

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Entropion
Canine entropion.JPG
Caso di entropion in un cane
Specialitàgenetica clinica
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-10H02.0 e Q10.2
MeSHD004774 e D004774
MedlinePlus001008
eMedicine1212456

L'entropion è una malattia oculare che consiste nella rotazione verso l'interno del margine delle palpebra. Tale patologia si può manifestare ad entrambe le palpebre di un singolo occhio, anche se spesso la si nota soltanto in quella inferiore. Le ciglia si vengono a trovare a contatto col bulbo oculare e lo graffiano. Le lesioni della cornea si possono spesso trasformare in ulcere; è ciò che può avvenire, ad esempio, se si è colpiti da tracoma, una malattia oculare che affligge i Paesi in via di sviluppo.

L'entropion può manifestarsi anche in animali, come ad esempio nel cane.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

La causa più comune per questa patologia è l'iperlassità dei tessuti palpebrali (le palpebre si sono 'allentate'); si possono riscontrare alterazioni muscolari oculari, cicatrici e blefarospasmo. Con quest'ultimo termine si intende una contrattura e ipertrofia (rigonfiamento) del muscolo orbicolare ossia del muscolo di forma ad anello che assicura la chiusura palpebrale.

Altre cause sono:

  • Casi di infiammazione oculare, che causano forme spastiche;
  • Formazione di cicatrici, in conseguenza a traumi o interventi chirurgici.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

L'entropion può essere temporaneo o definitivo, congenito o acquisito. In caso di entropion definitivo il trattamento consiste nell'intervento chirurgico di tarsotomia; per quello temporaneo, invece, si possono applicare dei cerotti che tendono la palpebra, riportando il margine ciliare nella sua posizione naturale. Di fondamentale importanza è la salute della cornea: l'ammiccamento comporta un continuo passaggio delle ciglia (in posizione anomala) sulla cornea, che provoca ferite sulla superficie oculare che vanno tempestivamente trattate prima che diventino ulcere. La cornea, in questi casi, può essere protetta con una lente a contatto, con colliri o pomate a base di antibiotici e riepitelizzanti (che accelerano il processo di guarigione dei piccoli graffi). Lo stato corneale influisce sulle scelte ed i tempi terapeutici ma, in caso di danni alla cornea, l'intervento chirurgico ad opera di un medico oculista deve avvenire il prima possibile.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Peduzzi, Manuale d’oculistica terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2004, ISBN 978-88-386-2389-9.

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