Enrico Opocher

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Enrico Giuseppe Opocher

Enrico Giuseppe Opocher (Treviso, 19 febbraio 1914Padova, 3 marzo 2004) è stato un filosofo e giurista italiano.

Con Adolfo Ravà e Giuseppe Capograssi è considerato uno dei maggiori filosofi del diritto italiani del Novecento[senza fonte].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da Enrico Giovanni, ginecologo di fama, e da Ida Cini. Durante la Grande Guerra la famiglia, timorosa dei bombardamenti, si trasferì dapprima nella periferia di Treviso, quindi a Pistoia presso una parente. Gli anni successivi riportarono un clima di serenità e agiatezza, nel quale Enrico crebbe, dividendosi tra la città natale e Vittorio Veneto, meta delle sue vacanze estive[1].

Dopo il liceo fu avviato, secondo il volere del padre, agli studi giuridici, benché fosse decisamente più inclinato verso la filosofia. Nel 1931 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Padova, ma continuò a coltivare i propri interessi personali seguendo le lezioni di filosofia del diritto tenute da Adolfo Ravà. Sotto la guida di quest'ultimo stilò una tesi su La proprietà nella filosofia del diritto di G. A. Fichte, con la quale si laureò brillantemente nel 1935[1].

Ottenuta nel 1942 la libera docenza,[1] vinse nel 1948 il concorso per la cattedra di Filosofia del diritto presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Padova[1], succedendo a Bobbio che in Veneto era divenuto segretario regionale del Partito d'Azione.[2] Nell'ateneo padovano insegnò ininterrottamente per quarant'anni, tenendo lezioni per i corsi di filosofia del diritto, di storia delle dottrine politiche e di dottrina dello stato Italiano.

È ricordato in maniera particolare per i suoi studi sull'idea di giustizia, e sul rapporto tra diritto e valori, nonché per la redazione di un celebre manuale, Lezioni di filosofia del diritto, prima edizione 1949, usato da generazioni di allievi.[3]

Fu Magnifico rettore dell'Università negli anni 1968 - 1972.[1][4] È stato Presidente della Società Italiana di Filosofia Giuridica e Politica dal 1976 al 1983.[1][5]

Influenzato dall'amicizia con il cattolico Capograssi e col laico Bobbio, fu azionista con Bobbio e Trentin, condividendo (a Palazzo del Bo) le attività cospirative della Resistenza locale.[6] Nel dopoguerra rimase amico stretto di Trentin e di Visentini, divenendo a sua volta il Maestro di Toni Negri.[7]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • G. A. Fichte e il problema dell'individualità, Padova, CEDAM, 1944.
  • Il valore dell'esperienza giuridica, Treviso, Tipografia Crivellari, 1947.
  • Il problema della giustizia nel materialismo storico, Milano, Bocca, 1948. Estr. da "Rivista Internazionale di Filosofia del Diritto", anno 25, fasc. 3-4, luglio-dicembre 1948.
  • Lezioni di filosofia del diritto. Raccolte ad uso degli studenti dall'assistente Luigi Caiani, Padova, CEDAM, 1949.
  • Il problema della natura della giurisprudenza, Padova, CEDAM, 1953.
  • Analisi dell'idea della giustizia, Milano, Giuffrè, 1977.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Dario Ippolito, Enrico Giuseppe Opocher, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 79, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013. URL consultato il 26 dicembre 2013.
  2. ^ Fulvio Cortese, Liberare e federare: L'eredità intellettuale di Silvio Trentin, Firenze University Press, 2016, p. 261, ISBN 9788864533117, OCLC 981246161. URL consultato il 10 luglio 2019 (archiviato il 10 luglio 2019)., citando D. Fiorot, La filosofia politica e civile di E. Opocher, in Scritti in onore di E. Opocher, a cura di G. Netto, Ateneo di Treviso, Treviso, 1992, pp. 15-37.
  3. ^ Vedi G. Zaccaria, Il contributo italiano alla storia del Pensiero, riferimenti in Bibliografia.
  4. ^ Università di Padova, I rettori Unipd | Università di Padova, su www.unipd.it. URL consultato il 15 aprile 2018.
  5. ^ Denominazione attuale: Società Italiana di Filosofia del Diritto, vedi Collegamenti esterni.
  6. ^ Giuseppe Zaccaria, Il Rettore della tolleranza, in La Tribuna di Treviso, 19 aprile 2005. URL consultato il 10 luglio 2019 (archiviato il 10 luglio 2019).
  7. ^ Toni Negri: «Un uomo davvero libero nell'università chiusa degli anni '60», in [Il Mattino di Padova]+, 6 marzo 2004 (archiviato il 10 luglio 2019).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Zaccaria (a cura di), Ricordo di Enrico Opocher. Omaggio ad un maestro, Padova, CEDAM, 2006. ISBN 88-13-26174-8
  • Giuseppe Zaccaria, «Opocher, Enrico» in Il contributo italiano alla storia del Pensiero – Diritto, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.
  • Dario Ippolito, «Opocher, Enrico» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 79, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN88614115 · ISNI (EN0000 0000 8345 127X · SBN IT\ICCU\CFIV\025278 · LCCN (ENn80116910 · GND (DE119198487 · BNF (FRcb12478386w (data) · BAV ADV10007824 · WorldCat Identities (ENn80-116910