Enrico Morando

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Enrico Morando
Enrico Morando.jpg

Viceministro dell'economia e delle finanze
Durata mandato 24 febbraio 2014 –
1º giugno 2018
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Stefano Fassina

Presidente della 5ª Commissione Bilancio del Senato della Repubblica
Durata mandato 7 giugno 2006 –
8 maggio 2008
Predecessore Antonio Azzollini
Successore Antonio Azzollini

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XII-XIII-XIV-XV-XVI
Gruppo
parlamentare
Pds, Ds, PD
Circoscrizione Circoscrizione Piemonte (XII-XIII-XIV)
Circoscrizione Veneto (XV-XVI)
Incarichi parlamentari
Presidente della 5º Commissione Bilancio
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Professione Funzionario di partito, pubblicista

Antonio Enrico Morando (Arquata Scrivia, 30 settembre 1950) è un politico italiano, più volte senatore per PDS, DS e PD, viceministro all'economia nel Governo Renzi e nel Governo Gentiloni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Arquata Scrivia, si è laureato in filosofia all'Università degli Studi di Genova.[1]

Nel 1976, a 26 anni, viene eletto segretario provinciale del Partito Comunista Italiano di Alessandria, dopo una breve esperienza di giornalista a L'Unità.[1] Membro della segreteria regionale tra il 1983 e il 1991, è l'estensore del Manifesto federalista del PCI piemontese (1988), che propone una svolta federalistica nella linea di politica istituzionale del partito.[senza fonte]

Esponente della corrente del migliorismo, nel 1986 durante la riunione del Comitato centrale del PCI che prepara le tesi per il congresso di quell'anno, propone due emendamenti, uno che chiede di stabilire «rapporti anche organizzativi con i partiti dell'Internazionale Socialista», l'altro che propone il superamento del centralismo democratico: entrambi gli emendamenti furono respinti a larga maggioranza, ma furono accolti nei fatti pochi anni dopo, con la svolta della Bolognina (1989) e la nascita del Partito Democratico della Sinistra (1991).[1]

Con Giorgio Ruffolo, Salvatore Veca e Michele Salvati stende il manifesto di "Alleanza Democratica", la proposta di un nuovo partito che nasca dall'incontro tra le tradizioni del liberalsocialismo, del cristianesimo sociale e del liberalismo riformista, il primo embrione dell'Ulivo e del futuro Partito Democratico.[2]

Alle elezioni politiche italiane del 1994 è candidato per l'Alleanza dei Progressisti al Senato della Repubblica nel collegio di Alessandria, ottenendo il 30,9% contro il 37,0% di Giorgio Gandini del Polo delle Libertà, ma venendo comunque eletto grazie al recupero proporzionale.[3] Alle successive elezioni del 1996 viene ricandidato per l'Ulivo, vincendo con il 43,1% contro Eugenio Filograna, del Polo per le Libertà, fermo al 34,6%.[4]

È stato in segreteria nazionale del Partito Democratico della Sinistra come responsabile per le politiche sociali e poi in quella dei Democratici di Sinistra, con Walter Veltroni segretario, come responsabile economia (1998-2001).

Viene rieletto anche alle elezioni del 2001, sempre nel collegio di Alessandria, grazie nuovamente al recupero proporzionale, dopo aver perso con il 39,8% contro il 45,0% di Rossana Boldi della Casa delle Libertà.[5] Dopo le elezioni, al congresso dei DS del novembre 2001, è il primo firmatario e candidato a segretario di una delle tre mozioni congressuali, a orientamento liberalsocialista e ulivista ("Per salvare i Ds, consolidare l'Ulivo e costruire un nuovo, unitario partito del riformismo socialista"). La mozione, che proponeva un profondo rinnovamento del partito e l'apertura agli altri riformismi di matrice laica e cattolica, ottenne circa diecimila voti, equivalenti al 4%.[1] Morando diviene quindi il leader dell'ala liberal del partito.

Alle elezioni del 2006 è rieletto al Senato come capolista dei DS nella Circoscrizione Veneto.[6] Nel 2007 viene scelto come uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che guida il processo di costituzione del nuovo partito. Alle primarie del 2007 sostiene il candidato segretario Walter Veltroni e viene incaricato di redigere il programma elettorale del partito per le elezioni del 2008.[2] Dopo le elezioni, rieletto nuovamente senatore per il PD,[7] diviene coordinatore del Governo ombra del Partito Democratico.

Ha sostenuto la candidatura di Matteo Renzi alle primarie del centrosinistra del 2012[8] e a quelle del 2013.[1][9] Dopo aver rinunciato a ricandidarsi alle elezioni del 2013,[1] il 28 febbraio 2014 viene nominato Viceministro dell'Economia e delle Finanze nel neonato governo Renzi.[10]. In seguito il 29 dicembre 2016 viene confermato il ruolo di Viceministro dell'Economia e delle Finanze nel governo Gentiloni.[11]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Gabriella Colarusso, Morando, il consigliere di Renzi, lettera43.it, 17 ottobre 2013. URL consultato il 23 novembre 2014.
  2. ^ a b Marco Trabucco, Morando, l'irresistibile ascesa del quasi filosofo alessandrino, la Repubblica, 13 febbraio 2008, p. 7. URL consultato il 1º marzo 2014.
  3. ^ Senato del 27 marzo 1994 - Collegio Alessandria, su Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 1º marzo 2014.
  4. ^ Senato del 21 aprile 1996 - Collegio Alessandria, su Archivo Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 1º marzo 2014.
  5. ^ Senato del 13 maggio 2001 - Collegio Alessandria, su Archivo Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 1º marzo 2014.
  6. ^ Senato del 9 aprile 2006 - Regione VENETO - DEMOCRATICI DI SINISTRA, su Archivo Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 1º marzo 2014.
  7. ^ Senato del 13 aprile 2008 - Regione VENETO - PARTITO DEMOCRATICO, su Archivo Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 1º marzo 2014.
  8. ^ Morando: perché a Renzi il ticket con Bersani non basta, Reset, 6 novembre 2012. URL consultato il 1º marzo 2014.
  9. ^ Morando: "Al Congresso del PD spero vinca Renzi", Il sito di Firenze, 21 aprile 2013. URL consultato il 1º marzo 2014.
  10. ^ Chi è Enrico Morando, viceministro dell’economia, Europa, 28 febbraio 2014. URL consultato il 1º marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2014).
  11. ^ Gentiloni completa la squadra: ecco i sottosegretari, non assegnata la delega sui Servizi, in Repubblica.it, 29 dicembre 2016. URL consultato il 5 febbraio 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN123575700 · ISNI (EN0000 0001 2105 7012 · SBN IT\ICCU\PARV\146689 · LCCN (ENno2010104822