Enrico Molinari

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Enrico Molinari (Venezia, 21 dicembre 1882Milano, 15 giugno 1956) è stato un baritono italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò all'Istituto Musicale Benedetto Marcello a Venezia, esordendo come basso a Vicenza ne Il trovatore e continuando ad esibirsi regolarmente nella chiave inferiore in vari teatri italiani, per lo più di provincia, fino al 1915. Nel novembre 1909 è Lotario in Mignon al Teatro Donizetti di Bergamo.

Nel 1911 è il conte Robinson ne Il matrimonio segreto a Bergamo e nel 1912 Wotan ne L'oro del Reno al Teatro La Fenice di Venezia. Nel 1913 a Venezia è Jake Wallace ne La fanciulla del West con Mariano Stabile (cantante) e Lodovico in Otello (Verdi) e l'araldo in Lohengrin (opera) diretto da Rodolfo Ferrari al Teatro Comunale di Bologna e diretto da Ettore Panizza con Virginia Guerrini al Teatro Regio di Torino. Nel 1914 a Torino è Klingsor in Parsifal (opera) diretto da Panizza.

Nel 1916 debuttò come baritono a Palermo ne La Favorita, iniziando una brillante e lunghissima carriera, prolungatasi per 47 anni, fino ai primi anni cinquanta. Nel 1917 al Teatro Costanzi di Roma è Amonasro in Aida, il conte di Luna ne Il trovatore con Ester Mazzoleni, Lotario in Mignon con Elvira de Hidalgo, Rigoletto, Giannotto nella prima assoluta di Lodoletta con Rosina Storchio ed a Bergamo Giorgio Germont ne La traviata diretto da Ferrari con la Mazzoleni.

Per alcuni anni fu presente in impegnativi teatri "di tradizione" in tutta Italia, con sporadiche apparizioni anche in sedi più importanti, come Bologna, Torino, Genova e, all'estero, a Madrid, Barcellona e Lisbona. Nel 1924 fece gli importanti debutti alla Scala (Andrea Chenier) e al Teatro dell'Opera di Roma (Il crepuscolo degli dei), dove apparirà ripetutamente nel decennio successivo, accanto a presenze negli altri maggiori teatri italiani, tra cui il San Carlo di Napoli.

Il repertorio fu rivolto ai classici titoli dell'Ottocento italiano (Il barbiere di Siviglia, Guglielmo Tell, Lucia di Lammermoor, Rigoletto, Il trovatore, La traviata, Otello ecc.), con alcune puntate nel repertorio wagneriano (oltre al "Crepuscolo", Parsifal, Lohengrin). Negli ultimi anni di carriera ritornò ad alcuni ruoli di basso buffo, tra cui Don Bartolo e Melitone, e affrontò lavori del Novecento, come I quatro rusteghi e La vedova scaltra di Ermanno Wolf Ferrari, Arlecchino di Ferruccio Busoni, Monte Ivnor di Lodovico Rocca.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

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