Enrico Merengo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Statua di Merengo sulla facciata della Scuola dell'Angelo Custode, costruita nel 1713 su progetto di Andrea Tirali in Campo Santi Apostoli

Enrico Merengo, o Heinrich Meyring/Heinrich Meiering (Rheine, 1638/1639Venezia, 11 febbraio 1723), è stato uno scultore tedesco naturalizzato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini sono abbastanza incerte. Nacque in una famiglia di scultori, probabilmente da Heinrich il Vecchio e da Stine Beckering. L'anno di nascita potrebbe essere il 1638-39, come si ricava da alcuni documenti coevi che ne riportano l'età («di Ani 34» nel 1672, «di anni 52» nel 1690, «d'anni 84 in circa» nell'atto di morte del 1723). Di recente, tuttavia, Rudolf Breuing ha individuato negli archivi un Heinrich Meyring nato nel 1628 e battezzato con lo stesso nome del padre: questa ipotesi anticipa quindi la data di nascita di circa dieci anni e farebbe il Merengo morto ultranovantenne; secondo Silvia Wolff, d'altra parte, Breuing si sarebbe confuso con un omonimo fratello primogenito, morto in giovane età.

Prima del 1672 lo scultore si trasferì a Venezia e il suo nome venne di conseguenza italianizzato (alternativamente Hendrich, Andric, Arrigo, Enrico, Henrico, Einrich e Megring, Mavierinch, Meyrinch, Meyringo). Una certa confusione insorse attorno alla sua nazionalità, visto che alcuni lo ritennero fiammingo, altri austriaco.

Quanto alla famiglia, sappiamo dell'esistenza di una sorella, Alheid (nata nel 1630), e di un fratello, Bernd (1631). A quest'ultimo andò il compito di condurre la bottega di scultura che il padre aveva avviato a Rheine. Di Heinrich il Vecchio e di Bernd ci sono pervenute diverse opere: se il primo mostra una certa abilità basata sui principî di equilibrio, l'altro risulta nel complesso meno capace, specialmente nella resa delle proporzioni.

Evidentemente, quindi, il Merengo si sarebbe formato nella bottega paterna, ma la sua formazione precedente al trasferimento a Venezia ci è del tutto sconosciuta. Una volta passato in Laguna potrebbe essere entrato in contatto con Giusto Le Court; lo confermerebbero non solo alcune vicinanze stilistiche, ma anche alcune coincidenze storiche: fu lui a concludere l'altare maggiore della chiesa delle Vergini, rimasto incompiuto dopo la morte dell'artista fiammingo, inoltre viveva nella parrocchia di San Felice dove l'altro teneva bottega.

Estasi di Santa Teresa Chiesa di Santa Maria di Nazareth

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Nelle chiese di Venezia:

Altri luoghi:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Reinhard Karrenbrock, Zwei Generationen westfälischer Bildhauer: Heinrich Meiering - Bernd Meiering. Stiftung Museumsdorf Cloppenburg 1992. ISBN 9783923675296
  • Paola Rossi, Ritratti funebri e commemorativi di Enrico Merengo. Arti Numero 8, Venezia 1994.
  • Andrea Daninos, Tre Scultori Veneti del Seicento. Francesco Bertos / Francesco Cabianca / Enrico Merengo. Firenze, 2005.
  • Alessandro De Lillo, Heinrich (Enrico) Meyring (Merengo), in Dizionario biografico degli italiani, vol. 74, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010. URL consultato il 2 novembre 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN52491560 · ISNI (EN0000 0000 4144 0038 · LCCN (ENno2001041258 · GND (DE119078929 · ULAN (EN500014339 · CERL cnp00546725 · WorldCat Identities (ENlccn-no2001041258