Enrico Lattes

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Enrico Lattes (Pitigliano, 24 maggio 1904Rignano Flaminio, 1º maggio 1934) è stato un architetto italiano.

Enrico Lattes (1904-1934)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

TOMBA DI ENRICO LATTES AL CIMITERO DEL VERANO DI ROMA

Enrico Lattes nasce nel 1904 a Pitigliano, figlio di Azzaria Lattes e parente di Dante Lattes. Azzaria Lattes fu un prestigioso esponente della comunità ebraica di Pitigliano e dei movimenti risorgimentali e liberali, amico fraterno di Ernesto Nathan e sindaco di Monte Argentario dal 1904 al 1906, anno in cui morì violentemente in circostanze misteriose (le indagini condotte all'epoca non giunsero alla conclusione netta se si trattò di suicidio o omicidio) a Porto Santo Stefano.[1]

Busto di Salvatore Tommasi ad Accumoli (RI) opera di Lattes (1927)

Dopo il Ginnasio, a diciassette anni Enrico Lattes si trasferisce a Roma dove frequenta l'Accademia delle Belle Arti [1] e ebbe tra i suoi maestri Duilio Cambellotti. Divenuto nel 1927 Maestro d'Arte, si iscrive alla neonata "Regia Scuola di Architettura", antenata della facoltà di Architettura, dove fu allievo di Gustavo Giovannoni.[1]

Famoso per la sua epoca, in brevissimo tempo partecipa a numerosi concorsi, quasi tutti vinti. I suoi più importanti progetti sono il monumento realizzato ad Accumoli dedicato a Salvatore Tommasi,[2] il padiglione italiano alla Fiera Campionaria di Tripoli,[1][2] e il piano regolatore di Terni,[2] al quale ha lavorato insieme a Saul Bravetti e Alberto Staderini;[1] la città umbra risente dell'impianto del piano regolatore di che questa terna di architetti progettò nel 1934.[1]

Altre partecipazioni degne di nota sono quelle al concorso per la realizzazione della Casa dello Studente, a quello per i Palazzi dell'Economia Corporativa di Pesaro e Teramo, per le Preture di Roma e per le palazzine di Ostia dell'Immobiliare Tirrena, costruite in seguito da Adalberto Libera.[2]

Scrive numerosi articoli e guadagna diverse menzioni su riviste specializzate, partecipa ai dibattiti vivi fra razionalisti "progressisti" e nazionalisti.[1]

Nel maggio 1934 Enrico muore in un incidente stradale a Rignano Flaminio,[1] e viene sepolto a Roma nella sezione ebraica del Cimitero del Verano, in una tomba dall'indubbio valore artistico realizzata dall'amico architetto Mario Ridolfi.[1][2]

Il busto di Salvatore Tommasi realizzato ad Accumoli nel 1927 è stato distrutto dal terremoto dell'Agosto 2016 che ha raso al suolo i comuni di Accumoli e Amatrice.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i TERNI/ “ENRICO LATTES. L’ARCHITETTO RITROVATO”, Terni Magazine, 29 aprile 2013. URL consultato l'8 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2014).
  2. ^ a b c d e Danilo Sergio Pirro, In cerca di Lattes, Giovani per la Libertà, febbraio 2011. URL consultato l'8 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Links[modifica | modifica wikitesto]

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