Enrico Giovannini

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Enrico Giovannini
Enrico Giovannini cropped.jpg
Enrico Giovannini nel 2019

Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili[1]
Durata mandato 13 febbraio 2021 –
22 ottobre 2022
Capo del governo Mario Draghi
Predecessore Paola De Micheli[2]
Successore Matteo Salvini[2]

Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Capo del governo Enrico Letta
Predecessore Elsa Fornero
Successore Giuliano Poletti

Presidente dell'ISTAT
Durata mandato 24 luglio 2009 –
28 aprile 2013
Predecessore Luigi Biggeri
Successore Antonio Golini[3]

Dati generali
Partito politico Indipendente
Titolo di studio Laurea in economia e commercio
Università Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Professione Economista, statistico, docente universitario

Enrico Giovannini (Roma, 6 giugno 1957) è un economista e statistico italiano, dal 13 febbraio 2021 al 22 ottobre 2022 ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nel governo Draghi.

È professore ordinario (in aspettativa) di Statistica economica all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, dove insegnava Statistica e Analisi e politiche per lo sviluppo sostenibile.

È stato Chief Statistician dell'OCSE dal 2001 all'agosto 2009, presidente dell'Istat dall'agosto 2009 all'aprile 2013. Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato Ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Letta. È co-fondatore dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile[4] (ASviS), una rete di oltre 300 soggetti della società civile italiana, di cui è stato Portavoce fino al 13 febbraio 2021. È stato docente di Sviluppo sostenibile presso l'Università LUISS e la Scuola Nazionale di Amministrazione (SNA), Senior Fellow della LUISS School of European Political Economy[5], Associate Senior Research Fellow del Centre for European Policy Studies[6]. Ha collaborato con il Joint Research Centre[7] della Commissione Europea ed è stato responsabile del progetto Futura Network (su iniziativa dell'ASviS)[8].

Fino a gennaio 2021 è stato presidente dell’European Statistical Governance Advisory Board[9] (ESGAB), l’organismo che supervisiona il funzionamento del Sistema Statistico Europeo, membro del Comitato esecutivo del Club di Roma, del Global Happiness Council[10], presidente della Commissione per la redazione della Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva[11] del Ministero dell’Economia e delle Finanze e membro del Comitato Scientifico dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB)[12]. Prima di assumere l'incarico ministeriale era membro di numerosi board di fondazioni e di organizzazioni nazionali e internazionali.

Nel 2014 il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon lo nomina Co-chair dell'"Independent Expert Advisory Group on the Data Revolution for Sustainable Development", il quale ha pubblicato il Rapporto "A World That Counts"[13]. Negli ultimi anni è stato membro della Global Commission on the Future of Work[14] dell'Organizzazione internazionale del lavoro, dell’High-Level Expert Group on the Measurement of Economic Performance and Social Progress (HLEG)[15] istituito dall’OCSE e della Independent Commission for Sustainable Equality (ICSE)[16].

È autore di oltre 120 articoli, di sette libri su temi statistici, economici e politici, alcuni tradotti in altre lingue, e di rapporti di commissioni internazionali sul futuro del lavoro e sulle politiche europee per lo sviluppo sostenibile.

Nell’ottobre del 2014 è stato nominato “Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica”. Ha ricevuto numerosi premi per la sua attività scientifica e politica attribuiti da istituzioni nazionali e internazionali.

Enrico Giovannini al Festival della Scienza, Genova 2011

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1981-2000[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi nel 1981 in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", nel dicembre del 1982 è assunto come ricercatore presso l'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), occupandosi di contabilità nazionale e analisi economica. Nel dicembre del 1989 si trasferisce presso l'Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura (ISCO) ove, come dirigente di ricerca, assume la responsabilità delle analisi di carattere monetario e finanziario. Nel gennaio del 1992 torna all'ISTAT come responsabile del servizio studi econometrici e nel dicembre dell'anno successivo è nominato responsabile del Dipartimento di contabilità nazionale e analisi economica. Dal gennaio 1997 al dicembre 2000 assume la direzione del Dipartimento delle statistiche economiche.

In quegli anni si occupa dello sviluppo di modelli econometrici dell'economia italiana. In particolare, costruisce un modello econometrico di medie dimensioni (circa 80 equazioni) integrato del settore reale e del settore monetario-finanziario utilizzando dati a frequenza mensile. Inoltre, è consulente del Centro Studi Confindustria e del Ministero del Tesoro per lo sviluppo di modelli econometrici dell'economia italiana e per la previsione del bilancio pubblico. Presso l'ISTAT cura, tra l'altro, l'ideazione e lo sviluppo del "Rapporto Annuale" sullo stato del Paese[17], la cui prima edizione viene pubblicata nel 1993. Segue, in rappresentanza dell'Italia, la predisposizione dei dati statistici per l'avvio dell'Unione Monetaria Europea.

È stato membro dei Consigli Direttivi della Società Italiana di Statistica e del Centro Interuniversitario di Econometria[18], del Comitato strategico per l'introduzione dell'Euro in Italia[19] istituito presso il Ministero del Tesoro, del Nucleo di consulenza per l'attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità (NARS) istituito presso il Ministero del Tesoro e di numerosi comitati scientifici di istituzioni di ricerca italiane (OCSM, Excelsior, ISCONA, INSOR, Fondazione Mattei).

Anni 2001-2009[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2001 ad agosto del 2009 è stato Chief Statistician e Director of the Statistics Directorate presso l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) di Parigi. Sotto la sua direzione l'OCSE ha realizzato una riforma complessiva del proprio sistema statistico, sviluppato un sistema informativo statistico i cui componenti sono utilizzati da altre istituzioni internazionali (ONU, Fondo Monetario Internazionale, UNESCO, ecc.) e profondamente innovato i propri prodotti. Nel 2004 ha organizzato il primo Forum Mondiale su "Statistica, Conoscenza e Politica"[20], a partire dal quale ha lanciato il "Global Project on Measuring the Progress of Societies"[21], progetto di ricerca globale sulla "Misurazione del progresso delle società", condotto dall'OCSE in collaborazione con la Commissione europea, la Banca Mondiale e le Nazioni Unite, avente lo scopo di promuovere lo sviluppo di indicatori chiave (in campo economico, sociale ed ambientale), per fornire un quadro completo di come si evolve il benessere di una società. Il Global Project ha stimolato la nascita di un movimento mondiale per andare "oltre il PIL", grazie al quale sono nate numerose iniziative nazionali ed internazionali di natura scientifica e politica (si veda il sito www.wikiprogress.org). Ha fondato il Journal of Business Cycle Measurement and Analysis[22], del cui Comitato Editoriale è stato presidente.

Dal 2002 è professore ordinario di Statistica economica presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Anni 2009-2014[modifica | modifica wikitesto]

Dal 24 luglio 2009 al 28 aprile 2013 ha ricoperto la carica di presidente dell'ISTAT. Durante la sua presidenza ha promosso l'avvio e la realizzazione di numerosi progetti innovativi, sia sul piano metodologico e statistico, sia su quello della gestione, della comunicazione pubblica e dell'infrastruttura tecnologica, che hanno consentito all'ISTAT di divenire uno degli istituti di statistica più apprezzati a livello internazionale. Anche grazie a tali iniziative, tutti gli indicatori di utilizzo dell'informazione statistica sono cresciuti in modo molto consistente, così come quelli relativi all'utenza dei prodotti dell'Istituto, ivi compresa quella di natura scientifica. Ha avviato il progetto per la misura del “Benessere Equo e Sostenibile (BES)”[23], sviluppato in collaborazione con il CNEL. Infine, ha istituito la Scuola Superiore di Statistica[24] e ha promosso lo sviluppo di una fitta rete di collaborazione con enti di ricerca, istituzioni accademiche, enti pubblici e privati, soggetti del Terzo Settore, nazionali e internazionali, che hanno reso l'ISTAT l'istituto di statistica europeo più attivo nelle reti di ricerca continentali.

Dal 2011 al 2013 è stato presidente della Conferenza degli statistici europei, organismo della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite, e del Board del progetto "International Comparison Programme" condotto dalla Banca Mondiale per il calcolo delle parità dei poteri d'acquisto a livello mondiale. È stato membro della "Commissione Stiglitz" istituita dal Presidente francese N. Sarkozy, presidente del Global Council sulla "Valutazione del progresso delle società" creato dal World Economic Forum e membro dell'International Expert Working Group[25] istituito dal Re del Bhutan per la definizione di un nuovo paradigma di sviluppo in vista dell'elaborazione degli indicatori di sviluppo sostenibile da parte delle Nazioni Unite. È stato membro del Board del Canadian Index of Wellbeing[26] e del Board dell'iniziativa sulla misurazione del benessere del Regno Unito[27], nonché consulente del Commissario europeo all'Ambiente Janez Potočnik.

Nel 2011 viene chiamato dal governo Berlusconi a presiedere il "Gruppo di lavoro Economia non osservata e flussi finanziari", sulle misure di contrasto all'evasione fiscale[28], e la "Commissione governativa per il livellamento retributivo Italia-Europa", per studiare il taglio dei costi della politica e la differenza fra gli stipendi dei parlamentari italiani e quelli del resto d'Europa[29].

Il 30 marzo del 2013 viene nominato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un pool di "saggi"[30] con il compito di indicare le priorità per uscire dalla crisi economica e istituzionale.

Il 28 aprile 2013 lascia la presidenza dell'ISTAT per assumere la carica di Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo Letta, carica che ha ricoperto fino al 22 febbraio 2014.

L'attività di ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali[modifica | modifica wikitesto]

Numerose iniziative vengono adottate dal governo in materia di politiche del lavoro e di politiche sociali[31] perseguendo sei obiettivi strategici: salvaguardare i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi economica; stimolare la creazione di nuova occupazione; riformare e potenziare le politiche attive del lavoro; migliorare le regole di funzionamento del mercato del lavoro, accrescendo la flessibilità in entrata, aumentando le tutele per i lavoratori e riducendo gli oneri per le imprese; rafforzare le politiche sociali per conseguire una maggiore equità della società italiana, istituendo uno strumento universale per la lotta contro la povertà; affrontare la questione “esodati” e migliorare l'equità del sistema previdenziale, anche in una prospettiva di lungo termine.

Giovannini con Nicola Zingaretti e Giorgio Napolitano

Nel campo delle politiche del lavoro le principali azioni hanno riguardato i seguenti aspetti:

  • al fine di evitare che oltre 250.000 persone perdessero il posto di lavoro, il Governo ha triplicato i fondi degli ammortizzatori in deroga per il 2013, disegnando anche la riforma di questo strumento;
  • sono stati avviati i fondi di solidarietà bilaterale e il cosiddetto “fondo residuale”, grazie ai quali 2,8 milioni di lavoratori verranno coperti da strumenti di tutela del reddito in costanza di rapporto di lavoro;
  • per favorire la creazione di nuova occupazione: vengono istituiti nuovi incentivi per l'assunzione a tempo indeterminato di giovani, dando attuazione a quelli per l'assunzione di donne e ultracinquantenni e sostenendo la creazione di nuove iniziative imprenditoriali e progetti sociali; viene ridotto, per la prima volta da molti anni, il costo del lavoro per le imprese; vengono modificate le regole del mercato del lavoro, superando alcune rigidità della legge 92/2012 (“riforma Fornero”) per aumentare la flessibilità in entrata e semplificando la gestione dei contratti;
  • il potenziamento delle politiche attive del lavoro è stata realizzato attraverso: a) il disegno del sistema per la "Garanzia Giovani", poi realizzato dal successivo Governo; b) l'istituzione di un nuovo fondo per le politiche attive, per finanziare iniziative, anche sperimentali, di ricollocazione dei lavoratori disoccupati o fruitori di ammortizzatori sociali; c) il disegno della “Banca dati delle politiche attive e passive”, nella quale far confluire tutte le informazioni sulle azioni svolte dai centri per l'impiego per i beneficiari dei vari ammortizzatori sociali, allo scopo di consentire una piena integrazione delle diverse politiche sull'intero territorio nazionale. In particolare, il sistema per la "Garanzia Giovani" che aveva l'intento di realizzare una riforma strutturale del mercato del lavoro, prevedendo una serie di azioni da avviare dal momento in cui il giovane si registra al programma;
  • attraverso l'adozione di nuove norme viene previsto: l'orientamento al lavoro nell'ultima classe della scuola media inferiore e nel corso della scuola media superiore; l'alternanza scuola-lavoro per le ultime due classi della scuola media superiore; incentivi per le università che stipulano accordi con le imprese per svolgere tirocini curriculari universitari, che favoriscano l'alternanza università-lavoro;
  • la lotta allo sfruttamento del lavoro nero e all'evasione contributiva viene rafforzata attraverso vari interventi: aumento e indicizzazione all'inflazione delle ammende per sanzioni in casi di mancato rispetto delle regole in materia di sicurezza sul lavoro e lavoro irregolare; estensione anche ai co.co.pro. e ad altre categorie di lavoratori la normativa contro le cosiddette “dimissioni in bianco”; raddoppio delle risorse messe a disposizione del sistema produttivo per finanziare investimenti volti a migliorare la sicurezza sul lavoro, mentre le aliquote INAIL vengono legate all'incidentalità registrata dalle singole imprese; aumento dell'indennizzo per danno biologico e delle misure monetarie a favore dei superstiti vittime di gravi infortuni sul lavoro, che per molti anni non erano state adeguate all'inflazione.

Nel campo delle politiche sociali:

  • viene approvata la riforma dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), strumento fondamentale per migliorare l'equità sociale;
  • viene disegnato uno strumento universale per la lotta contro la povertà (Sostegno per l'Inclusione Attiva – SIA), una forma di reddito minimo che verrà sperimentato nel corso del 2014 per entrare a regime nel 2015, per poi essere trasformato negli anni successivi nel "reddito d'inclusione" e successivamente nel "reddito di cittadinanza". Il SIA prevede non solo un sostegno al reddito dei nuclei familiari in povertà, ma anche interventi di accompagnamento al lavoro e all'inclusione sociale uniti ad un impegno da parte del beneficiario per assicurare il rispetto dell'obbligo scolastico e le visite pediatriche previste dai protocolli sanitari per i figli minori, con un controllo periodico dell'effettivo stato di povertà;.
  • rifinanziamento per il 2014 dei fondi per vari capitoli delle politiche sociali, con un aumento del 50% rispetto al 2013;
  • istituzione del Casellario dell'assistenza, strumento indispensabile per valutare la condizione socio-economica di ogni singolo fruitore di trasferimenti sociali, così da migliorare il targeting degli interventi realizzati a livello nazionale e locale.

Infine, nel campo delle politiche previdenziali:

  • vengono salvaguardati complessivamente altri 35.000 esodati, con una particolare attenzione verso le categorie più deboli, come i licenziati individuali;
  • sono rimossi i blocchi all'andata in pensione anticipata di persone (soprattutto donne) impegnate in attività di valore sociale, come coloro i quali assistono disabili o familiari, i donatori di sangue, ecc.;
  • viene ripristinata l'indicizzazione all'inflazione non solo per chi riceve trattamenti pari a tre volte in minimo (circa 1.500 euro mensili), ma anche per chi ha trattamenti superiori, con adeguamenti via via decrescenti;
  • viene imposto un contributo di solidarietà sulle pensioni superiori a 90.000 euro, crescente al crescere degli importi percepiti. I fondi derivanti dal contributo restano, al contrario di quanto avvenuto nel passato, all'interno del sistema previdenziale, andando a finanziare anche interventi per gli esodati;
  • allo scopo di evitare il cumulo di redditi, viene inserito un limite alla cumulabilità di pensioni pubbliche e emolumenti pagati dalle pubbliche amministrazioni;
  • viene chiarita la situazione contabile dell'INPS,dopo l'incorporazione dell'INPDAP, fugando così i dubbi sulla presunta insostenibilità del sistema pensionistico.

Anni 2014-2020[modifica | modifica wikitesto]

Dal 22 febbraio 2014 ha ripreso la sua attività di professore ordinario presso l’Università degli studi di Roma "Tor Vergata", Dipartimento di Economia e Finanza, in cui come professore ordinario di statistica economica insegna statistica ed economia italiana ed europea. È docente di sviluppo sostenibile presso l'Università LUISS, Senior Fellow della School of European Political Economy[5], Associate Senior Research Fellow del Centre for European Policy Studies. Collabora con il Joint Research Centre[7] della Commissione Europea.

È presidente dell’European Statistical Governance Advisory Board[9] (ESGAB) e della Commissione per la redazione della Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva[11] del Ministero dell’Economia e delle Finanze. È membro del Comitato Scientifico dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB)[12]. È membro di numerosi board di fondazioni e di organizzazioni nazionali e internazionali.

Nel 2014 il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon lo nomina Co-chair dell'"Independent Expert Advisory Group on the Data Revolution for Sustainable Development", il quale ha pubblicato il Rapporto "A World That Counts"[13]. Diviene Senior Fellow della School of European Political Economy e Associate Senior Research Fellow del Centre for European Policy Studies. È chiamato a partecipare alla Global Commission on the Future of Work[14] dell'Organizzazione internazionale del lavoro, all’High-Level Expert Group on the Measurement of Economic Performance and Social Progress (HLEG)[15] istituito dall’OCSE, alla Independent Commission for Sustainable Equality (ICSE)[16]. Viene nominato membro ordinario dell'Aspen Institute Italia, del Club dell'economia[32], nonché membro onorario dell'Associazione Italiana degli Studi sulla Qualità della Vita[33].

In tale periodo è stato: presidente della Commissione per la redazione della Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze; presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Europea Sostenibilità e Servizi Finanziari (Assosef); membro del Comitato per il capitale naturale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; membro dei Consigli di Amministrazione della Fondazione Aurelio Peccei, della Fondazione Lars Magnus Ericsson e di Save the Children Italia; membro del Comitato esecutivo del Club di Roma; membro del Consiglio direttivo dell’Istituto Affari Internazionali (IAI); membro dell'Advisory Board di Unicredit; membro dei Comitati Scientifici della Rivista “East-West”, della Fondazione UNIPOLIS, dell’Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Nonprofit (AICCON), della Fondazione Simone Cesaretti, della Fondazione Economia Tor Vergata.

Nell'ottobre del 2015 propone alla Fondazione UNIPOLIS e all'Università di Roma "Tor Vergata" di dare origine all'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)[34], la quale viene ufficialmente costituita il 3 febbraio del 2016 per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile[35] e per mobilitarla allo scopo di realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il contributo alla definizione delle politiche internazionali ed europee[modifica | modifica wikitesto]

L'attività di portavoce dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile[modifica | modifica wikitesto]

L’Alleanza, presieduta da Pierluigi Stefanini (presidente del Gruppo Unipol), è cresciuta nel corso del tempo e riunisce attualmente oltre 300 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile, quali: associazioni rappresentative delle parti sociali (associazioni imprenditoriali, sindacali e del terzo settore); reti di associazioni della società civile che riguardano specifici Obiettivi (salute, benessere economico, educazione, lavoro, qualità dell’ambiente, uguaglianza di genere, ecc.); associazioni di enti territoriali; università e centri di ricerca pubblici e privati, e le relative reti; associazioni di soggetti attivi nei mondi della cultura e dell’informazione; fondazioni e reti di fondazioni; soggetti italiani appartenenti ad associazioni e reti internazionali attive sui temi dello sviluppo sostenibile.

Le attività dell’Alleanza sono realizzate grazie ai contributi finanziari, strumentali e di lavoro forniti dai suoi membri. L'ASviS fa parte dell'ESDN (European Sustainable Development Network), la rete informale di soggetti istituzionali, associazioni ed esperti che, dal 2003, si occupano di politiche e strategie di sviluppo sostenibile. L'ASviS è inoltre iscritta al Registro per la Trasparenza dell'Unione Europea, gestito congiuntamente dal Parlamento e dalla Commissione UE.

A partire dal 2016 sono stati pubblicati i rapporti annuali dell’Alleanza dal titolo "L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile", i quali forniscono approfondite analisi della situazione dell’Italia rispetto ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile sottoscritti all’ONU. Da allora sono stati molto numerosi i rapporti e gli studi pubblicati sul sito www.asvis.it.

Nel 2017 l'Alleanza ha organizzato il primo Festival italiano dello sviluppo sostenibile, articolato in oltre 220 eventi tenutisi su tutto il territorio nazionale. La seconda edizione del Festival si è svolta dal 22 maggio al 7 giugno 2018, la terza (21 maggio - 6 giugno 2019) ha visto l'organizzazione di oltre 1.000 eventi[36]. Da allora, l'ASviS ha proseguito a organizzare ogni anno il Festival, compreso l'anno 2020, con un'edizione prevalentemente svolta, a causa della pandemia, in modalità digitale.

Anni 2021-2022[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 febbraio 2021 viene nominato Ministro delle infrastrutture e dei trasporti nel Governo Draghi. Giura il giorno successivo, il 13 febbraio 2021.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

È autore di oltre 120 articoli in campo statistico ed economico pubblicati su riviste nazionali ed internazionali e di sei libri: Fabbisogno pubblico, politica monetaria e mercati finanziari, pubblicato nel 1992 da Franco Angeli; Le statistiche economiche edito nel 2006 da Il Mulino (la seconda edizione, riveduta ed ampliata, è stata pubblicata nel 2015); Understanding economic statistics, pubblicato nel 2008 dall'OCSE (pubblicato anche in giapponese e ceco); Scegliere il futuro. Conoscenza e Politica al tempo dei Big Data, edito da Il Mulino nel 2014; L'Utopia Sostenibile[37], pubblicato nel febbraio del 2018 da Laterza, Un mondo sostenibile in 100 foto, insieme a Donato Speroni, pubblicato nel 2019 da Laterza; Quel mondo diverso. Da immaginare, per cui battersi, che si può realizzare (con Fabrizio Barca), Laterza, Bari, 2020.

Ha curato, inoltre, alcuni volumi della collana Annali di Statistica dell'ISTAT e volumi editi da Il Mulino, da Il Sole-24 Ore e da Liguori. Ha collaborato con i quotidiani Il Sole-24 Ore, La Repubblica e Corriere della Sera, con il settimanale l'Espresso e con la rivista on line lavoce.info. Per alcuni anni ha tenuto la rubrica settimanale "Scegliere il futuro" su Radio Radicale.

Onorificenze e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 10 ottobre 2014[38]

Nel 2009 ha ricevuto il Premio “Best in Class” dalla Facoltà di economia dell'Università di Roma “La Sapienza”.

Nel 2010, per il suo lavoro sul tema della misurazione del benessere delle società, ha ricevuto dal Centro Internazionale Pio Manzù la Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica.

Nel 2011 ha ricevuto il Premio “Non sprecare”[39] per la sezione “personaggio” conferito dal portale www.nonsprecare.it diretto dal giornalista Antonio Galdo.

Nel 2012 è stato insignito di un premio alla carriera da parte dell'International Society for Quality-of-Life Studies (ISQOLS)[40].

Nel 2013 ha ricevuto il “Premio di cultura Gian Piero Orsello – Città di Civitavecchia” nella sezione Europa[41].

Nel 2015 ha ricevuto dalla Regione Lombardia il Premio Eupolis per il suo impegno a mettere la conoscenza a servizio del buon governo[42].

Nel 2016 ha ricevuto dal WWF Italia il premio "Panda d'oro" per il suo lavoro nel campo della promozione dello sviluppo sostenibile.

Nel 2017 ha ricevuto dalla Fondazione Geoknowledge il premio "Mondo d'oro" per l'impegno e le attività svolte ai fini della sensibilizzazione delle istituzioni verso i temi e gli Obiettivi dello sviluppo sostenibile, e dall'Università degli Studi di Padova il "premio per il contributo all'inclusione" per il suo impegno scientifico e civile a favore dello sviluppo sostenibile e di qualità per tutti.

Nel 2019 ha ricevuto il "Premio alla conoscenza" della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero delle infrastrutture e dei trasporti fino al 1º marzo 2021.
  2. ^ a b Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
  3. ^ Ad interim.
  4. ^ Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
  5. ^ a b LUISS School of European Political Economy
  6. ^ Centre for European Policy Studies
  7. ^ a b Joint Research Centre
  8. ^ Organizzazione - futuranetwork.eu, su futuranetwork.eu.
  9. ^ a b European Statistical Governance Advisory Board
  10. ^ Global Happiness Council
  11. ^ a b Commissione per la redazione della Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva
  12. ^ a b Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB)
  13. ^ a b United Nations, su undatarevolution.org.
  14. ^ a b Global Commission on the Future of Work
  15. ^ a b High-Level Expert Group on the Measurement of Economic Performance and Social Progress (HLEG)
  16. ^ a b Independent Commission for Sustainable Equality (ICSE) | Progressive Society, su progressivesociety.eu. URL consultato il 22 agosto 2019.
  17. ^ Rapporto annuale sulla situazione del Paese, su istat.it.
  18. ^ Centro interuniversitario di econometria, su virgo.unive.it (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2015).
  19. ^ http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1998/08/07/098G0320/sg, in Decreto di costituzione (Gazzetta Ufficiale).
  20. ^ OECD World Forum, su oecd.org.
  21. ^ https://www.oecd.org/progress
  22. ^ Journal of Business Cycle Measurement and Analysis, su oecd.org.
  23. ^ Benessere Equo e Sostenibile, su misuredelbenessere.it (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2017).
  24. ^ Scuole superiore di statistica, su istat.it.
  25. ^ International Expert Working Group, su newdevelopmentparadigm.bt (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2014).
  26. ^ Canadian Index of Wellbeing, su uwaterloo.ca (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2015).
  27. ^ Measuring National Wellbeing, su ons.gov.uk.
  28. ^ Commissione per l'economia non osservata e i flussi finanziari (PDF), su mef.gov.it.
  29. ^ Commissione per il livellamento retributivo Italia-Europa, su funzionepubblica.gov.it (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2014).
  30. ^ http://www.corriere.it/politica/foto/03-2013/saggi-negoziatori/saggi-negoziatori/chi-sono-saggi-negoziatori-chiamati-napolitano-_e21a814c-995d-11e2-be8a-88dcfd04ece6.shtml#1, in Corriere della Sera.
  31. ^ http://www.lavoro.gov.it/AreaComunicazione/comunicati/Documents/Governo%20Letta_con_firma.pdf, in Le politiche del lavoro e le politiche sociali del Governo Letta.
  32. ^ Club dell'economia, su clubeconomia.it.
  33. ^ Associazione italiana per gli studi sulla qualità della vita, su aiquav.it (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2015).
  34. ^ Home - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, su asvis.it. URL consultato il 30 ottobre 2016.
  35. ^ (EN) Sustainable development goals - United Nations, in United Nations Sustainable Development. URL consultato il 30 ottobre 2016.
  36. ^ Festival dello Sviluppo Sostenibile - Sito Ufficiale, su festivalsvilupposostenibile.it. URL consultato il 22 agosto 2019.
  37. ^ L'Utopia Sostenibile
  38. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  39. ^ Premio "Non sprecare", su nonsprecare.it.
  40. ^ International Society for Quality-of-Life Studies, su isqols.org.
  41. ^ Il Messaggero, "Premio città di Civitavecchia" intitolato a Gian Piero Orsello: tra i premiati il sito web Youreporter, su ilmessaggero.it. URL consultato il 22 agosto 2014.
  42. ^ Premio Eupolis, su regione.lombardia.it. URL consultato il 16 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 29 gennaio 2016).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro delle infrastrutture e dei trasporti della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Paola De Micheli 13 febbraio 2021 - 22 ottobre 2022 Matteo Salvini
Predecessore Ministro del lavoro e delle politiche sociali della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Elsa Fornero 28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014 Giuliano Poletti
Predecessore Presidente dell'Istituto nazionale di statistica Successore Logo Istat.png
Luigi Biggeri 24 luglio 2009 - 28 aprile 2013 Giorgio Alleva
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