Enrico Barisone

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Enrico Barisone
Enrico Barisone.jpg
NascitaZara, 26 marzo 1941
MorteCagliari, 18 giugno 2014
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataArma dei Carabinieri
GradoGenerale
DecorazioniMedaglia d'oro al valore militare
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Enrico Barisone (Zara, 26 marzo 1941Cagliari, 18 giugno 2014) è stato un generale italiano dell'Arma dei Carabinieri, insignito di medaglia d'oro al valor militare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1941 a Zara, a partire dal 1962 frequentò il corso per allievi sottufficiali dell’Arma dei Carabinieri presso il 1º Battaglione allievi di Moncalieri e poi presso la Scuola di Firenze. Col grado di brigadiere, nel 1966 entrò all’Accademia Militare di Modena per frequentare il corso per la nomina a sottotenente in s.p.e. che conseguì due anni dopo quando fu inviato a Roma, presso la Scuola di Applicazione Carabinieri per il relativo corso.

Nel 1970 fu trasferito al 2º Reggimento Carabinieri per il IX battaglione a Cagliari, dove fu promosso Tenente, assumendo il comando di un plotone della Compagnia fucilieri e quello della Compagnia stessa in sede vacante. Nel settembre 1972 fu assegnato alla Legione di Cagliari per assumere il comando della Tenenza di Bonorva, che mantenne anche con il grado di capitano, fino al novembre 1973 quando fu nominato comandante della Compagnia di Ghilarza. Assunse poi il comando della Compagnia di Bitti. Nominato capo ufficio logistico della Regione Carabinieri della Sardegna a Cagliari. Collocato in pensione con il grado di Generale. Morì a Cagliari il 18 giugno 2014.

Il conflitto di Sa Janna Bassa, vicino a Orune, del 17 dicembre 1979, gli valse la medaglia d'oro.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 gli venne conferita la medaglia d'oro al valor militare, con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Comandante di compagnia territoriale particolarmente impegnata sotto il profilo della sicurezza pubblica, di notte, attraverso terreno impervio in remota località montana, guidava una pattuglia fino al covo di una banda di pericolosissimi delinquenti, due dei quali latitanti già condannati per omicidio invigilavano, armi in pugno, all’esterno. Gravemente ferito da una scarica di pallettoni proditoriamente esplosa da distanza ravvicinata e che gli produceva la frattura di una spalla reagiva con fulminea azione di fuoco uccidendoli. Malgrado il dolore lancinante e sebbene indebolito da copiosa perdita di sangue, rifiutava ogni soccorso e disponeva i suoi uomini in posizione tatticamente idonea a contrastare eventuali sortite degli altri malviventi che venivano tutti tratti in arresto. Mirabile esempio di eccelse virtù militari, fulgido ardimento ed assoluta dedizione al dovere.»
— Sa Janna Bassa di Orune (Nuoro), 17 dicembre 1979.[1]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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