Enrico Barberi

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Enrico Barberi

Enrico Barberi (Bologna, 18501941) è stato uno scultore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Barberi frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna e fu allievo di Salvino Salvini. Fra il 1871 e il 1873 fece un apprendistato a Firenze presso lo scultore Giovanni Duprè. Nel 1876 si segnalò tra le promesse dell'Accademia di Belle Arti esponendo il grande gesso Otriade.

Insegnò all'Istituto di Belle Arti e, in seguito, fra il 1895 e il 1921, all'Accademia di Belle Arti di Bologna detenendo la cattedra di scultura. Sotto la sua direzione vennero formati generazioni di scultori, alcuni dei quali saranno figure di rilievo nazionale e internazionale. Tra i tanti: Silverio Montaguti, Giuseppe Romagnoli, Farpi Vignoli e Cleto Tomba.

Enrico Barberi. Monumento in bronzo a Marcello Malpighi nella piazza di Crevalcore.

Fu tra i partecipanti della gilda artistica dell'Aemilia Ars, collaborando e stringendo rapporti di amicizia con Achille Casanova, Alfonso Rubbiani, Luigi Serra, Alfredo Tartarini. Il poeta e critico d'arte Alfonso Panzacchi fu un suo sincero ammiratore e Barberi ne eseguì almeno due ritratti. Fu a lungo docente di scultura presso il Collegio Artistico Venturoli di Bologna, dove ha lasciato numerose opere e modelli di sue sculture. È possibile ammirare un ampio catalogo di suoi marmi - che ne coprono tutta la lunga attività - nella Certosa di Bologna. All'interno della Galleria degli Angeli si trovano due capolavori, il Monumento a Raffaele Bisteghi (1891) e quello dedicato alle cantanti liriche Adelaide ed Erminia Borghi-Mamo (1894). Nella Chiesa di san Girolamo è collocato il raffinato monumento al cardinale Vincenzo Moretti (1882). Tra le rare opere pubbliche si segnala il Monumento in bronzo a Marcello Malpighi (1897), collocato nella Piazza di Crevalcore.

Nel 1897 ricevette l'incarico dal sindaco di redigere una relazione sullo "stato di salute" della Fontana del Nettuno di Bologna in Piazza Maggiore. Lo scultore consigliò di conservare la statua in un museo e sostituirla con una copia. Fino al 1919 Barberi rimase consulente d'ufficio per il Nettuno[1].

Principali opere al Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Barberi. Monumento a Raffaele Bisteghi alla Certosa di Bologna, 1885 c.a. - 1991

Donazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 il nipote Mario donò alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna documenti e disegni di Luigi Serra probabilmente ricevuti da Barberi direttamente dal pittore[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coscienza urbana e urbanistica tra due millenni, vol. 1., Fatti bolognesi dal 1796 alla prima guerra mondiale, Bologna, San Giorgio in Poggiale, 11 dicembre 1993-13 febbraio 1994, a cura di Franca Varignana, Bologna, Grafis, 1993, p. 211
  2. ^ Storia e Memoria di Bologna - Monumento Borghi Mamo
  3. ^ Storia e Memoria di Bologna - Monumento Bisteghi
  4. ^ Storia e Memoria di Bologna - Monumento del Cardinale Vincenzo Moretti
  5. ^ Storia e Memoria di Bologna - Monumento della Famiglia Rivani
  6. ^ Storia e Memoria di Bologna - Monumento Zambeccari Zanchini
  7. ^ ArchiWeb - Fondo speciale Luigi Serra

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Coscienza urbana e urbanistica tra due millenni, vol. 1., Fatti bolognesi dal 1796 alla prima guerra mondiale, Bologna, San Giorgio in Poggiale, 11 dicembre 1993-13 febbraio 1994, a cura di Franca Varignana, Bologna, Grafis, 1993, p. 211
  • S. Tumidei, La scultura dell'Ottocento in Certosa, in La Certosa, immortalità della memoria, Bologna, Compositori, 1998;
  • R. Martorelli, Cento anni di scultura bolognese. L'album fotografico Belluzzi e le sculture del Museo civico del Risorgimento, num. monografico del “Bollettino del Museo del Risorgimento”, LIII (2008);
  • S. Pezzoli, O. Piraccini (a cura di), L'artista e l'amico: ritorno a Luigi Serra - opere e documenti dalla raccolta di Enrico Guizzardi, Bologna, Compositori, 2008;
  • R. Martorelli (a cura di), La Certosa di Bologna - Un libro aperto sulla storia, catalogo della mostra, Tipografia Moderna, Bologna, 2009;
  • B. Buscaroli, R. Martorelli (a cura di), Luce sulle tenebre - Tesori preziosi e nascosti dalla Certosa di Bologna, catalogo della mostra, Bologna, Bononia University Press, 2010

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]