Enragés

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Durante la Rivoluzione francese, gli Enragés (Arrabbiati)[1] furono secondo Albert Mathiez un partito, e nel suo libro Carovita e lotte sociali egli scrive che esiste «un partito nuovo che i suoi avversari chiamano già gli Enragés»[2]. Erano un gruppo di rivoluzionari radicali che erano particolarmente rappresentati dal sacerdote costituzionale Jacques Roux, da Jean-François Varlet, Theophile Léclerc, e Taboureau de Montigny che suscitarono l'interesse e successivamente l'adesione, caso unico per l'epoca, di un movimento femminista autonomo: la Società delle Repubblicane Rivoluzionarie, in particolare Pauline Léon e Claire Lacombe.

Essi sostenevano l'uguaglianza civile, politica e sociale, richiedendo la tassazione delle materie prime, la requisizione degli approvvigionamenti di grano e le tasse per i ricchi. Possono essere collocati a sinistra dei Montagnardi, e considerati proto-socialisti. Furono avversati da Maximilien de Robespierre, Danton, Marat e alla fine della loro parabola dagli Hébertisti.

Le loro idee sono state riprese e sviluppate da François-Noël Babeuf. Marat, inizialmente amico di Roux, nel suo giornale Le Publiciste de la République française del 4 luglio 1793, descrisse gli Enragés come segue: « Questi intriganti non si accontentano di essere i tuttofare delle loro rispettive sezioni, essi si agitano dalla mattina alla sera per introdursi in tutte le società popolari, per influenzarle e diventarne alla fine i loro grandi maneggiatori. Questi sono 3 individui turbolenti che si sono impadroniti della sezione dei "Gravilliers", della "Société fraternelle" e quella dei Cordeliers: parlo del piccolo Jean-Théophile Leclerc di Jean-François Varlet e dell'abate Renaudi detto Jacques Roux »[3] A questi tre personaggi, si aggiungeva un ristretto gruppo di tribuni composto essenzialmente da Pauline Léon e Claire Lacombe, entrambe membri del Club delle Repubblicane Rivoluzionarie e da alcuni servitori di questi rivoluzionari nelle loro sezioni.

Sia nella propaganda di Varlet, quella di Roux, Leclerc, o quella delle rivoluzionarie repubblicane come Claire Lacombe e Pauline Léon, si trova il riferimento al carattere popolare della sovranità, il suo esercizio diretto da parte del popolo in maniera permanente (democrazia diretta). Questa aspirazione ad una democrazia popolare, corollario nel pensiero degli "enragée", di una critica della rappresentanza nazionale, si basava su una diffidenza viscerale verso i rappresentanti del popolo. Questo deriva naturalmente dal forte desiderio di controllare questi mandatari. Jacques Roux scrisse così: « Popolo! Durante il regno della libertà, dovete avere continuamente gli occhi fissi sui vostri giudici »[4]

Per Varlet, la diffidenza per i rappresentanti del popolo è la stessa: « Luogo di deputati senza poteri, senza mandato. Questo principio ci garantisce dalla Tirannia legislativa »[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da non confondere con gli exagérés (esagerati) o Hébertisti di Jacques-René Hébert.
  2. ^ Mathiez A., Carovita e lotte sociali, Giulio Einaudi editori, Torino 1949, p. 129.
  3. ^ Marat, Il pubblicista della Repubblica francese, da Marat, L'amico del popolo, Parigi, n ° 233, 4 luglio 1793.
  4. ^ Jacques Roux, Il Pubblicista della Repubblica francese, n°247, 25 luglio 1793, p. 4.
  5. ^ Varlet Jean-François, Progetto per un mandato speciale e imperativo 1793.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) T. Leclerc, Extraction, profession avant et depuis la Révolution ; carrière politique et Révolutionnaire et état présent des affaires de Théophile Leclerc, Paris, 1794, AN F747749
  • (FR) Daniel Guérin, Bourgeois et bras-nus : 1793-1795, Paris, Gallimard, 1973. Nouvelle édition : Paris (21 bis rue de Simplon, 75018), les Nuits rouges, 1998, ISBN 9782913112018
  • (FR) David Gilles, "Représentation et souveraineté chez les Enragés (1792-1794)", Le concept de Représentation dans la pensée politique, AFHIP vol. XV, PUAM, 2003, pp. 253-287.
  • (FR) Claude Guillon, Notre patience est à bout (1792-1793, les écrits des enragé(e)s), Radicaux Libres, IMHO, 2009.
  • (EN) Daniel Guérin: Class struggle in the first French republic : bourgeois and bras-nus 1793-1795, London: Pluto Press, 1977
  • (EN) René Viénet: "Enragés and Situationists in the Occupation Movement, France, May'68" , New York: Automedia 1992 ISBN 0-936756-79-9, London: Rebel Press 1992, ISBN 0-946061-05-X
  • (EN) Simon Schama. Citizens: A Chronicle of the French Revolution. New York: Alfred A. Knopf, 1989.
  • (Italia Italia) Casalino Marco, Gli Enragés nella Rivoluzione francese, Genova, Settembre 2014, autoproduzione. https://archive.org/details/GliEnragsNellaRivoluzioneFrancese
  • Albert Mathiez, La Rivoluzione Francese, 3 voll. (vol.I: La fine della monarchia; vol.II: La Gironda e la Montagna;vol.III: il Terrore), Collana Storica, Milano, A. Corticelli, 1933; Collana Piccola Biblioteca scientifico-letteraria n.18, Einaudi, Torino, 1950.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]