Enoch Powell

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Enoch Powell

Enoch Powell (Birmingham, 16 giugno 1912Londra, 8 febbraio 1998) è stato un politico britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Prima di dedicarsi alla politica, Powell era uno studioso di lettere antiche, sapeva leggere il greco antico sin dai cinque anni di età ed era diventato professore della medesima lingua a venticinque. Durante la seconda guerra mondiale servì nello Stato Maggiore e nell'intellighenzia, raggiungendo il grado di Generale di brigata poco dopo i trent'anni. Era noto anche il suo talento come scrittore e poeta.

Fu ateo fino al 1949, quando si convertì all'anglicanesimo, affermando di aver sentito le campane della Chiesa di San Pietro a Wolverhampton che lo stavamo chiamando mentre tornava a casa.[1]

Powell venne eletto al parlamento inglese dal 1950 al 1987, prima nel collegio elettorale di Wolverhampton per il Conservative Party fino al febbraio 1974, poi nel collegio di Sud Down (Irlanda del Nord) con l'Ulster Unionist Party a partire dall'ottobre 1974. È stato un sostenitore del monetarismo e dal 1960 al 1963 fu ministro della salute nel governo presieduto da Harold Macmillan.

Divenne noto in particolar modo per la sua posizione contraria all'immigrazione dalle ex-colonie dell'impero britannico (Commonwealth). Il suo più celebre discorso fu quello chiamato dei "fiumi di sangue" (Rivers of Blood speech) pronunciato il 20 aprile del 1968 al Midland Hotel di Birmingham, durante una riunione del Conservative Political Centre. In quell'occasione egli preconizzò per la Gran Bretagna un futuro di problemi razziali e rivolte urbane simili a quelle che stavano avvenendo negli Stati Uniti dalla metà degli anni sessanta. A causa di questo discorso controverso, Edward Heath, esponente del Partito Conservatore, lo rimosse dal partito.

Ciononostante, un sondaggio effettuato in seguito alla sua orazione rivelò che il 74% della popolazione britannica concordava con le opinioni di Powell.[1]

Ritornò alla Camera dei Comuni nel 1974 come rappresentante del Partito Unionista dell'Ulster. Fu deputato fino alle elezioni generali del 1987.

Nel 1976 Eric Clapton, durante un suo concerto a Birmingham, ebbe parole di approvazione per Powell. Clapton asserì che la Gran Bretagna stava diventando "sovraffollata" e avrebbe corso il rischio di diventare una "colonia dei neri". Anche a seguito di quell'uscita, alcuni gruppi musicali di idee progressiste inaugurarono la campagna Rock Against Racism ("rock contro il razzismo", espressione ricalcata da Rock Against Communism).

Negli anni ottanta, dopo i tumulti scoppiati a Brixton (Londra) e Toxteth (Liverpool), Powell chiese il rimpatrio della popolazione di origine africana.

Nel 1982, a 70 anni, Powell imparò la sua dodicesima lingua, l'ebraico. Nel 1992 gli venne diagnosticato la malattia di Parkinson. Continuò ad occuparsi saltuariamente di politica, ma prese le distanze dal Partito Conservatore, a differenza di sua moglie che rinnovò la sua iscrizione. Iniziò in seguito a studiare il Vangelo secondo Giovanni, ma morì prima di terminarlo, alle 4:30 del mattino dell'8 febbraio 1998. Venne sepolto nel cimitero militare del suo reggimento a Warwickshire, dopo un funerale privato nell'Abbazia di Westminster. Oltre alla moglie, lasciava due figlie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Heffer, Simon, Like the Roman: The Life of Enoch Powell, Londra, Weidenfeld & Nicolson, 1998.

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