Enigma rosso

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Enigma rosso
Titolo originale Enigma rosso
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Germania Ovest, Spagna
Anno 1978
Durata 85 min
Rapporto 2,35 : 1
Genere orrore
Regia Alberto Negrin
Soggetto D. M. De Echerri y Gamundi
Sceneggiatura Peter Berling, Marcello Coscia, Massimo Dallamano, Franco Ferrini, Alberto Negrin, Stefano Ubezio
Produttore Artur Brauner, Leo Pescarolo, Antonio Tagliaferri
Casa di produzione Daimo Cinematografica, CIPI Cinematografica, Central Cinema Company Film, Penta Films
Distribuzione (Italia) Italian International Film.
Fotografia Eduardo Noé
Montaggio Paolo Boccio
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Santiago Montanon
Costumi Juan Chamizo
Trucco Massimo De Rossi
Interpreti e personaggi

Enigma rosso è un film del 1978, diretto da Alberto Negrin con Fabio Testi e Christine Kaufmann.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La giovane Angela Russo viene ritrovata assassinata e violentata lungo le rive di un fiume. Il corpo è avvolto in un grande sacco di plastica e, il cadavere, risulta completamente nudo. Le indagini vengono affidate al commissario Di Salvo, il quale, sospetta che il nodo dell'enigma stia nel prestigioso collegio romano che Angela frequentava. Ben presto il commissario scopre che Angela era molto legata ad alcune sue compagne di corso: Paola, Virginia e Franca. Le quattro ragazze erano state soprannominate "le inseparabili". Emilia, la piccola sorella di Angela, fornisce al commissario Di Salvo il diario della sorella, sul quale viene spesso nominata una sartoria romana ed il nome suo proprietario, il signor Parravicino. Il primo sospettato per l'omicidio di Angela è il giovane Max, ragazzo olandese, molto amico della vittima ma, il ragazzo, prima di essere interrogato, perisce in un incidente in moto.

Solo in seguito si scoprirà che la motocicletta di Max era stata sabotata. Virginia, nel frattempo, confessa a Paola e Franca di essere in stato interessante. Le ragazze organizzano un aborto clandestino. Dopo l'aborto, avvenuto di sabato pomeriggio (durante la libera uscita delle collegiali) le ragazze rientrano nel collegio, senza destare sospetti. Il giorno successivo, Franca, subisce un attentato: durante una gara di equitazione, un ignoto personaggio, colpisce con una cerbottana il cavallo su cui la ragazza sta gareggiando, causando la rovinosa caduta della poveretta. Priva di conoscenza, Franca, viene ricoverata in sala di rianimazione. Paola e Virginia sono molto preoccupate: la girandola di omicidi si sta stringendo attorno a loro. Decise a confessare la verità al commissario Di Salvo, vengono però travolte da una serie di eventi che ne impediscono la confessione. Virginia, ancora debolissima per via dell'aborto subito, mentre sta raggiungendo la propria stanza, frana su una enorme quantità di biglie che scendono dalla scalinata principale del collegio: perdendo l'equilibirio si aggrappa ad una statua della Santa Vergine, trascinando il pesante monumento con sé e cadendo rovinosamente per le scale. Virginia, riportante varie fratture e una grave commozione cerebrale, viene ricoverata d'urgenza.

Paola, spaventata, lascia il collegio, raggiungendo un piccolo appartamento di sua proprietà. Nell'abitazione, però, viene assassinata da una misteriosa figura nero-vestita. Di Salvo, che ne frattempo è stato abbandonato da Christina (la sua compagna) continua le indagini e riesce ad incastrare il sarto Parravicino. Dopo averlo costretto a salire sulle montagne russe di un luna park, riesce a strappargli, con forza e minacce, una confessione: le quattro ragazze erano invischiate in un grosso giro di prostituzione che forniva giovani donne a clienti facoltosi. Dopo un interrogatorio estenuante Parravicino viene rimandato a casa con l'obbligo, però, di non allontanarsi dalla sua abitazione.

Durante la notte, però, l'uomo viene assassinato. Attraverso indagini sempre più approfondite che fondano sull'analisi della vita e delle abitudini di Parravicino e sugli elementi che emergono da una rilettura del diario di Angela, il commissario Di Salvo, giunge all'incredibile conclusione: colui che gestiva il losco traffico di prostituzione altri non è che il suo superiore, l'ispettore Luigi Roccaglio che, durante le indagini, aveva provveduto a depistare più volte il commissario. L'ispettore, vistosi scoperto, si suicida gettandosi nel vuoto e, prima di morire, confessa di avere ucciso Angela, Paola, Max e Parravicino. Nega, però, di essere l'autore degli attentati subiti da Franca e Virginia. Ad indagini chiuse e dopo gli opportuni interventi ai danni del giro di prostituzione, il commissario Di Salvo, continua ad interrogarsi su chi possa essere l'autore degli attentati avvenuti al maneggio e nella scalinata del collegio.

Franca e Virginia, intanto, si stanno riprendendo ma, Virginia, anche per via dell'aborto subito, viene trattenuta in ospedale per alcune visite di controllo. Il commissario si reca dalla ragazza nella speranza di poter ottenere elementi che possano chiarire le responsabilità sui due attentati. Giunto in ospedale, il commissario, riesce a sventare una tragedia: Emilia, la piccola sorella di Angela, giunta in visita a Virgina, sta cercando di strangolare la ragazza. Il commissario riesce a fermare Emilia appena in tempo. L'autrice dei due attentati è proprio Emilia: la bambina intendeva uccidere Franca e Virginia, ritenendole responsabili per la morte della sorella...

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