Enea di Parigi

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Enea di Parigi
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricopertiVescovo di Parigi
 
Deceduto27 dicembre 870
 

Enea di Parigi (... – 27 dicembre 870) è stato un vescovo e teologo francese; resse la diocesi di Parigi dal 857 alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È noto principalmente come autore di uno dei più controversi trattati contro i Bizantini (chiamati Greci nell'opera), scritto in risposta alle encicliche del patriarca Fozio.

Il suo Liber adversus Græcos discute i temi della emanazione dello Spirito Santo, del matrimonio del clero, del digiuno, della consignatio infantium, della tonsura clericale, del primato di Roma e della elevazione dei diaconi alla sede di Roma. Dichiarò che le accuse portate dai Greci contro i Latini erano "questioni superflue, che avevano più relazioni con le faccende secolari che con quelle spirituali". L'opera è principalmente una collezione di citazioni o "sentenze", dei padri della Chiesa greci e latini.

Nella sua Epistola tractoria ad Wenilonem, scritta verso il 856, Prudenzio di Troyes dichiarò di approvare la nomina di Enea a nuovo vescovo di Parigi, se questi avesse sottoscritto i quattro articoli sulla doppia predestinazione. Apparentemente Enea sottoscrisse gli articoli, dato che Prudenzio, il quale non poteva recarsi a Parigi perché malato, non si oppose alla sua nomina. Enea, che era notaio presso la corte di Carlo il Calvo (23 gennaio 843 - 28 febbraio 856), succedette quindi a Erchanrado II[1], come lo attesta uno scambio di lettere fra il clero parigini ed il metropolita della provincia, il vescovo Wenilone (o Ganilone) di Sens[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (LA) Gérard Dubois, Historia Ecclesiae Parisiensis, Parigi, Muguet, 1690, pp. 561-2, ISBN non esistente. URL consultato il 22 settembre 2016.
  2. ^ Correspondance dell'abate Loup de Ferrières: lettera n° 98, dove il clero di Parigi annuncia a Wenilone il decesso di Erchanrado e l'elezione di Enea (raccomandata dal re Carlo il Calvo); lettera n° 99, dove Wenilone e sei altri rispondono.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN250165535 · ISNI (EN0000 0003 9231 0972 · GND (DE100935486 · CERL cnp00165482