Encephalartos natalensis

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Encephalartos natalensis
Encephalartos natalensis KirstenboshBotGard09292010C.JPG
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Cycadophyta
Classe Cycadopsida
Ordine Cycadales
Famiglia Zamiaceae
Genere Encephalartos
Specie E. natalensis
Nomenclatura binomiale
Encephalartos natalensis
R.A.Dyer & I.Verd., 1951

Encephalartos natalensis R.A.Dyer & I.Verd., 1951 è una pianta appartenente alla famiglia delle Zamiaceae, endemica del Sudafrica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Coni femminili

È una cicade a portamento arborescente, con fusto eretto, alto sino a 3–4 m e con diametro di 30–40 cm, generalmente non ramificato; spesso fusti secondari si originano da polloni che sorgono alla base del fusto principale.[2]

Le foglie, pennate, lunghe 130–320 cm, sono disposte a corona all'apice del fusto e sono rette da un picciolo spinoso, lungo 10–20 cm; sono composte da numerose paia di foglioline lanceolate, con margine intero, lunghe mediamente 16–23 cm, ridotte a spine verso la base del picciolo.

È una specie dioica con esemplari maschili che presentano 1-5 coni fusiformi, lunghi 45–50 cm e larghi 10–12 cm, peduncolati, di colore giallo pallido, ed esemplari femminili con 1-5 coni ovoidali, lunghi 50–60 cm e con diametro di 25–30 cm, di colore giallo oro.

I semi sono oblunghi, lunghi 30–35 mm, ricoperti da un tegumento da rosso arancio a rosso porpora.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La specie è endemica della parte settentrionale del Sudafrica, dalla provincia del Capo Orientale al KwaZulu-Natal.[1]

Cresce su terreni rocciosi, da 200 a 1.200 m di altitudine.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

E. woodii × natalensis
Orto botanico di Palermo

In passato tutte le specie arborescenti di Encephalartos della provincia del KwaZulu-Natal venivano classificate come E. altensteinii. E. natalensis fu descritta come specie a sé stante nel 1951 dai botanici sudafricani Robert Allen Dyer e Ines Verdoorn.

E. natalensis presenta notevoli affinità con E. woodii con il quale sono stati ottenuti degli ibridi (Encephalartos woodii × natalensis), non presenti in natura. Sempre in coltivazione sono noti anche ibridi con E. ferox.[3]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN Red List classifica E. natalensis come specie prossima alla minaccia (Near Threatened)[1].
La specie è inserita nella Appendice I della Convention on International Trade of Endangered Species (CITES)[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Donaldson, J.S. 2010, Encephalartos natalensis, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ Whitelock 2002, pp.221-222.
  3. ^ Withelock 2002, p.222.
  4. ^ CITES - Appendices I, II and III (PDF), su Convention On International Trade In Endangered Species Of Wild Fauna And Flora, International Environment House, 2011 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2012).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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