Emmanuelle Béart

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Emmanuelle Béart al Festival di Cannes 1998

Emmanuelle Béart, nata Emmanuelle Marie Hélène Béhart-Hasson (Gassin, 14 agosto 1963) è un'attrice francese.

Otto volte candidata al Premio César, lo vince nel 1987 per Manon delle sorgenti di Claude Berri quale miglior attrice non protagonista. Ha inoltre ottenuto riconoscimenti presso Festival quali Berlino e Venezia e Accademie come quella del Cinema Italiano del David di Donatello.

È maggiormente nota per le sue interpretazioni in La bella scontrosa, Un cuore in inverno, Nelly e Mr. Arnaud, Mission: Impossible, Nathalie..., 8 donne e un mistero e Vinyan.

Ambasciatore di buona volontà presso l'UNICEF tra il 1996 e il 2006, è impegnata politicamente in difesa dei diritti degli immigrati irregolari.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Figlia del cantante e poeta franco-egiziano di origine cattolica ed ebraica[1] Guy Béart e della modella di origine italo-greca Geneviève Galéa, Emmanuelle Béart nasce e cresce nella zona di Saint-Tropez perché il padre la voleva lontana dalla frenesia di Parigi; tuttavia i genitori divorziano dopo poco e il padre lascia la famiglia.

Viene quindi cresciuta dalla madre tra Cogolin e Sainte-Maxime in una famiglia allargata con i figli che questa aveva avuto da precedenti relazioni (Sarah, Ivan e Mikis Cerieix, figli di Jean-Ives Cerieix, e Olivier Guespin, figlio di Jean-Jacques Guespin). Figlia d'arte e dal temperamento ribelle, non era interessata agli studi e andava a scuola svogliatamente. A otto anni viene scelta come comparsa per La corsa della lepre attraverso i campi di René Clément e a dodici per Demain les mômes, questa volta insieme al fratellastro Olivier e a tutti i bambini del paese in cui il film viene girato.

A tredici anni desidera diventare attrice dopo aver visto Romy Schneider in Mado di Claude Sautet. Per coincidenza sarà proprio con Sautet che, anni dopo, la Béart conoscerà il picco della propria carriera grazie ai film Un cuore in inverno e Nelly e Mr. Arnaud.

Nel 1980, a diciassette anni, viene mandata dai genitori a Montreal, in Canada, per due settimane presso una famiglia amica del padre per apprendere l'inglese. La nazione canadese le piacerà talmente tanto che deciderà di rimanerci per tre anni: conclude infatti a Montreal gli studi secondari diplomandosi al Collège International Marie de France.

Tornata in Francia, a Parigi, all'età di vent'anni nel 1983, inizia a frequentare i corsi d'arte drammatica di Jean-Laurent Cochet. Dopo appena tre mesi viene notata, per la sua bellezza, da David Hamilton, che le offre il suo primo vero ruolo nell'erotico Premiers désirs. L'anno successivo recita in Una strana passione e in seguito alla candidatura al César quale attrice rivelazione, ha inizio la sua carriera.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1986 la Béart conosce il successo internazionale grazie alla sua interpretazione in Manon delle sorgenti di Claude Berri, al fianco di Yves Montand e Daniel Auteuil. Vince l'anno dopo per questo film il César per la miglior attrice non protagonista.

Nel 1991 inizia a lavorare con Jacques Rivette recitando nei panni di una giovane modella che posa nuda per l'artista Édouard Frenhofer, interpretato da Michel Piccoli. Recita poi l'anno successivo per Claude Sautet la parte di una giovane e talentuosa violinista in Un cuore in inverno, ancora al fianco del compagno Daniel Auteuil.

Nel 1995 le viene consigliato di sterzare verso il cinema americano accettando il primo Mission: Impossible di Brian De Palma. Nonostante il successo mondiale del film la Béart non è affatto contenta dell'ambiente hollywoodiano e torna in Francia per recitare ancora per Sautet in Nelly e Mr. Arnaud.

Continuerà poi la sua carriera recitando per innumerevoli film d'autore di successo quali gli storici Il tempo ritrovato e Les Destinées sentimentales, il creativo 8 donne e un mistero o gli sperimentali Anime erranti e ancora per Rivette Storia di Marie e Julien. Nel 2008 recita invece nell'ipnotico Vinyan di Fabrice Du Welz, presentato al Festval di Venezia.

Dal 2010 in avanti si è maggiormente dedicata al teatro, collaborando frequentemente con il regista Stanislas Nordey.

Attivismo politico e umanitario[modifica | modifica wikitesto]

Inizia a mobilitarsi nel settore umanitario fin da giovanissima grazie alla madre e alla sua fondazione Réflexe Solidarité.

Dal 1996 al 2006 è stata ambasciatrice del comitato francese dell'UNICEF. Prende parte a diverse missioni umanitarie grazie ad un passaporto diplomatico speciale ottenuto alla sede di New York City nel 2002.

In politica è soprattutto nota per le battaglie in favore dei diritti degli immigrati irregolari (in francese definiti "sans-papiers"): nel 1996 scende in piazza per difendere l'occupazione abusiva della Chiesa di Saint-Bernard de la Chapelle a Parigi da parte di immigrati irregolari africani e nel 2006 si espone ancora a favore degli squatter del comune di Cachan, immigrati sfrattati da un palazzo del comune che occupavano la palestra di una scuola.[2] L'episodio del 1996 le è costato la rescissione del suo contratto con il marchio Dior.

Nel 2007 la Béart è membro del comitato di sostegno a Ségolène Royal durante la corsa alla Presidenza della Repubblica e partecipa ad un suo comizio il 1° maggio allo Stadio Charléty.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 inizia una relazione con il collega Daniel Auteuil, conosciuto sul set de L'amour en douce; i due si sposano nel 1993, ma divorziano nel 1995 dopo undici anni insieme. Nel 1992 hanno una figlia, Nelly. Dopo il divorzio la Béart ha una storia con il compositore David Moreau, fratellastro di Patrick Bruel, con il quale nel 1996 ha un figlio, Yohann. La coppia però si lascia poco dopo.

Tra il 2000 e il 2003 è legata al produttore Vincent Meyer, il quale le fece la corte durante le riprese de La répétition - L'altro amore. La storia termina tragicamente con il suicidio di Meyer a Parigi mentre la Béart era al Festival di Cannes 2003 a presentare Anime erranti.

Nel 2008, a Genappe in Belgio e con rito civile, sposa l'attore e regista Michaël Cohen, con il quale adotta un bambino etiope di otto mesi, Surifel, nato nel 2009. I due divorziano nel 2011.

All'inizio degli anni '90 si sottopone ad un intervento di chirurgia estetica alle labbra, il cui esito è considerato un disastro dalla stessa Béart. Pur rifiutandosi di giudicare chi come lei ricorre alla chirurgia, l'attrice si dichiara contraria a tale pratica.[3]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Emmanuelle Béart al Festival di Cannes 2004
Emmanuelle Béart nel 2009

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Teatrografia[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Candidature[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Membro della Giuria della Selezione Ufficiale al Festival di Cannes 2004

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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