Emanuele Gianturco

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Emanuele Gianturco

Emanuele Gianturco (Avigliano, 20 marzo 1857Napoli, 10 novembre 1907) è stato un giurista e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Avigliano, in provincia di Potenza, studiò a Napoli, dove si laureò in Giurisprudenza e ottenne il Diploma di Maestro di Musica al Conservatorio di San Pietro a Maiella.

Ricoprì diverse cariche governative:

Gianturco, oltre che politico, fu assieme ad altri giuristi come gli Scialoja, Nicola Coviello, Nicola e Giuseppe Stolfi, uno dei capifila della "Scuola Napoletana" di diritto civile. Portò contributi di rilevante interesse al dibattito giuridico del periodo a cavallo fra diciannovesimo e ventesimo secolo, di particolare fioritura in tale campo del diritto: convinto che i grandi cambiamenti sociali e culturali del suo tempo e della conseguente crescente insufficienza del tradizionale approccio liberale e borghese al diritto privato, ne propugnò un rinnovamento auspicando l'avvento di un "diritto privato sociale" che fosse in grado di dare risposte alla nascente società di massa.

Pubblicò diverse opere giuridiche, tra cui Sistema del diritto civile e le Istituzioni di diritto civile[2]. Ma il suo desiderio di rinnovamento fu però destinato a non realizzarsi, per via della sua morte e, soprattutto, dell'ascesa del regime fascista, contrario a cambiamenti che potessero pregiudicare gli interessi delle "classi forti" che ne avevano appoggiato l'avvento.

Nel 1926, nella piazza principale di Avigliano, è stato inaugurato il monumento dedicato ad Emanuele Gianturco, da cui la stessa piazza prende il nome.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Camera dei Deputati - Portale storico
  2. ^ Enciclopedia Treccani online.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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