Emilio Veratti

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Emilio Veratti

Emilio Veratti (Biumo Superiore, 24 marzo 1872Biumo Superiore, 24 febbraio 1967) è stato un anatomista e anatomopatologo italiano noto per aver descritto per la prima volta il reticolo sarcoplasmatico nella fibrocellula muscolare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Emilio Veratti nacque a Biumo Superiore, una frazione di Varese. Dopo aver conseguito la maturità classica a Varese, si iscrisse alla Facoltà di Medicina di Pavia, dove fu allievo di Camillo Golgi, direttore dell'istituto di Patologia Generale. Ancora studente del IV anno di medicina affrontò il problema di un'epidemia di tifo verificatasi a Pavia, indicandone le cause (inquinamento dell'acqua potabile da acque nere) e i possibili rimedi (modifiche radicali della fognatura, nuovo acquedotto, fontanelle pubbliche di sicurezza)[1]. Si laureò a Bologna nel 1896 discutendo una tesi sul significato di alcune cellule della corteccia cerebrale, e ottenne il premio reale Vittorio Emanuele II per la miglior dissertazione di laurea. Nel 1899 l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere gli assegnò il premio della Fondazione Fossati per una ricerca sui centri acustici dei mammiferi[2].

Veratti rimase all'Istituto di Patologia generale di Pavia con Camillo Golgi, di cui fu l'allievo più fidato. Dopo il ritiro di Golgi (1921) entrò nell'istituto di Clinica Medica fondando un laboratorio clinico di tipo epidemiologico, patologico e batteriologico. Fu autore di oltre settanta lavori pubblicati come unico autore. Salì in cattedra tuttavia solo all'età di 58 anni, nel 1930, quando divenne professore di Patologia generale a Pavia; si ritirò nel 1942.

Il nome di Veratti salì alla ribalta scientifica nel 1961. Nel 1902 Veratti aveva descritto, in preparati di fibra muscolare colorati con metalli pesanti e osservati al microscopio ottico, la presenza in seno al sarcoplasma interfibrillare di una delicata e complessa trama di filamenti che sembravano circondare le miofibrille ad una ad una e che Veratti battezzò «reticolo sarcoplasmatico»[3]. A metà degli anni cinquanta, quando il lavoro di Veratti era stato completamente dimenticato, il reticolo sarcoplasmatico venne messo in evidenza al microscopio elettronico da Stanley H. Bennett e Keith R. Porter[4]. La ricerca di eventuali immagini di questi organelli al microscopio ottico portò alla riscoperta del lavoro di Veratti del 1902, che venne tradotto in lingua inglese (1961)[5], rendendo famoso il nome dell'autore ormai novantenne.

Opere (Selezione)[modifica | modifica wikitesto]

  • Ricerche sulla origine delle plasmazellen : Tesi di Libera docenza (Laboratorio di patologia ed istologia della r. Universita di Pavia, diretto dal prof. Golgi), Pavia : Tip. Succ. Bizzoni, 1905
  • Camillo Golgi e la sua opera scientifica. Boll. Ist. Sieroter. Milan., 5: 1-14. (1926)
  • Corso di patologia generale, Pavia: Lit. Cucchi, Pellegrini e C., 1919
  • Patologia Generale, Milano: Vallardi, 1930
  • Manuale di batteriologia pratica, Milano: Società editrice libraria, 1939
  • L'interpretazione dei corpi del Negri cinquant'anni dopo la scoperta. Boll. Soc. Med.-Chir. Pavia, 67: 1-13 (1953)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Achille Monti ed Emilio Veratti, La fognatura di Pavia e l'inquinamento delle acque del Ticino in Rapporto alle condizioni igieniche della Città, Roma : Tip. Delle Mantellate, 1895
  2. ^ Su alcune particolarità di struttura dei centri acustici nei mammiferi : appunti di anatomia microscopica, Pavia : Tip. Cooperativa, 1900
  3. ^ Emilio Veratti, «Ricerche sulla fine struttura della fibra muscolare striata», Memorie del R. Istituto lombardo di scienze e lettere, Classe di scienze matematiche e naturali, Serie III, 19: 87-133, 1902
  4. ^ Bennett HS, Porter KR. An electron microscope study of sectioned breast muscle of the domestic fowl. Am J Anat. 1953 Jul;93(1):61-105, PMID 13080198
  5. ^ Veratti E. «Investigations on the fine structure of striated muscle fiber read before the Reale Istituto Lombardo, 13 March 1902», J Biophys Biochem Cytol. 1961 Aug;10(4)Suppl:1-59, PMID 13780770 (free text)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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