Emilio Sereni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Emilio Sereni
Emilio Sereni.jpg

Ministro dei lavori pubblici
Durata mandato 2 febbraio 1947 -
1º giugno 1947
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Giuseppe Romita
Successore Umberto Tupini

Ministro dell'assistenza postbellica
Durata mandato 14 luglio 1946 -
2 febbraio 1947
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Luigi Gasparotto

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature I, II, III
Gruppo
parlamentare
Comunista
Circoscrizione Senatore di diritto (I), Campania (II-III)
Collegio Avellino (II) e Napoli IV (III)
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature CN, AC, IV, V
Gruppo
parlamentare
Comunista
Circoscrizione CUN (AC), Napoli (IV-V)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
Titolo di studio Laurea in agraria
Professione Pubblicista

Emilio Sereni (Roma, 13 agosto 1907Roma, 20 marzo 1977) è stato uno scrittore, partigiano, politico e storico dell'agricoltura italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia ebrea di intellettuali antifascisti, si è diplomato al Liceo Terenzio Mamiani di Roma [1]. Fratello del sionista-socialista, cofondatore del kibbutz Givat Brenner Enzo Sereni; nel 1926 si iscrisse al Partito Comunista Italiano ed un anno dopo si laureò in agronomia a Portici, iniziando poco dopo un'opera di proselitismo nel napoletano. Nel 1930 si reca a Parigi ed entra in contatto con Palmiro Togliatti. Rientrato in Italia nel settembre dello stesso anno fu arrestato e condannato dal Tribunale Speciale a vent'anni, poi ridotti a 15 per il cumulo delle pene.

Amnistiato nel 1935, espatria clandestinamente a Parigi con la moglie Xenia Silberberg, conosciuta con il nome di Marina, e la piccola figlia Lea; qui è responsabile del lavoro culturale ed è redattore capo di Stato Operaio e La voce degli italiani. Nuovamente scoperto, nel 1943 viene condannato a 18 anni per "associazione sovversiva" ma un anno dopo riesce a fuggire e si stabilisce a Milano, dove il partito gli assegna l'incarico di dirigere l'ufficio di agitazione e propaganda.

Dopo aver svolto un ruolo importante nella Resistenza come rappresentante, insieme a Luigi Longo, del Partito Comunista nel CLNAI di Milano e come componente del comitato insurrezionale costituito nell'aprile 1945, nel 1946 entra nel comitato centrale del PCI (vi resterà fino al 1975) e fu due volte ministro sotto Alcide De Gasperi: la prima come Ministro dell'assistenza postbellica; la seconda come Ministro dei lavori pubblici. Eletto senatore nel 1948 e confermato nel 1953, divenne direttore di Critica marxista e nel 1956, durante i fatti d'Ungheria, fu uno dei pochi a schierarsi apertamente con l'Unione Sovietica.

Tra le sue opere ebbero particolare successo Il capitalismo nelle campagne, Il Mezzogiorno all'opposizione, La questione agraria nella rinascita nazionale italiana e La rivoluzione italiana, ma i suoi scritti sono innumerevoli: la sua bibliografia contiene 1071 scritti ed i primi risalgono al 1930. Donò tutto questo materiale all'Istituto "Alcide Cervi" di Gattatico (RE) - di cui fu un fondatore - dove è a disposizione degli studiosi.

Straordinario poliglotta, conosceva il tedesco, l'inglese, il francese, il russo, il greco, il latino, l'ebraico, alcune lingue cuneiformi (come l'accadico, il sumero, l'ittita) e il giapponese[2].

La sua vicenda politica e familiare è narrata nel romanzo storico Il gioco dei regni, scritto dalla figlia Clara e pubblicato da Giunti nel 1993.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Musella, La scuola di agricoltura di Portici nell'esperienza di Manlio Rossi Doria e di Emilio Sereni, in: Studi Storici, Anno 30, n. 3, lug.-sett. 1989
  2. ^ Istituto "Alcide Cervi", Annali, n. 19, Bari, Edizioni Dedalo, 1997, pp. 200-201

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Napoli, Parigi, Edizioni di coltura sociale, 1938
  • La questione agraria e la rinascita nazionale italiana, Roma <sic>, Einaudi, 1946
  • Il capitalismo nelle campagne (1860-1900), Torino, Einaudi, 1947
  • Il mezzogiorno all'opposizione: dal taccuino di un ministro in congedo, Torino, Einaudi, 1948
  • Scienza, marxismo, cultura, Milano, Le edizioni sociali, 1949
  • Comunità rurali nell'Italia antica, Roma, Edizioni Rinascita, 1955
  • Vecchio e nuovo nelle campagne italiane, Roma, Editori Riuniti, 1956
  • Due linee di politica agraria, Roma, Editori riuniti, 1961
  • Storia del paesaggio agrario italiano, Bari, Laterza, 1961
  • Capitalismo e mercato nazionale in Italia, Roma, Editori riuniti, 1966
  • La rivoluzione italiana, a cura di Giuseppe Prestipino, Roma, Editori riuniti, 1978
  • Terra nuova e buoi rossi e altri saggi per una storia dell'agricoltura europea, presentazione di Renato Zangheri, Torino, Einaudi, 1981
  • Politica e utopia: lettere 1926-1943, a cura di David Bidussa e Maria Grazia Meriggi, Firenze, La nuova Italia, 2000
  • Lettere (1945-1956), a cura di Emanuele Bernardi, prefazione di Luisa Mangoni, con un saggio di Giorgio Vecchio, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2011
  • Cultura nazionale e cultura popolare: scritti e discorsi, introduzione e cura di Aurelia Camparini, Roma, Aracne, 2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Ferretti, “The making of Italian agricultural landscapes: Emilio Sereni, between geography, history and Marxism”, Journal of Historical Geography, n. 48 (2015), p. 58-67
  • Andrea Giardina, Emilio Sereni e le aporie della storia d'Italia, Bari, Dedalo, 1996
  • Emilio Sereni: ritrovare la memoria, a cura di Abdon Alinovi et al., con l'inedita tesi di laurea di Emilio Sereni: La colonizzazione agricola ebraica in Palestina, Napoli, Doppiavoce, 2010
  • Il lungo freddo, Miriam Mafai, BUR, Milano, 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro dei lavori pubblici Successore Emblem of Italy.svg
Giuseppe Romita 2 febbraio 1947 - 1º giugno 1947 Umberto Tupini
Predecessore Ministro dell'assistenza postbellica Successore Emblem of Italy.svg
Luigi Gasparotto 14 luglio 1946 - 2 febbraio 1947 Ministero soppresso
Controllo di autorità VIAF: (EN100223901 · SBN: IT\ICCU\CFIV\049216 · ISNI: (EN0000 0001 1833 7507 · BNF: (FRcb12076463b (data)