Emilio Papiniano

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Emilio Paolo Papiniano

Emilio Paolo Papiniano (latino: Aemilius Paulus Papinianus) (Siria, 177Roma, 211/213) fu un giureconsulto romano. Diede a Roma molte e savie leggi, e fu maestro dei più rinomati uomini del suo tempo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Suo compagno di scuola fu l'imperatore Settimio Severo, di cui influenzò la politica nel campo del diritto; ricoprì importanti magistrature, fra cui la prefettura del pretorio, prima dignità dopo quella del principe, e l'imperatore morendo gli raccomandò i suoi figli Caracalla e Geta.

Caracalla, avendo ucciso suo fratello Geta per regnare solo, ordinò al Papiniano di comporre un discorso onde scusare il fratricidio presso il Senato romano. Papiniano rifiutò e rispose che era cosa assai più facile commettere un parricidio che scusarlo, e che era un secondo parricidio l'accusare un innocente ucciso. Caracalla sdegnato lo fece decapitare nell'anno 213.

San Girolamo dà a Papiniano la stessa autorità nel diritto civile che ha san Paolo nel sacro.

La sua vasta produzione (trentasette libri di Quaestiones, diciannove libri di Responsa) condizionò profondamente la giurisprudenza e le legislazioni successive, anche quelle che si diedero i Germani dopo l’invasione dell’Impero.

Citato nei libri dei "Digesta" redatti dai funzionari di Giustiniano nel famoso "Corpus".

Teodosio II nel suo Codex del 438 accoglie nel I libro, titolo IV (De responsis prudentium) la cosiddetta "legge delle citazioni" (che costituiva la seconda parte dell' oratio in senatu habita da Valentiano III nel 426) attribuendo efficacia legale agli scritti di Papiniano, Paolo, Ulpiano, Modestino e Gaio e prevedendo che se la maggioranza degli autori fosse stata in disaccordo avrebbe prevalso il punto di vista di Papiniano, che non per nulla sarà ricordato da Giustiniano come "sublime, di tutti il più eccellente".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Salvatore De Lucia, Passeggiate beneventane, Benevento - 1983

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