Emilio Broglio

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Emilio Broglio
Emilio Broglio.jpg

Ministro della Pubblica Istruzione del Regno d'Italia
Durata mandato 18 novembre 1867 –
13 maggio 1869
Monarca Vittorio Emanuele II di Savoia
Capo del governo Luigi Federico Menabrea
Predecessore Gerolamo Cantelli
Successore Angelo Bargoni
Legislature X legislatura del Regno d'Italia

Ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d'Italia
Durata mandato 28 novembre 1867 –
22 ottobre 1868
Capo del governo Luigi Federico Menabrea
Predecessore Luigi Guglielmo Cambray-Digny
Successore Antonio Ciccone
Legislature X

Deputato del Regno d'Italia
Legislature VIII, IX, X, XI, XII
Sito istituzionale

Deputato del Regno di Sardegna
Legislature I, II
Sito istituzionale

Emilio Broglio (Milano, 13 febbraio 1814Roma, 21 febbraio 1892) è stato un politico italiano.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1831 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Pavia, divenendo anche alunno dell'Almo Collegio Borromeo.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Fu segretario del Governo provvisorio di Milano nel 1848 e poi deputato al Parlamento Subalpino (1848-1849).

Riparò a Torino quando gli Austriaci tornarono a Milano. Fece ritorno in Lombardia nel 1859.

Esponente della Destra storica, fu eletto deputato nel 1861, divenendo Ministro della Pubblica Istruzione (dal 27 ottobre 1867 al 13 maggio 1869) nel Governo Menabrea. Resse pure il Ministero dell'Industria e del Commercio e fu vicepresidente della Camera (1869-1870).

In qualità di Ministro della Pubblica Istruzione, è ricordato per aver istituito una commissione parlamentare la cui presidenza venne affidata ad Alessandro Manzoni che si occupò dell'annosa "questione della lingua". La commissione produsse un testo, Dell'unità della lingua e dei mezzi di diffonderla, dove si evince che l'unica lingua comune a livello nazionale poteva essere il fiorentino e che solo questa poteva assurgere a lingua della nuova Italia unita. La commissione diede inoltre l'avvio al Novo vocabolario della lingua italiana secondo l'uso di Firenze, sancendo definitivamente lo status del toscano fiorentino come "lingua italiana".

Come giornalista collaborò alla Lombardia e alla Perseveranza.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN35211535 · ISNI: (EN0000 0000 8076 9231 · GND: (DE116567384 · BNF: (FRcb103447608 (data) · BAV: ADV10145344 · CERL: cnp01079795