Emilia Luti

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Emilia Luti (Firenze, 29 giugno 1815Milano, 7 gennaio 1882) è stata una istruttrice domestica di alcune famiglie aristocratiche milanesi, tra cui quella di Alessandro Manzoni. Grazie al suo naturale possesso della lingua fiorentina ha contribuito alla revisione linguistica dei Promessi Sposi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Emilia Luti nacque a Firenze da Luigi Luti e Giovanna Feroci. Nell'autunno 1838 si trasferì a Milano assieme alla madre presso casa d'Azeglio, fortemente voluta dal marchese Massimo d'Azeglio (futuro Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno di Sardegna) come istruttrice domestica della figlia Rina. Nell'estate dell'anno successivo si recò assieme alla piccola Rina in villeggiatura presso la residenza estiva di Alessandro Manzoni a Brusuglio.

Da questo momento Emilia diventa il punto di riferimento principale dello scrittore che in quegli anni era alle prese con la revisione linguistica del suo romanzo e che aveva trovato in lei una viva fonte di quella lingua fiorentina nella quale voleva "risciacquare" i suoi Promessi Sposi[1][2]. A partire dal 17 maggio 1841 passò da casa d'Azeglio a casa Manzoni dove rimase per circa un anno, per poi passare, sempre in qualità di istruttrice, prima a casa Litta Modignani, poi a casa Bassi.

La collaborazione con Alessandro Manzoni[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1839 e il 1842 Alessandro Manzoni e Emilia furono in stretto contatto, come documentano diverse lettere. Manzoni a quel tempo stava ultimando la revisione del suo romanzo, già apparso in una prima edizione nel 1827, e necessitava di una consulenza costante per quanto riguarda gli usi linguistici fiorentini, le frasi idiomatiche, il vero linguaggio delle persone di Firenze. Questo era infatti il suo scopo, che raggiungerà pienamente con la seconda edizione del romanzo (cosiddetta Quarantana perché fu pubblicata a partire dal 1840): scrivere un romanzo che si basasse sulla lingua corrente di Firenze. Le lettere che si sono conservate testimoniano i dubbi assillanti sul corretto significato di certe espressioni da inserire nel romanzo: ne è esempio un rapido scambio in cui Manzoni chiede alla Luti quale sia il corrispettivo fiorentino della frase milanese "El vestii de la festa" e lei risponde "Il vestito delle feste" specificando che viene usato quasi sempre al plurale. Seguendo il consiglio della Luti, Manzoni nel II cap. dei Promessi Sposi scriverà: "Le donne [...] dopo essersi tristemente levate il vestito delle feste...".

Come segno di affetto e di ringraziamento per quanto Emilia e sua madre gli siano state utili, Manzoni regalerà loro una copia dei Promessi Sposi con una speciale dedica, cogliendo l'occasione per dei "veramente giusti e dovuti ringraziamenti per la bontà, con la quale non s'è mai stancata di soddisfare alle mie ripetute e indiscrete domande". Contemporaneamente alla revisione del romanzo, Emilia postillò assieme a Manzoni una copia del Vocabolario milanese-italiano di Francesco Cherubini di proprietà di Manzoni, ora conservato alla Biblioteca Braidense di Milano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In Stampa, pp. 104-105 c'è il resoconto del passaggio di Emilia Luti dalla casa di Massimo d'Azeglio, genero del Manzoni, a quella del grande scrittore. Il giovane Stefano Stampa, figliastro del Manzoni tramite il matrimonio di quest'ultimo con la nobildonna Teresa Borri, assistette al dialogo tra i due, in cui Manzoni, rivolgendosi al genero, gli disse: «Ei, ei, Massimo, vorrai bene prestarmela, eh, la tua fi[o]rentina» (p. 104). Lo Stampa continua dicendo che poi la signora Luti rimase con Manzoni fino all'edizione della Quarentana, figurando più come «dama di compagnia, piuttosto che di aia» delle figlie ancora non maritate del Manzoni.
  2. ^ Tellini, p. 179.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sioli Legnani E., "Madamigella Emilia Luti" collaboratrice del Manzoni, in Convivium 1936, pp. 481–506
  • Amoretti G., "L'oracolo di casa Manzoni": Emilia Luti e la revisione dei Promessi Sposi, in Otto-novecento 1992, pp. 5–21
  • Danzi L., "Lingua nazionale e lessicografia milanese: Manzoni e Cherubini", Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2001
  • Stefano Stampa, Alessandro Manzoni: la sua famiglia, i suoi amici, Milano, U. Hoepli, 1885, SBN IT\ICCU\LO1\0165992. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  • Stella A. e Vitale M. a cura di, Scritti linguistici inediti, Milano, Centro nazionale studi manzoniani, 2000
  • Gino Tellini, Manzoni, Roma, Salerno, 2007, ISBN 978-88-8402-572-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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