Elsa Triolet

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Elsa Triolet nel 1925

Elsa Triolet, pseudonimo di Ella Yurievna Kagan (Mosca, 11 settembre 1896Saint-Arnoult-en-Yvelines, 16 giugno 1970), è stata una scrittrice francese di origine russa, conosciuta anche come Laurent Daniel.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il cognome Triolet lo prese dal primo marito e continuò a usarlo per tutta la vita. Era nata in Russia dalla musicista Yelena Youlevna Berman e dall'avvocato Yuri Aleksandrovich Kagan, entrambi ebrei. Sua sorella era Lilja Brik, storica musa e compagna di Vladimir Majakovskij, verso la quale provava gelosia e ammirazione, senza nasconderlo né a lei né agli altri, mentre un loro amico d'infanzia era il linguista Roman Jakobson. Durante la Rivoluzione del 1905, dato che conosceva bene il francese, si mise in contatto con i comunisti europei. Nel 1918 abbandonò la Russia per sposare l'anno successivo a Parigi un ufficiale francese, André Triolet, che seguì per un anno nel suo trasferimento a Tahiti. Su questo soggiorno scrisse (in russo, adotterà il francese più tardi) la sua prima opera.

Intanto subì una depressione legata al clima e alla nostalgia per l'Europa. Lasciò il marito nel 1921 e si mise a vagare tra Parigi, Mosca, Londra e Berlino. Questi vagabondaggi le fanno ambiente e ispirazione per i libri successivi, fino al 1924 quando si installò a Montparnasse, frequentando l'ambiente surrealista e artisti come Fernand Léger e Marcel Duchamp.

Nel 1928 incontrò Louis Aragon ne La Coupole, locale frequentato da artisti per i quali diventò una sorta di musa. Negli anni trenta progettava collane e abiti d'alta moda e scriveva reportage per giornali russi. A forza di tradurre[1] nelle due lingue, nel 1938 si mise a scrivere un primo romanzo in francese, Bonsoir Thérèse. Il 28 febbraio 1939 sposò Aragon e insieme parteciparono alla Resistenza, spostandosi nel sud della Francia, verso Lione e nella Drôme. Qui aiutò a pubblicare e distribuire i giornali clandestini "La Drôme en armes" e "Les Étoiles".

Scrisse anche il romanzo Le Cheval blanc (1943) e i racconti di Le premier accroc coûte 200 francs, che vinse il Premio Goncourt. Nel 1946 assistette al Processo di Norimberga, scrivendo un reportage per "Les Lettres françaises".

Fece parte della direzione del Comitato Nazionale degli Scrittori (CNE), un gruppo legato al PCF che promuoveva la lettura e la vendita di libri negli anni cinquanta. Il ricordo della guerra e della resistenza contro i nazisti, intanto, le fornisce materia per scrivere L'Inspecteur des ruines (1948), la minaccia atomica e la guerra fredda Le Cheval roux (1953).

In questo periodo viaggiò molto con Aragon nei paesi del blocco socialista, dove viene a conoscenza dell'antisemitismo verso la sorella (sposata con Osip Maksimovič Brik e accusata, tra l'altro, di aver portato al suicidio Majakovskij), e dal lato meno privato, degli abusi del regime di Stalin. La sua critica ai sovietici si espresse in Monument (1957) e nell'essersi adoperata perché si pubblicasse in Francia Aleksandr Isaevič Solženicyn. Su come sia stata falsificata la biografia del "cognato" Majakovskij, scrisse quindi Le Grand Jamais (1965) e Écoutez-voir (1968).

Dopo la pubblicazione di La Mise en mots (1969) e ancora di Le Rossignol se tait à l'aube (1970), si spense per un attacco cardiaco mentre si trovava nel vecchio mulino di campagna acquistato con Aragon presso Saint-Arnoult-en-Yvelines, oggi visitabile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

In russo[modifica | modifica wikitesto]

  • À Tahiti (1925)
  • Fraise des bois (1926, romanzo, trad. in francese da Léon Robel)
  • Camouflage (1928)

In francese[modifica | modifica wikitesto]

  • Bonsoir Thérèse (1938, romanzo)
  • Mille regrets (1942, racconti)
  • Le Cheval blanc (1943, romanzo)
  • Qui est cet étranger qui n'est pas d'ici? ou le mythe de la Baronne Mélanie (1944), con disegni di Henri Matisse; trad. Lilli Monfregola, Il mito della Baronessa Mélanie, Roma: Robin Edizioni, 2007
  • Le premier accroc coûte 200 francs (1944, racconti); trad. Elena Giolitti, Gli amanti d'Avignone, Torino: Einaudi, 1948
  • Maiakovski: poète russe (1945, saggio)
  • Personne ne m'aime (1946, romanzo)
  • Les Fantômes armés (1947, romanzo)
  • L'Inspecteur des ruines (1948, romanzo)
  • L'écrivain et le livre ou La suite dans les idées (1948, saggi)
  • Le Cheval roux ou les Intentions humaines (1953)
  • L'Histoire d'Anton Tchekhov (1954, biografia)
  • Le Rendez-vous des étrangers (1956, romanzo)
  • Pour que Paris soit (1956), con Robert Doisneau
  • Le Monument (1957, romanzo)
  • L'âge de nylon: Roses à crédit (1959, romanzo)
  • L'âge de nylon: Luna-Park (1960)
  • Les Manigances. Journal d'une égoïste (1961)
  • L'Âme (1962)
  • Le Grand Jamais (1965)
  • La Poésie russe (1965, a cura di), con il saggio L'art de traduire
  • Écoutez-voir (1968)
  • La Mise en mots (1969)
  • Le rossignol se tait à l'aube (1970)

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Elsa Triolet, Paris: Bibliotheque nationale, 1972 (catalogo della Mostra tenuta a Parigi nel 1972)
  • Chroniques théâtrales: les lettres francaises, 1948-1951, a cura di Monique Lebre-Peytard, prefazione di Michel Apel-Muller, Paris: Gallimard, 1981 (recensioni teatrali)
  • Le temps traversé: correspondance 1920-1964 (con Louis Aragon e Jean Paulhan), a cura di Bernard Leuilliot, Paris: Gallimard, 1994 (lettere)
  • Ecrits intimes, 1912-1939, a cura di Marie-Thérèse Eychart, trad. dal russo di Lily Denis, Paris: Stock, 1998
  • Ti bacio una, due, tre volte. Lettere 1915-1919 (con Vladimir Majakovskij), a cura di Chiara Travi, prefazione di Bengt Jangfeldt, Milano: Archinto, 2000
  • Correspondance 1921-1970 (con Lilja Brik), trad. dal russo a cura di Léon Robel, Paris: Gallimard, 2000 (lettere)
  • Lilly Marcou, Elsa Triolet, les yeux et la mémoire, Paris: Plon, 1994 (biografia)
  • Huguette Bouchardeau, Elsa Triolet, Paris: Flammarion, 2001 (biografia)
  • Pierre Diax, Avec Elsa Triolet: 1945-1971, Paris: Gallimard, 2010 (testimonianza politica)

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