Elizabeth David

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Elizabeth David nel 1923

Elizabeth David (26 dicembre 191322 maggio 1992) è stata una scrittrice britannica di libri di cucina.

Considerata la più grande scrittrice di gastronomia del Novecento, durante la metà degli anni cinquanta e sessanta influenzò in modo determinante la cucina casalinga del suo paese d'origine grazie ai suoi articoli e libri sulla cucina europea.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata in una famiglia dell'alta borghesia con il nome Elizabeth Gwynne, durante gli anni trenta studiò arte a Parigi e lavorò come attrice prima di fuggire con un uomo sposato con il quale salpò su una piccola barca in Italia. Raggiunsero la Grecia, dove rischiarono di rimanere intrappolati a causa dall'Operazione Marita del 1941. Dopo essere riusciti a fuggire in Egitto, i due si separarono. David ha successivamente lavorato per il governo britannico, gestendo una biblioteca a El Cairo. Durante quel soggiorno in Africa si sposò, ma lei e suo marito si separarono poco dopo e successivamente divorziarono.

Nel 1946, la David tornò in Inghilterra, dove era in vigore il razionamento degli alimenti imposto durante la seconda guerra mondiale. Considerando scadente la qualità del cibo britannico rispetto a quello a cui si era abituata viaggiando in Francia, Grecia ed Egitto, iniziò a scrivere articoli sulla cucina mediterranea e libri come A Book of Mediterranean Food (1950), per molti una delle sue opere più importanti.[2] Le ricette di David richiedevano ingredienti come melanzane, basilico, fichi, aglio, olio d'oliva e zafferano: alimenti che erano rari in Gran Bretagna.[1][2] Seguirono altri libri sulla cucina italiana (fra cui Italian Food, 1954, dedicato all'amico Norman Douglas e con illustrazioni di Renato Guttuso),[1] francese (French Provincial Cooking, 1960) e inglese (Spices, Salt and Aromatics in the English Kitchen, 1970 e English Bread and Yeast Cookery, 1977). Negli anni anni sessanta, David esercitò una grande influenza sulla cucina britannica. Era profondamente ostile a qualsiasi alimento di bassa qualità, con ingredienti in eccesso oppure con i surrogati usati in piatti classici. Nel 1965, la scrittrice aprì un negozio che vendeva attrezzatura da cucina e che continuò a operare sotto il suo nome anche quando lei abbandonò tale attività nel 1973.[3]

La reputazione di David si basa sui suoi articoli e sui suoi libri, che sono stati ristampati numerose volte. Tra il 1950 e il 1984 pubblicò otto libri; dopo la sua morte, avvenuta nel 1992,[4] il suo esecutore letterario ne pubblicò altri quattro postumi. L'influenza di David sulla cucina britannica e internazionale si è successivamente estesa ad altri scrittori gastronomici, chef e ristoratori delle generazioni successive fra cui Terence Conran,[5] Simon Hopkinson,[6] Prue Leith,[7] Jamie Oliver,[8][9] Tom Parker Bowles,[10] Rick Stein,[11] Julia Child,[12] Richard Olney[4] e Alice Waters.[13]

Opere (elenco parziale)[modifica | modifica wikitesto]

  • A Book of Mediterranean Food, 1950
  • French Country Cooking, 1951
  • Italian Food, 1954
  • Summer Cooking, 1955
  • French Provincial Cooking, 1960
  • Spices, Salt and Aromatics in the English Kitchen, 1970
  • English Bread and Yeast Cookery, 1977
  • An Omelette and a Glass of Wine, 1984
  • Harvest of the Cold Months: The Social History of Ice and Ices, 1994
  • I'll be with You in the Squeezing of a Lemon, 1995
  • Peperonata and Other Italian Dishes, 1996
  • South Wind Through the Kitchen: The Best of Elizabeth David, 1997
  • Is There a Nutmeg in the House?, 2000
  • Elizabeth David's Christmas, 2003

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Stefano Malatesta, La pescatrice del Platani: e altri imprevisti siciliani, Neri Pozza, 2011, "La donna che fece cambiare gusti agli inglesi".
  2. ^ a b (EN) The 100 best nonfiction books: No 30 – A Book of Mediterranean Food by Elizabeth David (1950), su theguardian.com. URL consultato il 18 marzo 2019.
  3. ^ (EN) Heather Standring, Cook's Tour, in The Observer, 19 giugno 1966.
  4. ^ a b (EN) Elizabeth David Is Dead at 78; Noted British Cookbook Writer, su nytimes.com. URL consultato il 18 marzo 2019.
  5. ^ (EN) Cooking With Conran, su conranshop.co.uk. URL consultato il 18 marzo 2019.
  6. ^ (EN) Food: Sunday best, su independent.co.uk. URL consultato il 18 marzo 2019.
  7. ^ (EN) The enduring legacy of Elizabeth David, Britain's first lady of food, su theguardian.com. URL consultato il 15 marzo 2019.
  8. ^ (EN) 'You can smell the sea or touch the olive branch...', su telegraph.co.uk. URL consultato il 18 marzo 2019.
  9. ^ (EN) Classic Elizabeth David recipes, su theguardian.com. URL consultato il 18 marzo 2019.
  10. ^ (EN) A hunk of burning love: French onion soup combines pain and pleasure in one exquisite dish, su dailymail.co.uk. URL consultato il 18 marzo 2019.
  11. ^ Rick Stein, p.190.
  12. ^ (EN) Julie and Julia: cooking the book, su theguardian.com. URL consultato il 18 marzo 2019.
  13. ^ (EN) Chef and activist Alice Waters: 'Beauty is the language of care', su theguardian.com. URL consultato il 18 marzo 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Artemis Cooper, Writing at the Kitchen Table: the Authorized Biography of Elizabeth David, London, Faber & Faber, 2011, OCLC 978256990.
  • (EN) Roger Williams, Lunch with Elizabeth David, London, Abacus [distributor] Littlehampton Book Services Ltd, 2000, OCLC 852003201.
  • (EN) Lisa Chaney, Elizabeth David: a biography, London, Pan, 1999,1998, OCLC 41466817.
  • Stefano Malatesta, La pescatrice del Platani e altri imprevisti siciliani, Vicenza, Neri Pozza, 2011, OCLC 799555574.
  • (EN) Rick Stein, Under a mackerel sky: a memoir, Rearsby, Leicester, W F Howes Ltd, 2014.2013, OCLC 872711803.

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