Elisabetta di Baviera (1876-1965)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Elisabetta Wittelsbach
Duchess Elisabeth Gabrielle Valérie Marie in Bavaria (later Elisabeth, Queen of Belgium).png
Elisabetta di Wittelsbach.
Regina consorte dei Belgi
Stemma
In carica 1909-1934
Predecessore Regina Maria
Successore Regina Astrid
Nome completo Elisabeth Gabriele Valérie Marie Herzogin in Bayern
Altri titoli Duchessa in Baviera
Nascita Possenhofen, 25 luglio 1876
Morte Bruxelles, 25 novembre 1965
Luogo di sepoltura Église Notre-Dame, Laeken
Casa reale Wittelsbach
Padre Carlo Teodoro in Baviera
Madre Maria José di Braganza
Consorte di Alberto I del Belgio
Figli Leopoldo III del Belgio
Carlo Teodoro del Belgio
Maria José del Belgio

Elisabetta di Wittelsbach, in tedesco Elisabeth Gabriele Valérie Marie Herzogin in Bayern[1] (Possenhofen, 25 luglio 1876Bruxelles, 23 novembre 1965), nata duchessa in[2] Baviera[1], è stata regina dei belgi come sposa di Alberto I del Belgio dal 1909 al 1934.

Dopo la morte del marito il suo titolo divenne "Sua Maestà la Regina Elisabetta del Belgio".

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Nata il 25 luglio 1876 a Possenhofen (Baviera), Elisabetta di Wittelsbach era la seconda figlia del duca Carlo Teodoro in Baviera e dell'infanta Maria José del Portogallo, figlia del re Michele I.

La sua madrina fu sua zia, l'imperatrice Elisabetta d'Austria, la celebre Sissi. Era inoltre la nipote dell'ex regina Maria Sofia delle Due Sicilie e della duchessa d'Alençon.

I membri della casa dei Wittelsbach erano conosciuti per la loro eccentricità e il duca Carlo Teodoro, che aveva lasciato l'esercito per diventare medico - con grande disappunto del suo entourage - non finiva di ripetere: «abbiamo tutti una pecora nera in famiglia».

La duchessa Maria José, donna caritatevole dalla pietà solidale, non esitò a servire come infermiera a suo marito in una clinica oftalmica che egli aprì a sue spese e dove curava i più bisognosi.

La duchessa Elisabetta fece i suoi studi al pensionato Saint-Joseph a Zandberg, dove parlava il tedesco, il francese e l'inglese, e apprese a suonare il piano e il violino.

Aveva dieci anni quando il re Luigi II di Baviera cadde, messo agli arresti domiciliari e ritrovato morto qualche giorno dopo nel lago di Starnberg. Suo fratello e successore, il re Ottone di Baviera, fu anch'egli internato dalla sua adolescenza e il loro zio Luitpoldo di Baviera assunse la reggenza.

Suo nonno, l'originalissimo duca Massimiliano in Baviera morì nel 1888, seguito dopo poco dalla moglie, la figlia del re Massimiliano I di Baviera e di Carolina di Baden, Ludovica di Baviera, nel 1892.

Nel 1897, sua zia, la duchessa d'Alençon, morì tragicamente a Parigi nell'incendio del bazar della Carità e l'anno seguente la sua madrina, l'imperatrice d'Austria, Elisabetta di Baviera (detta Sissi), fu assassinata a Ginevra.

Per la giovane Elisabetta, un'altra vita, meno tragica cominciò.

Principessa del Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Gli sposi Alberto di Fiandra ed Elisabetta in Baviera.

Dopo i funerali di sua zia Sofia, duchessa di Alençon, vittima dell'incendio del bazar della Carità nel 1897, Elisabetta incontrò il principe Alberto del Belgio.

Secondo figlio e più giovane figlio del conte e della contessa di Fiandre, il principe Alberto aveva 22 anni. Era il nipote del re Leopoldo II del Belgio. La morte del fratello maggiore fece di lui, a 15 anni, l'erede della corona, secondo dopo suo padre. Aveva inoltre due sorelle : Giuseppina, che sposò nel 1894 il principe Carlo di Hohenzollern ed Enrichetta, che aveva sposato nel 1896 il duca di Vendôme, figlio della duchessa d'Alençon, morta tragicamente.

Il giovane principe, cognato del figlio della defunta, rappresentò suo zio, il re dei Belgi, ai funerali della duchessa defunta a Parigi nella chiesa di Saint-Philippe-du-Roule. Questo tragico momento avvicinò i due giovani ragazzi.

Qualche mese dopo, nel corso di una passeggiata, molto pudicamente, lui le chiese : «Credete di sopportare l'aria del Belgio?».

Il matrimonio fu celebrato il 2 ottobre 1900 a Monaco :

La coppia ebbe tre figli :

Regina dei belgi[modifica | modifica wikitesto]

La regina Elisabetta del Belgio.

In seguito alla morte del re Leopoldo II nel 1909, suo nipote Alberto salì sul trono del Belgio.

La regina, a sinistra, vicino a Eugène Ysaÿe, nel 1916.

Dal 1909 al 1934, la regina Elisabetta gli portò il suo sostegno e il suo aiuto nello svolgimento dei suoi compiti di Capo dello Stato. Il suo stile era differente dalle prime due regine (Luisa Maria e Maria Enrichetta), che avevano un ruolo pubblico limitato.

La regina Elisabetta si occupava d'opere di beneficenza e di lotta contro le malattie. S'interessava alla vita musicale, artistica ed intellettuale del paese. Il pittore Eugène Laerman, il poeta Émile Verhaeren, il violinista Eugène Ysaÿe divennero familiari della Corte, ed Elisabetta fondò il Quartetto della Regina guidato dal violinista di Liegi Henri Koch.

Praticava la fotografia prima del suo matrimonio. Regina dei Belgi, scatterà numerose fotografie dei sui viaggi (Cina, Congo belga, Egitto, Stati Uniti, India, Polonia....). Aveva ugualmente fissato i tratti dei membri della sua famiglia e dei suoi amici scienziati ed artisti (Émile Claus, Émile Verhaeren), soprattutto dopo il suo soggiorno a La Panne durante la Prima guerra mondiale.

"La Regina infermiera"[modifica | modifica wikitesto]

La regina Elisabetta.

Il re Alberto I e la regina Elisabetta - d'origine bavarese, quindi tedesca - entrarono nella leggenda durante la Prima Guerra mondiale quando rifiutarono di lasciare il Belgio - paese neutrale - invaso illegalmente dai tedeschi e si rifugiarono nelle Fiandre a La Panne durante i quattro anni, mentre l'esercito belgo continuava la guerra dietro le trincee dell'Yser.

Per cinismo, stupidità o crudeltà, l'imperatore Guglielmo II inviò i membri della famiglia bavarese della regina nelle truppe tedesche che combattevano contro le truppe belghe.

Alberto fu soprannominato il "Re Cavaliere" ed Elisabetta la "Regina infermiera". I loro figli proseguirono i loro studi in Gran Bretagna e in Italia.

La regina Elisabetta apportò regolarmente sostegno ai soldati e ai feriti e fondò l'Orchestra sinfonica dell'esercito della campagna, ma, contrariamente, scriveva la letteratura agiografica dell'epoca e non lavorò tutti i giorni come infermiera nell'ospedale Oceano di La Panne.

La regina giocò inoltre un ruolo politico: con il pretesto di andare a vedere i suoi figli, trasmise dei messaggi segreti del suo sposo alle autorità britanniche.

Dopo l'armistizio del 1918, la coppia reale conoscerà una grande popolarità e la riconoscenza degli Stati alleati.

Tra le due guerre[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra, la regina moltiplicò sola o con suo marito i viaggi ufficiali e privati attorno al mondo.

Dal 23 settembre al 13 novembre 1919, con suo marito e il principe ereditario Leopoldo, andarono in visita ufficiale negli Stati Uniti.

Viaggio in Egitto, nel 1930.

Dopo una visita nel pueblo indiano d'Isleta in New Mesico, il re decorò dell'ordine di Leopoldo padre Anton Docher[3] che offrì in cambio una croce d'argento e turchese fatta dagli indiani Tiwas[4]. Circa 10.000 persone hanno preso parte a queste cerimonie.

Il re e la regina in visita a Isleta (New Messico), nel 1919.

Appassionata d'antico Egitto, assisté il 13 febbraio 1923 all'apertura della tomba di Tutankhamon e sostenne la creazione della Fondazione egiptologa Regina Elisabetta, che esiste ancora ai nostri giorni.

Lei fu anche all'origine della Fondazione medica Regina Elisabetta e del fondo Regina Elisabetta per l'assistenza medica agli indigeni del Congo belga. La regina convocò ai responsabili politici per far costruire il palazzo delle Belle arti di Bruxelles, opera dell'architetto Victor Horta e inaugurato nel 1928.

"La regina madre"[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 febbraio 1934, dopo un pomeriggio d'arrampicate a Marche-les-Dames, re Alberto cadde mortalmente. Elisabetta non era più la prima dama del Belgio e si ritirò lasciando il posto a sua nuora, che divenne la popolarissima regina Astrid.

Ma l'anno seguente, nel corso di un viaggio in Svizzera, la giovane coppia reale fu vittima di un incidente automobilistico nel corso del quale la giovane regina perse la vita (agosto 1935). La regina madre ritornò e riprese tutte le sue attività.

Si occupò dei piccoli nipotini orfani (Giuseppina Carlotta, Baldovino e Alberto), dato che non aveva potuto trascorrere molto tempo con i propri figli.

Alla fine degli anni '30, sostenne la creazione dell'Orchestra nazionale del Belgio, del Concorso musicale internazionale Eugène Ysaÿe (ribattezzato più tardi col nome della sovrana), della nuova Biblioteca reale Alberto I, sul Monte delle Arti, e della Cappella musicale Regina Elisabetta, costruita vicino Argenteuil su un terreno offerto dal barone Paul de Launoit.

La famiglia reale del Belgio ricevuta da papa Pio XI, verso il 1926.

Durante la Seconda Guerra mondiale, restò vicino al figlio Leopoldo III al castello di Laeken. Era sorvegliata dall'esercito tedesco, ma poteva circolare liberamente in Belgio e all'estero. Chiamò Lilian Baels per distrarre suo figlio, il re Leopoldo III, depresso dalla capitolazazione. La coppia si sposò nel 1941. Si è spesso scritto che la regina Elisabetta aveva salvato dei prigionieri politici e degli ebrei dalla deportazione[5] ma le stesse fonti si contraddicono e non permettono d'affermare con certezza ciò.

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Questione reale dal 1945 al 1950, difese l'atteggiamento del figlio re Leopoldo III, ma non pubblicamente, per non danneggiare l'azione del figlio minore il principe Carlo, conte delle Fiandre e reggente del Belgio, con cui aveva rapporti difficili. Nel 1951, Leopoldo III abdicò in favore di Baldovino ed Elisabetta s'installò nel Castello di Stuyvenberg.

La regina Elisabetta è conosciuta per il suo amore della cultura. Musicista e scultrice durante il suo tempo libero, la regina Elisabetta era amica di numerosi scrittori e artisti: Émile Verhaeren, Maurice Maeterlinck, Colette, Eugène Ysaÿe, Yehudi Menuhin, André Gide, Jean Cocteau, Pablo Casals, etc. Venne eletta nel 1964 all'Accademia francese delle belle arti.

Ebbe sempre simpatia per i regimi di sinistra, intraprese alla fine della sua vita viaggi ufficiali nei paesi comunisti (Polonia, Unione sovietica, Yugoslavia e in Cina), che le valsero il soprannome di "Regina rossa" e la rabbia del governo belga. Sosteneva differenti iniziative in favore della pace durante la guerra fredda tra l'Ovest e l'Est.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Duchessa Elisabetta in Baviera Padre:
Carlo Teodoro in Baviera
Nonno paterno:
Massimiliano Giuseppe in Baviera
Bisnonno paterno:
Pio Augusto in Baviera
Trisnonno paterno:
Guglielmo in Baviera
Trisnonna paterna:
Maria Anna di Zweibrücken-Birkenfeld
Bisnonna paterna:
Amalia Luisa di Arenberg
Trisnonno paterno:
Louis-Marie, Duca di Arenberg
Trisnonna paterna:
Marie Adélaïde Julie de Mailly
Nonna paterna:
Ludovica di Baviera
Bisnonno paterno:
Massimiliano I Giuseppe di Baviera
Trisnonno paterno:
Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld
Trisnonna paterna:
Maria Francesca del Palatinato-Sulzbach
Bisnonna paterna:
Carolina di Baden
Trisnonno paterno:
Carlo Luigi di Baden
Trisnonna paterna:
Amelia Frederica di Assia-Darmstadt
Madre:
Infanta Maria José di Portogallo
Nonno materno:
Michele I del Portogallo
Bisnonno materno:
Giovanni VI del Portogallo
Trisnonno materno:
Pietro III del Portogallo
Trisnonna materna:
Maria I del Portogallo
Bisnonna materna:
Carlotta Gioacchina di Spagna
Trisnonno materno:
Carlo IV di Spagna
Trisnonna materna:
Maria Luisa di Parma
Nonna materna:
Adelaide di Löwenstein-Wertheim-Rosenberg
Bisnonno materno:
Costantino, Principe Ereditario di Löwenstein-Wertheim-Rosenberg
Trisnonno materno:
Carlo Tommaso di Löwenstein-Wertheim-Rosenberg
Trisnonna materna:
Sofia di Windisch-Grätz
Bisnonna materna:
Agnese di Hohenlohe-Langenburg
Trisnonno materno:
Carlo Ludovico I di Hohenlohe-Langenburg
Trisnonna materna:
Amalia Enrichetta di Solms-Baruth
Stemma di Elisabetta, regina dei Belgi
Alliance Coat of Arms of King Albert I and Queen Elisabeth.svg

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze belghe[modifica | modifica wikitesto]

Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia)
Rosa d'oro (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'oro (Santa Sede)
— 1926
Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa (Spagna)
— [6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Darryl Lundy, Genealogia della duchessa Elisabetta di Wittelsbach, thePeerage.com, 10 maggio 2003. URL consultato il 5 ottobre 2009.
  2. ^ I Duchi in Baviera discendevano da un ramo cadetto della famiglia Wittelsbach.
  3. ^ (EN) Keleher and Chant, The Padre of Isleta, Sunstone Press, 2009, p. 94.
  4. ^ (EN) W.A.Keleher, The Indian sentinel, 1920, vol. 2. p. 23-24
  5. ^ Élisabetta in Baviera - s'attivò per salvare le vite degli ebrei durante l'Olocausto, sul sito Yad Vashem
  6. ^ Geneall

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria José di Savoia, Giovinezza di una regina, 1991, Le Scie, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, ISBN 88-04-35108-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Regina consorte dei Belgi Successore Flag of Belgium.svg
Maria 1909 - 1934 Astrid
Controllo di autorità VIAF: (EN11310688 · LCCN: (ENn85380541 · ISNI: (EN0000 0001 1873 0050 · GND: (DE120107112 · BNF: (FRcb120053354 (data)