Elio Tinti

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Elio Tinti
vescovo della Chiesa cattolica
Coat of arms of Elio Tinti.svg
Omnia in Christo
 
TitoloCarpi
Incarichi attualiVescovo emerito di Carpi (dal 2011)
Incarichi ricopertiVescovo di Carpi (2000-2011)
 
Nato14 agosto 1936 (83 anni) a Bologna
Ordinato presbitero25 luglio 1960 dal cardinale Giacomo Lercaro
Nominato vescovo17 giugno 2000 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo26 agosto 2000 dal cardinale Giacomo Biffi
 

Elio Tinti (Bologna, 14 agosto 1936) è un vescovo cattolico italiano, dal 14 novembre 2011 vescovo emerito di Carpi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Bologna, città capoluogo di provincia e sede arcivescovile, il 14 agosto 1936.

Formazione e ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Frequenta le scuole medie ed il ginnasio presso il seminario arcivescovile di Bologna, mentre compie gli studi liceali e teologici nel seminario regionale della stessa città.

Il 25 luglio 1960 è ordinato presbitero, nella basilica di San Petronio a Bologna[1], dal cardinale Giacomo Lercaro.

Dopo l'ordinazione è cappellano a Castel San Pietro Terme e a Lizzano in Belvedere, fino al 1964, in seguito ricopre l'incarico di vicario sostituto a Pianaccio e Monteacuto delle Alpi.

Nel 1962 si laurea in diritto canonico, mentre nel 1965 ottiene il dottorato presso la Pontificia Università Lateranense.

Dal 1970 al 1977 è assistente diocesano dell'Azione Cattolica; dal 1976 è parroco della parrocchia di San Cristoforo a Bologna. Dal 1982 al 1984 è vicario episcopale del vicariato Bologna nord[2].

Presso il tribunale diocesano ricopre i ruoli di vicario giudiziale, dal 1986 al 1992 e di giudice, dal 1992 al 2000. Nel 1984 è nominato rettore del Pontificio seminario regionale «Benedetto XV» di Bologna, incarico svolto fino al 2000. Al momento della nomina episcopale risulta essere prelato d'onore di Sua Santità e canonico arciprete del capitolo della cattedrale di San Pietro[2].

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 giugno 2000 papa Giovanni Paolo II lo nomina 17º vescovo di Carpi[3]; succede a Bassano Staffieri, precedentemente nominato vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato. Il 26 agosto successivo riceve l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di San Pietro a Bologna[4], dal cardinale Giacomo Biffi, coconsacranti l'arcivescovo Benito Cocchi ed il vescovo Paolo Rabitti (poi arcivescovo). Il 24 settembre prende possesso della diocesi.

Durante il suo episcopato cura la riorganizzazione degli uffici di Curia e imposta la suddivisione del territorio diocesano in 8 zone pastorali. Si interessa dell'arrivo di diverse congregazioni religiose sia maschili che femminili, promuove interventi di manutenzione e restauro a chiese, canoniche ed edifici ecclesiali. Tra il 2002 e il 2004 compie le visite pastorali alle parrocchie, mentre nel 2005 si svolge la missione popolare. Sotto il suo governo, nel 2008, viene aperto il Museo diocesano di Carpi, nei locali della chiesa di Sant'Ignazio, attigua al seminario vescovile.

Promuove e approva altresì la proposizione di diverse cause di beatificazione: Camilla Pio di Savoia, Marianna Saltini, Odoardo Focherini e agisce in collaborazione con altri presuli per quelle che riguardano Albertina Violi Zirondoli (Fiesole) e don Zeno Saltini (Grosseto).

Il 28 novembre 2010, nella cattedrale di Carpi, conferisce l'ordinazione episcopale a Douglas Regattieri, fino ad allora vicario generale della diocesi e nominato vescovo di Cesena-Sarsina.

Il 27 luglio 2011 è insignito della cittadinanza onoraria di Mirandola.

Il 14 novembre 2011 papa Benedetto XVI accoglie la sua rinuncia al governo pastorale della diocesi di Carpi, presentata per raggiunti limiti di età[5]; gli succede Francesco Cavina, del clero della diocesi di Imola, fino ad allora officiale presso la Segreteria di Stato. Rimane amministratore apostolico della diocesi fino all'ingresso del successore, avvenuto il 5 febbraio 2012.

Risiede ora nella Casa del clero "Ospizio San Vincenzo de' Paoli" a Bologna.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Auguri al Vescovo emerito Elio Tinti, su diocesicarpi.it, 25 luglio 2016. URL consultato il 26 agosto 2019.
  2. ^ a b Il bolognese Elio Tinti è vescovo di Carpi, in La Repubblica, 18 giugno 2000. URL consultato il 26 agosto 2019.
  3. ^ Nomina del Vescovo di Carpi (Italia), su press.vatican.va, 17 giugno 2000. URL consultato il 26 agosto 2019.
  4. ^ 19º anniversario dell'ordinazione episcopale del Vescovo Emerito Elio Tinti, su diocesicarpi.it, 26 agosto 2019. URL consultato il 26 agosto 2019.
  5. ^ Rinuncia del Vescovo di Carpi (Italia) e nomina del successore, su press.vatican.va, 14 novembre 2011. URL consultato il 26 agosto 2019.

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