Elio Ciol

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Elio Ciol (Casarsa della Delizia, 3 marzo 1929) è un fotografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Elio Ciol è nato nel 1929 in Friuli a Casarsa della Delizia, dove vive e lavora. Inizia giovanissimo a lavorare nel laboratorio fotografico del padre dove acquisisce esperienza tecnica. All’età di 15 anni Ciol lascia la scuola e si dedica, come autodidatta, alla fotografia, attività che lo impegna appieno tuttora.

Nel 1948 Elio Ciol vince il primo premio in un concorso fotografico di Udine. Dal 1955 al 1960 è attivo nel circolo fotografico “La Gondola” di Venezia. Molti i premi e i riconoscimenti ricevuti nella sua lunga attività. Nel dicembre 2001 il New York Times gli ha dedicato uno spazio nella sezione Arts and Leisure. Collabora con importanti case editrici. Ha contribuito alla realizzazione di oltre duecento volumi. Da sessant'anni Elio Ciol scrive con la luce, tracciando un lungo e affascinante itinerario fotografico. È autore di numerosi libri fotografici che sono stati tradotti in più lingue.

Gli esordi della sua carriera creativa coincidono con la fioritura in Italia del Neorealismo, movimento che si sviluppò intorno a un circolo di critici cinematografici che ruotavano attorno alla rivista “Cinema”, fra cui Michelangelo Antonioni, Luchino Visconti, Giuseppe De Santis. Lungi dal trattare temi politici, i critici attaccavano i film ascrivibili al genere dei telefoni bianchi, che al tempo dominavano l'industria cinematografica italiana. I nuovi autori erano attratti dal racconto di situazioni aderenti alla nuova realtà italiana del dopoguerra.

Come nelle pellicole dei maestri nel Neorealismo, i primi lavori di Elio Ciol, realizzati tra il 1950 e il 1960, rappresentano una serie di ritratti e situazioni che cercano il più possibile di raffigurare la vita di tutti i giorni e i volti delle persone comuni.

Un posto speciale in questa mostra è occupato dalla serie delle fotografie di scena da lui scattate durante le risprese del film “Gli ultimi”, del 1963, affresco della vita dei contadini del Friuli negli anni 1930. Questa possente opera cinematografica, ideata dal filosofo, poeta e uomo di chiesa Padre David Maria Turoldo, e diretta da Vito Pandolfi, è un inno all’umanità ed alla dignità. Pasolini ne parlò in termini di “assoluta severità estetica”, Ungaretti di “schietta e alta poesia” e Zavattini, pur non condividendo il finale, ne ammira “la scarna verità delle immagini”. Primo esempio di cinema professionale in Friuli, il film non ha fortuna. Turoldo deve lottare contro i pregiudizi: la scarna realtà rappresentata suscita in chi è già proiettato in una fuga ottimistica e consumistica da miracolo economico un profondo disagio ed un senso di rifiuto verso qualcosa che appare vecchio e superato.

Gli scatti di Elio Ciol non solo fanno rinascere l’interesse per questo capolavoro del cinema neorealista, ingiustamente dimenticato negli anni Sessanta e ritornato alla luce nel 2002, ma uniscono in un unico spazio artistico la storia antica e contemporanea del Friuli.

Elio Ciol è un poeta che canta la bellezza dell’Italia. I paesaggi grafici in bianco e nero, scattati dall’alto, sono diventati il suo biglietto da visita. Nel 1997 è stato insignito di un premio del World Press Photo. Nell’ambito della mostra moscovita sono esposte fotografie di Assisi, Venezia, Roma, Amalfi e di altre località italiane. Nei suoi lavori è evidente la straordinaria capacità di lavorare con la luce e la padronanza nell’uso della tecnica fotografica, tanto da sembrare delle incisioni realizzate a mano o a delle litografie. In taluni casi, laddove lo ritiene necessario, Ciol interviene sulla fotografia avvalendosi di tecniche manuali, allo scopo esclusivo di sottolineare dei dettagli e incarnare l’idea primigenia.

Tra le attività di Ciol un posto centrale à occupato dalla creazione di un archivio fotografico di opere d’arte italiana. La mostra moscovita sarà presentata la nuova serie che il maestro ha dedicato al sito archeologico di Aquiliea, l’antica città castrum fondata dai romani nel 181 a.C. e che attualmente è patrimonio culturale dell’UNESCO. Nella mostra saranno esposte le fotografie in bianco e nero degli affreschi e i mosaici della Basilica di Aquiliea, dedicata alla Vergine e ai santi Ermacora e Fortunato, al Foro Romano, al porto fluviale e al campanile della basilica stessa.

Le fotografie di Elio Ciol si trovano nella collezione del Metropolitan di New York, del Victoria and Albert Museum di Londra, del Museo internazionale della fotografia di Rodchester, dell’Arts Institute di Chicago.

Collaborazioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

Principali riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Kraszna Krausz, primo classificato, Londra, 1992, per il fotolibro Assisi, a pari merito con Sebastio Salgado, Paul Strand e Irving Penn[1].
  • Premio Speciale Friuli Venezia Giulia Fotografia, Spilimbergo, 1995[1].
  • Premio Kraszna Krausz, primo classificato, Londra, 1996, per il fotolibro Venezia, a pari merito con Robert Doisneau, Eric Hartmann e Naomi Rosemblum[1].
  • Premio World Press Photo of the Year, sezione Natura e Ambiente, terzo classificato, Amsterdam, 1997[1].
  • Premio Foto Padova 2003 per il miglior fotolibro Ascoltare la luce[1].

Esposizioni permanenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitan Museum of Art, New York; International Museum of Photography, Rochester - New York; Centre for Creative Photography, Tucson - Arizona; Humanities Research Centre, University of Texas - Austin; The Art Museum, Princeton University - New Jersey; Centre Canadian d'Architecture, Montreal, Canada; The Art Institute of Chicago, Chicago; The University College of Wales, Aberystwyth; Victoria & Albert Museum, Londra; Musèe de la Photographie, Charleroi; Civici Musei e Gallerie di Storia ed Arte, Udine; Galleria d'Arte Contemporanea Pro Civitate Christiana, Assisi; Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo, Udine; Studio Elio Ciol, Casarsa della Delizia; Biblioteca Civica, Casarsa della Delizia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e BIOGRAPHY, su eliociol.it.
Controllo di autoritàVIAF (EN93230444 · ISNI (EN0000 0001 2143 7701 · SBN IT\ICCU\CFIV\015666 · LCCN (ENn79055042 · GND (DE11910301X · BNF (FRcb12260952r (data) · ULAN (EN500036900 · NDL (ENJA00464594 · WorldCat Identities (ENn79-055042