Eligio Nicolini

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Eligio Nicolini
Eligio nicolini cremonese 9293.png
Nicolini alla Cremonese nel 1992-1993
Nazionalità Italia Italia
Altezza 168[1] cm
Peso 64[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex Centrocampista)
Ritirato 2002 - giocatore
Carriera
Giovanili
19??-1977 Omegna
Squadre di club1
1977-1980 Omegna 64 (9)
1980 Lanerossi Vicenza 1 (0)
1980-1981 Ternana 23 (1)
1981-1987 Lanerossi Vicenza 197 (29)
1987-1992 Atalanta 143 (18)
1992-1995 Cremonese 102 (6)
1995-1996 Reggina 22 (0)
1996-1997 Cremapergo 28 (0)
1997-1999 Omegna ? (?)
1999-2002 Grumellese ? (?)
Carriera da allenatore
2008-2009 Arancione e Blu.svg Mario Zanconti
2009-2011 Giallo e Rosso.svg Aurora Trescore Giovanili
2011 Giallo e Rosso.svg Aurora Trescore
2011-2012 Giallo e Rosso.svg Aurora Trescore Giovanili
2012-2013 Orobica
2013-2014 non conosciuta Azzano
2015-2016 non conosciuta Forza e costanza
2017 non conosciuta Pol. Endine Gaiano
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 29 Luglio 2017

Eligio Nicolini (Omegna, 19 gennaio 1961) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Esordì giovanissimo nella squadra della sua città, l'Omegna, retrocedendo dalla Serie C del 1977-1978 alla Serie C2 e poi alla Serie D. Venne chiamato dal L.R. Vicenza nel 1980. Dopo la partita di esordio fra i cadetti, passò in prestito a ottobre alla Ternana in Serie C1 per rientrare a giugno a Vicenza.

Nicolini esultante all'Atalanta nel 1987-1988

Titolare dopo la retrocessione dei biancorossi in Serie C1, fu per sei stagioni titolare del centrocampo berico. Conquistò la promozione in Serie B nel 1985 e quella in Serie A l'anno seguente, ma la CAF annullò tale promozione. Il L.R. Vicenza tornò a giocare in Serie B e venne retrocesso, per cui Nicolini passò a titolo definitivo all'Atalanta.

A Bergamo conquistò la massima serie, dove esordì il 9 ottobre 1988 contro il Napoli di Diego Armando Maradona. Dopo cinque stagioni in nerazzurro, durante le quali disputò anche alcune partite di Coppa UEFA, passò nel 1992 alla Cremonese con cui guadagnò l'ennesima promozione, giocando poi altre due stagioni in massima serie. Passato alla Reggina fra i cadetti nel 1995, l'anno seguente andò in Serie C2 al Cremapergo dove ancora fu titolare.

Tornò poi a giocare all'Omegna in Eccellenza per un paio di stagioni e chiuse la carriera in Eccellenza Lombardia giocando nel Grumellese fino al 2002, quando lasciò ormai quarantunenne.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver allenato diverse società dilettantistiche bergamasche, nel 2012 viene ingaggiato dall'Anima e Corpo Orobica, squadra che disputa il campionato femminile di Serie A2[2]. L'anno successivo ha allenato l'Azzano, squadra di Terza Categoria, e dal maggio del 2014 è il responsabile del settore giovanile della Fiorente Grassobbio Azzano, società nata dalla fusione di Azzano e Fiorente Grassobbio[3].

Nel 2017 diventa allenatore della Polisportiva Comunale di Endine Gaiano in provincia di Bergamo, ripartendo così dalla Terza categoria, con l'ambizioso progetto di diventare un punto di riferimento per il calcio dilettantistico della Valle.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

L.R. Vicenza: 1981-1982

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Cremonese: 1992-1993

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 7 (1990-1991), Panini, 18 giugno 2012, p. 29.
  2. ^ L'Orobica ingaggia Eligio Nicolini[collegamento interrotto] www.calciodonne.it
  3. ^ [1] Bergamoesport.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elio Corbani, Pietro Serina, Cent'anni di Atalanta - Vol 2, Bergamo, Sesaab, 2007, ISBN 978-88-903088-0-2.
  • Pietro Serina e Gigi Di Cio, Tutto il calcio bergamasco, Bergamo, varie edizioni dal 1999 a oggi.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]