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Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1936

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Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1936
StatoStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
Data3 novembre
Collegio elettorale531 elettori
Affluenza61,0% (Aumento 4,2%)
FDR in 1933 (cropped).jpg
LandonPortr (cropped).jpg
Candidati Franklin D. Roosevelt Alf Landon
Partiti Democratico Repubblicano
Voti 27 752 648
60,8%
16 681 862
36,5%
Elettori
523 / 531
8 / 531
Elettori per stato federato
Presidente uscente
Franklin D. Roosevelt (Partito Democratico)

Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1936 si svolsero il 3 novembre. La sfida oppose il candidato repubblicano Alfred Mossman Landon e il presidente democratico uscente Franklin Delano Roosevelt.

Prima del suo assassinio il 10 settembre del 1935, Huey Long, popolare e controverso senatore della Louisiana, affermò l'intenzione di candidarsi alle elezioni per la presidenza col celebre sacerdote cattolico e conduttore radiofonico Padre Couglin in qualità di vicepresidente. Ma a causa della prematura scomparsa di Long, il presidente Roosevelt dovette affrontare così un solo avversario alle primarie, Henry Skillman Breckinridge, avvocato newyorkese e schermidore professionista fortemente contrario al New Deal, il quale presentò la propria candidatura per sfidare Roosevelt in quattro primarie. La sfida di Breckinridge alla popolarità del New Deal tra i Democratici fallì miseramente. Nel New Jersey, il presidente Roosevelt non presentò la domanda per il voto di preferenza e perse le primarie contro Breckinridge, nonostante avesse ottenuto il 19% dei voti tramite scrutini. I candidati di Roosevelt per i delegati vinsero con ampio vantaggio la corsa nel New Jersey e in diversi altri stati. In altre primarie, il miglior risultato di Breckinridge fu il 15% nel Maryland. Complessivamente, Roosevelt ottenne il 93% dei voti alle primarie, rispetto al 2,5% complessivo di Breckinridge, il quale dopo la sconfitta passò ai repubblicani appoggiando il candidato Alf Landon contro Roosevelt alle elezioni definitive.

La Convention del Partito Democratico si tenne a Filadelfia tra il 23 e il 27 luglio. I delegati rinominarono all'unanimità i presidenti in carica, il presidente Roosevelt e il vicepresidente John Nance Garner. Su richiesta di Roosevelt, la regola dei due terzi, che di fatto conferiva al Sud un potere di veto, fu abrogata.

Rexford Tugwell, consigliere di Roosevelt, dopo le elezioni scriverà che Roosevelt gli confidò di ritenere l'assassinio di Huey Long "un fatto provvidenziale" per l'elezione alla presidenza[1].

Padte Charles Coughlin, dopo l'assassinio di Huey Long si alleò con Francis Townsend, medico e attivista politico fautore di un progetto pensionistico rivoluzionario chiamato "Townsend Plan", e con il Reverendo Gerald L. K. Smith, i quali costrinsero William Lemke (senatore repubblicano del Nord Dakota) di candidarsi con un terzo partito creato per l'occasione denominato "Union Party", il quale scelse come vicepresidente Thomas C. O'Brien, avvocato di Boston e suo collega di lunga data. Lemke però si rivelò un candidato di minor carisma rispetto a quello esorbitante di Long, e anche O'Brien non riuscì a rivaleggiare con la fama e la grande influenza mediatica di Padre Coughlin. Lo Union Party ottenne scarsissimo successo alle elezioni guadagnando appena il due percento dei voti e sciogliendosi l'anno successivo.

Il Partito Socialista candidò Norman Thomas già in corsa nel 1928 con vicepresidente George A. Nelson, contadino del Wisconsin esperto di problemi di coltivazione.

Il Partito Comunista Americano (CPUSA) nominò Earl Browder con vicepresidente il suo candidato del 1932 James W. Ford, ricordato per essere il primo candidato afroamericano alla presidenza degli Stati Uniti d'America.

William Dudley Pelley, attivista fascista e pro-nazista, leader col titolo di Chief (scelto come equivalente di "Duce" americano) del partito delle Camicie d'Argento d'America (anche noto come Legione d'Argento) si candidò alle elezioni col nome di Christian Party con Willard W. Kemp Jr., "comandante della Legione d'Argento della California del Sud", come vicepresidente, ma nel corso della campagna elettorale gli venne ristretta la possibilità di voto al solo stato di Washington. Il partito ricevette solo 1600 voti. Successivamente Pelley verrà accusato di sedizione e cospirazione e condannato a 15 anni di carcere.

Previsioni e analisi

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Le elezioni del 1936 furono caratterizzate da un evento centrale nella storia della statistica e dei sondaggi. La rivista Literary Digest, che aveva puntualmente previsto i risultati delle quattro elezioni presidenziali precedenti, condusse un sondaggio elettorale reclutando un campione di dieci milioni di cittadini dalle liste del registro automobilistico e dell'elenco telefonico. Solo 2,3 milioni di persone parteciparono all'indagine. Secondo il Digest, le elezioni sarebbero state con certezza vinte da Landon.

Contemporaneamente, lo statistico George Gallup predisse invece la vittoria di Roosevelt utilizzando un campione molto più ristretto (50.000 persone). Non solo, ma con un esiguo sottoinsieme delle persone incluse nella lista del 'Digest' (3.000) Gallup replicò i risultati ottenuti dalla rivista.

Le elezioni furono vinte da Roosevelt. Literary Digest chiuse i battenti dopo due anni. La lezione di Gallup fu fondamentale negli anni a venire, dimostrando la scarsa importanza della dimensione del campione statistico rispetto alla sua composizione, che dev'essere necessariamente casuale e probabilistica. Servendosi infatti degli elenchi del telefono e del registro automobilistico, il Digest aveva finito per intervistare troppi repubblicani (mediamente più ricchi e più facilmente in possesso di un'utenza telefonica o di una automobile) e di conseguenza aveva sottostimato l'elettorato democratico. Dalle elezioni successive, la tecnica di campionamento utilizzata dai sondaggisti fu quella per quote.[2][3]

Candidati Partiti Voti % Delegati
PresidenteVicepresidente
27 752 648 60,80 523
16 681 862 36,54 8
Union Party
892 378 1,95
187 910 0,41
James W Ford (NY)
79 315 0,17
Totale 45 647 699 100 531

Nella cultura di massa

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Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 1936 sono lo scenario di partenza del romanzo fantapolitico distopico Qui non è possibile (It Can't Happen Here) di Sinclair Lewis, scritto e pubblicato nel 1935. Nel romanzo si immagina un popolare senatore e ricco magnate, Buzz Windrip, candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti nelle elezioni dell'anno successivo con un programma fortemente populista e diventare presidente trasformando gradualmente gli Stati Uniti in un governo totalitario militarizzato e semi-fascista. I recensori dell'epoca e i critici letterari successivi hanno sottolineato che la caratterizzazione di Windrip sia basata su Huey Long, assassinato il 10 settembre 1935, poche settimane prima della pubblicazione del romanzo, mentre si apprestava a correre alle elezioni per la presidenza dell'anno successivo. Inoltre nel romanzo, il personaggio di Windrip afferma esplicitamente di essere influenzato dalle idee del leader filo-fascista William Dudley Pelley, anch'egli poi candidatosi nella realtà alle stesse elezioni.

  1. William E. Leuchtenburg, FDR and The Kingfish, in American Heritage, vol. 36, n. 6, 1985.
  2. Corbetta e Gasperoni, I sondaggi politici nelle democrazie contemporanee, Il Mulino.
  3. Due clamorosi errori nella storia dei sondaggi elettorali Archiviato il 2 gennaio 2010 in Internet Archive..

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