Elettrodeionizzazione

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L'elettrodeionizzazione è un metodo che consente di ottenere acqua deionizzata operando in continuo e senza l'utilizzo di reagenti chimici.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un processo di separazione a membrane ionoselettive semipermeabili piane e caricate rispettivamente con gruppi funzionali cationici ed anionici per opera degli elettrodi alle estremità dell'impianto che stabiliscono un campo elettrico.

Per ottenere un'elevata efficacia di demineralizzazione in tali colonne sono caricate resine a scambio ionico forti (cationiche ed anioniche) miscelate tra loro in modo da simulare il comportamento di un letto misto.

Meccanismo[modifica | modifica wikitesto]

Le membrane semipermeabili di scambio cationico e anionico sono posizionate alternativamente formando diverse colonne all'interno dell'impianto cosicché gli ioni possano migrare sotto l'effetto del campo elettrico e concentrarsi nella colonna di rigetto in cui agli ioni non è consentito di riattraversare la membrana.

Schema processo EDI

L'acqua deionizzata (prodotto) viene raccolta invece dalle colonne dove avviene l'impoverimento degli ioni.

Rigenerazione[modifica | modifica wikitesto]

Le resine vengono rigenerate dagli ioni di idrogeno (H+) e di idrossile (OH-) prodotti dall'idrolisi dell'acqua sotto l'effetto del campo elettrico. Questo tipo di rigenerazione utilizza unicamente l'acqua ed è rispettoso per l'ambiente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Definizione tratta da "Tecnologia Socioeconomia e Legislazione farmaceutiche"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elettrodeionizzazione, Tecnologia Socioeconomia e Legislazione farmaceutiche, Università degli studi di Milano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]