Eleonora d'Aragona (1182-1226)

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Corona d'Aragona
Casa di Barcellona
Arms of Aragonese Monarchs (13th-15 centuries).svg

Alfonso II (1164 - 1196)
Pietro II (1196 - 1213)
Figli
Giacomo I (1213 - 1276)
Pietro III (I di Valencia) (1276 - 1285)
Alfonso III (I di Valencia)
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Alfonso IV (II di Valencia)
Pietro IV (II di Valencia)
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Giovanni I
Martino I (II di Sicilia)
Figli

Eleonora di Aragona (Saragozza, 118222 febbraio 1226) è stata una principessa aragonese divenuta col matrimonio contessa consorte di Tolosa e marchesa di Provenza, dal 1203 al 1222.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Ex Gestis Comitum Barcinonensium, era la figlia secondogenita del re d'Aragona Alfonso il Casto (1157-1196) e di Sancha di Castiglia[1] (1154-1208), che secondo le Crónicas navarras (Crónicas navarras)[2] e le Ex Gestis Comitum Barcinonensiu (Gesta comitum barchinonensium)[3] era figlia del re di León e Castiglia Alfonso VII l'Imperatore[4] e di Richenza di Polonia,
Secondo la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, Alfonso II d'Aragona era figlio della regina d'Aragona e contessa di Sobrarbe e Ribagorza, Petronilla e del principe d'Aragona e conte di Barcellona, Girona, Osona e Cerdagna, Raimondo Berengario IV[5] che, secondo la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium era figlio del conte di Barcellona, Girona, Osona e Cerdagna, Raimondo Berengario III e della contessa di Provenza e Gévaudan, Dolce I[6], figlia primogenita del Visconte di Millau, di Gévaudan, e di Carlat, Gilberto I di Gévaudan e della Contessa di Provenza, Gerberga (come ci viene confermato dalle Note dell'Histoire Générale de Languedoc, Tome II[7]), figlia secondogenita del conte di Provenza, Goffredo I e della moglie Stefania o Dolce (?- dopo il 1096, anno in cui Stefania fece una donazione per l'anima del figlio Bertrando[8]), come viene riportato a pagina 529 delle Note dell'Histoire Générale de Languedoc, Tome II[7]; secondo lo storico Szabolcs de Vajay, Stefania era viscontessa di Marsiglia, figlia del visconte di Marsiglia, Guglielmo II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Crónica de San Juan de la Peña, suo fratello, il re d'Aragona, Pietro II, dopo aver sposato la sorella, Costanza (primogenita delle sue tre sorelle), ponendo fine ai dissidi con i conti di Tolosa, riuscì a combinare il matrimonio, tra la secondogenita, Eleonora ed il conte di Tolosa, duca di Narbona e marchese di Provenza, Raimondo VI[9], che era al suo sesto matrimonio. Raimondo VI era il figlio maschio primogenito del conte di Tolosa, marchese di Provenza e duca di Narbona, Raimondo V e di Costanza di Francia (come risulta dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium,[10] e dalla Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes, Tome IV[11]), figlia del re di Francia, Luigi VI detto il Grosso[12], e di Adelaide di Moriana[13]. Il matrimonio fu celebrato, nel gennaio del 1203 (secondo la Histoire Générale de Languedoc avec des Notes, Tome V, il matrimonio, ma più probabilmente l'impegno di matrimonio avvenne nel 1200[14]), come ci viene confermato dal continuatore di Guglielmo di Tiro, nel Recueil des historiens des croisades. Historiens occidentaux, quando ricorda che avvenne, subito dopo aver ripudiato la figlia dell'imperatore di Cipro, Isacco Comneno[15].
Col matrimonio Eleonora divenne contessa consorte di Tolosa, ossia sovrana di una terra, che negli anni successivi fu martirizzata dalla guerra, una crociata (la Crociata Albigese) che il papa Innocenzo III aveva scatenato contro suo marito, Raimondo VI, più volte assoggettato a scomunica.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Catarismo e Crociata albigese.

Eleonora viene citata come moglie (Alienor uxor mea), nel testamento che, ne settembre del 1209, secondo la Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes Tome V, Raimondo VI redasse, dove oltre che della moglie, si ricordava del figlio, Raimondo, del fratello, Baldovino e dei figli illegittimi[16].

Sempre secondo la Crónica de San Juan de la Peña, suo fratello, Pietro II, tra la terza (ed ultima), sorella, Sancha d'Aragona con il figliastro di Eleonora, l'erede della contea di Tolosa, Raimondo, figlio di Raimondo VI[17], per cui divenne la suocera di sua sorella. Il matrimonio, che servì a rinsaldare il legame che univa la contea di Tolosa al regno d'Aragona, venne celebrato, nel 1210 come ci informa la Chronique de Maître Guillaume de Puylaurens sur la guerre des Albigeois[18].

Grazie anche ai due matrimoni, Raimondo VI poté chiedere il sostegno di suo cognato, Pietro II, che, il 16 luglio del 1212, era stato uno dei re cristiani vincitori della Battaglia di Las Navas de Tolosa, contro i mori di al-Andalus[19]; Pietro si rivolse al pontefice per protestare contro i soprusi contro Raimondo e i suoi vassalli[20] e Innocenzo III decise di riunire un concilio a Lavaur, presieduto dal vescovo di Narbona, dove sarebbe stata ascoltata la difesa di Raimondo VI e prese in considerazione le richieste di Pietro II[19]. Il concilio però condannò Raimondo VI, ritenuto colpevole[20], e lo scomunicò e non accolse le richieste di Pietro di restituire a Raimondo le terre che gli erano state tolte[19]; inoltre Pietro, che aveva difeso Raimondo, venne minacciato di scomunica[20].
Allora Pietro II scese in campo militarmente al fianco di Raimondo, a capo di una coalizione[19], formata dai conti di Tolosa, di Foix (Raimondo Ruggero) e di Comminges (Bernardo IV di Comminges) e dal visconte di Béarn (Gastone VI) per combattere apertamente Simone di Montfort[20]. Lo scontro avvenne a Muret, dove Pietro fu ucciso nella battaglia del 12 settembre 1213[19].

Nel novembre 1215, quando il marito, Raimondo VI fu a Roma a perorare la propria causa davanti al Concilio Lateranense IV, che condannò l'eresia dei Catari ed appoggiò incondizionatamente la crociata, mentre Raimondo fu trovato colpevole e privato di tutti i suoi beni, a Eleonora, ritenuta una buona cattolica, la dote le fu conservata intatta[21], Comunque a Raimondo VI, privato di tutti i suoi possedimenti, fu assegnata una rendita annua di 400 marchi d'argento[21] ed i territori non ancora conquistati dai crociati, sarebbero stati conservati dalla chiesa e consegnati al figlio di Raimondo VI, Raimondo (il futuro Raimondo VII), al raggiungimento della maggiore età[21].
In effetti Eleonora perse temporaneamente solo il titolo di contessa di Tolosa, in quanto il marchesato di Provenza rimase sotto controllo del marito anche contro il volere del papa. Poi, nel corso del 1217, Raimondo VI, con l'aiuto del figlio, riuscì a riconquistare la città di Tolosa[22] e l'anno dopo si era nuovamentepadrone della contea.

Eleonora rimase vedova, nel 1222, infatti, secondo la Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, Preuves, Raimondo VI morì[23] lasciando al figliastro e, nello stesso tempo, genero di Eleonora, Raimondo VII i titoli di conte di Tolosa e marchese di Provenza ed il peso della guerra contro i crociati, che praticamente in quell'anno si spense.

Non si conosce la data esatta della morte di Eleonora, che avvenne nel corso del 1226, anno in cui la Crociata contro la contea do Tolosa riprese vigore. I

Figli[modifica | modifica wikitesto]

In vent'anni di matrimonio Eleonora non riuscì a dare alcun erede al marito, Raimondo VI. come ci conferma la Crónica de San Juan de la Peña, Eleonora a non diede nessun figlio[24].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 380
  2. ^ Le Crónicas navarras (Crónicas navarras) sono un insieme di narrazioni storiche, scritte in parte in latino e in parte in una lingua romanza, aragonese, inerente alla regione navarro-aragonese, a partire dal primo secolo, sino al 1186; la cronache sono divise in 6 parti, la prima riguarda i re di Aragona dal regno di Ramiro I di Aragona a quello di Alfonso II il Casto o il Trovatore, mentre la seconda è dedicata alla dinastia di Rodrigo Diaz (el Cid) (Linage de Rodric Díaz)
  3. ^ Le Ex Gestis Comitum Barcinonensium (Gesta comitum barchinonensium) sono cronache scritta in latino dai monaci del monastero di Ripoll, nella seconda metà del XII secolo ed inizia con la presa del potere di Goffredo il Villoso e arriva sino alla morte di Raimondo Berengario IV di Barcellona. In un secondo tempo e poi in un terzo la cronaca fu ampliata con le gesta dei primi re della Corona d'Aragona, sino a Giacomo I d'Aragona
  4. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 379
  5. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, pag 363
  6. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, pag 361
  7. ^ a b (FR) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus II, pagina 529
  8. ^ (LA) Cartoulaire de l'abbaye de Saint-Victor de Marseille tome I, documento 220, pagg. 242 e 244
  9. ^ (ES) Crónica de San Juan de la Peña, capitulo XXXIV, pag. 496, riga 20
  10. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1162, pag. 846
  11. ^ (FR) Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes, Tome IV, cap- XII, par. VI, pag. 329
  12. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XIII, Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, par. 2, pag 252 e nota 6
  13. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XIII, De Genere Comitum Flandrensium, Notæ Parisienses, pag 258 e nota 12
  14. ^ (FR) Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes, Tome V, Note II V, pag. 404
  15. ^ (FR) Historia Rerum in partibus transmarinis gestarum, Continuator, libro XXVIII, capitolo V, pagina 256
  16. ^ (FR) Histoire Générale de Languedoc, avec des Notes Tome V, cap- LIV, pagg. 571 - 573
  17. ^ (ES) Crónica de San Juan de la Peña, capitulo XXXIV, pag. 496, righe 22 -24
  18. ^ (FR) Chronique de Guillaume de Puylaurens, pag. 82
  19. ^ a b c d e Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), pag. 887
  20. ^ a b c d E. F. Jacob, Innocenzo III, pag. 35
  21. ^ a b c E. F. Jacob, Innocenzo III, pag. 36
  22. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc, Tome V, Preuves, cap- 10, Chronicon Sancti Saturnini Tolosæ, col. 51
  23. ^ (LA) Histoire Générale de Languedoc, Tome V, Preuves, cap- 10, Chronicon Sancti Saturnini Tolosæ, col. 52
  24. ^ (ES) Crónica de San Juan de la Peña, capitulo XXXIV, pag. 496, riga 21

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Contessa di Tolosa Successore Armoiries Languedoc.png
La Signorina di Cipro 1203–1215 Alice de Montmorency I
Alice de Montmorency 1218–1222 Sancha d'Aragona II
Predecessore Marchesa di Provenza Successore Armoiries Languedoc.png
La Signorina di Cipro 1202–1222 Sancha d'Aragona