Elena di Brunswick-Lüneburg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ducato di Brunswick-Lüneburg
Welfen
Coat of Arms of Brunswick-Lüneburg.svg

Ottone I
Giovanni con Alberto I
Figli
  • Ottone
  • Matilde
  • Elisabetta
  • Agnese
  • Elena
  • Enrico, figlio naturale
Alberto I con Giovanni
Modifica

Elena di Brunswick-Lüneburg (18 marzo 12236 settembre 1273) fu una principessa del Brunswick-Lüneburg e per matrimonio divenne duchessa di Sassonia e langravia di Turingia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlia del duca Ottone I di Brunswick-Lüneburg e della consorte Matilde del Brandeburgo.

La politica militare intrapresa da suo padre, determinato a crearsi alleati contro le pretese espansionistiche dell'imperatore Federico II, rese la giovane Elena oggetto di trattative matrimoniali con il langraviato di Turingia, retto da Enrico Raspe, zio del legittimo erede al trono ancora minorenne Ermanno II. Le nozze avvennero nel 1239[1] e si mostrarono di breve durata: lo sposo morì due anni dopo. A causa della giovane età di entrambi gli sposi, dall'unione non nacquero eredi e la Turingia passò ad Enrico Raspe.

Elena, ancora giovane, tornò nella città natale e ad essere oggetto di trattative matrimoniali finalizzate a consolidare il patrimonio terriero che Ottone aveva nel frattempo accresciuto anche grazie alla morte di alcuni zii senza eredi diretti.

Nel 1247 venne quindi data in sposa al duca di Sassonia Alberto I, divenendone la terza moglie. Per Alberto ormai in tarda età, che non aveva ancora avuto eredi maschi legittimi, il matrimonio con la giovane sposa risultò assai vantaggioso: Elena infatti riuscì a dare alla luce quattro figli, di cui due maschi che sarebbero succeduti al padre[2]:

Nel 1260, rimasta vedova, Elena vide i suoi figli Giovanni ed Alberto divenire entrambi duchi: dividendo il ducato di loro padre divennero rispettivamente duca di Sassonia-Lauenburg e duca di Sassonia-Wittenberg.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]