Elena Aganoor

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Elena Aganoor (Padova, 1852Oderzo, 1912) è stata una poetessa italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Elena Aganoor

Elena Aganoor era figlia del conte Edoardo, di origini armene, e di Giuseppina Pacini. Delle tre sorelle Aganoor, la maggiore, Angelica, sposò il capitano dei bersaglieri Luigi Guarnieri e si trasferì a Cava dei Tirreni e la minore Vittoria, poetessa, sposò il deputato umbro Guido Pompilj. Si dice che Elena Aganoor abbia avuto una passione per Paolo Polesel (1870-1890), un vicino di casa, figlio di Vicenzo e di Antonia, di molti anni più giovane di lei. Come sua sorella minore Vittoria, fu allieva di Giacomo Zanella, con il quale ebbe uno scambio epistolare.

Si dimostrava ribelle e aspra, individualista e indipendente e si isolava spesso dalla famiglia. Dopo la morte dei genitori trascorreva lunghi periodi tra Venezia, Basalghelle e Tarcento, senza trovare pace in nessun luogo. Laura Parpinelli, la cui famiglia viveva nella villa confinante con quella degli Aganoor, a Basalghelle, in Lettere a Bianca ha pubblicato, trascrivendola da un manoscritto di Elena Aganoor, la poesia Sola.[1]

Giacomo Zanella nel 1876 convinse Vittoria Aganoor di pubblicare un libro di poesie che conteneva anche liriche della sorella Elena. Zanella dedicò versi a Vittoria e a Elena Aganoor.[2]

A Tarcento Elena Aganoor acquistò una proprietà, con villa e casa del fattore e fece costruire un castelletto in riva al fiume. Luigi Nono le fece un ritratto, esposto alla Biennale di Venezia nel 1901.

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

  • Melanconia
  • Una lampada
  • Sola
  • In abbandono:

Con che gioia ti fuggo,
O cameretta
Tomba de sogni miei,
De' miei pensieri,
Dove nella stagion che i moti affretta
Passai le notti insonni e i giorni neri.
Dove l'anima mia sola, e costretta
Soffocando nel pianto i desideri,
Cercò dei libri la sapienza gretta.

«citazione in italiano»

(Elena Aganoor, In abbandono)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Laura Parpinelli, Lettere a Bianca, Fossalta di Piave, Rebellato, 1981, SBN IT\ICCU\VIA\0279630.
  2. ^ Giacomo Zanella, Ad Elena e Vittoria Aganoor, in 4: Il periodo imperiale, Bologna, Zanichelli, 1991, pp. 509-513, SBN IT\ICCU\CFI\0166894.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucia Ciani, Vittoria e Elena Aganoor: da Tarcento con amore, in Il pignarûl, numero unico, Tarcento, a cura di Pro Tarcento, 2001, SBN IT\ICCU\CFI\0419737.

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