Electric Café

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Electric Café
Artista Kraftwerk
Tipo album Studio
Pubblicazione 14 novembre 1986
Durata 35:38
Dischi 1
Tracce 6
Genere Synth pop
Musica elettronica
Rock progressivo
Etichetta EMI
Produttore Ralf Hütter
Florian Schneider
Registrazione dal 1982 al 1986 nei Kling Klang Studios
Note L'album è stato rimasterizzato nel 2009 e rinominato con il titolo Technopop.
  1. 23 Germania[1]
  2. 58 Gran Bretagna[2]
  3. 156 Stati Uniti[3]
Kraftwerk - cronologia
Album precedente
(1981)
Album successivo
(1991)

Electric Café è il nono album della discografia della band tedesca dei Kraftwerk.

L'album[modifica | modifica wikitesto]

Electric Café è stato pubblicato nel dicembre del 1986 dopo ben quattro anni di produzione. Le registrazioni dell'album erano infatti incominciate nel 1982, quando il gruppo incominciò le registrazioni per un nuovo album intitolato Technicolor, successivamente rinominato Technopop[4]. Ma alcuni mesi dopo, quando una parte delle registrazioni era ultimata, Ralf Hütter viene coinvolto in un grave incidente mentre era in bicicletta che lo lascerà in coma per un breve periodo[4] e che gli impedirà di lavorare con il gruppo per sei mesi. In questo modo l'album verrà pubblicato solamente dopo tre anni, con un nome diverso, e senza riscuotere il successo dell'album precedente.

L'album è stato pubblicato in versioni differenti secondo la lingua principale di alcuni brani, come per esempio "The Telephone Call/Der Telefonanruf" (inglese, e tedesco), e "Sex Object/Sex Objekt/Objeto Sexual" (inglese, tedesco e spagnolo). Altri brani sono multilingue, con anche il francese e l'italiano. È il primo album del gruppo ad essere registrato in digitale.

Dall'album sono stati estratti due singoli: Musique Non Stop poco prima dell'uscita dell'album, (per il quale è stato anche realizzato un videoclip promozionale da Rebecca Allen, nuova collaboratrice grafica del gruppo dopo l'abbandono di Emil Schult nel 1982), e The Telephone Call nel 1997 (unica canzone dei Kraftwerk con Karl Bartos come cantante principale).

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Versione inglese[modifica | modifica wikitesto]

  1. Boing Boom Tschak – 2:57 (Hutter; Schneider; Bartos)
  2. Techno Pop – 7:42 (Bartos; Hutter; Schneider)
  3. Musique Non-Stop – 5:45 (Hutter; Bartos; Schneider)
  4. The Telephone Call – 8:03 (Bartos)
  5. Sex Object – 6:51 (Bartos; Hutter)
  6. Electric Café – 4:20 (Schneider; Hutter; Bartos)

Versione tedesca[modifica | modifica wikitesto]

  1. Boing Boom Tschak – 2:57
  2. Techno Pop – 7:42
  3. Musique Non Stop – 5:45
  4. Der Telefon-Anruf – 8:03
  5. Sex Objekt – 6:51
  6. Electric Café – 4:20

Versione spagnola[modifica | modifica wikitesto]

  1. Boing Boom Tschak – 2:57
  2. Techno Pop – 7:42
  3. Musique Non Stop – 5:45
  4. The Telephone Call – 8:03
  5. Objeto Sexual – 6:51
  6. Electric Café – 4:20

Techno Pop (ristampa 2009)[modifica | modifica wikitesto]

Una nuova edizione dell'album rimasterizzato è stato pubblicato nel 2009, facente parte del progetto "The Catalogue/Der Katalog". A differenza degli altri album della serie, Electric Café è stato riintitolato in Techno Pop. La ristampa include anche una versione più breve di "The Telephone Call"/"Der Telefonanruf" seguita da un brano aggiuntivo "House Phone". Quest'ultimo brano apparve per la prima volta nel 1987 sulla versione remix a 12" del singolo "The Telephone Call"/"Der Telefonanruf"[5].

Questa nuova versione dell'album è stata pubblicata su CD, vinile e come download.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Boing Boom Tschak – 2:57
  2. Techno Pop – 7:42
  3. Musique Non Stop – 5:45
  4. The Telephone Call / Der Telefon-Anruf – 3:50
  5. House Phone – 4:56
  6. Sex Objekt – 6:51
  7. Electric Café – 4:17

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Digitando il nome del gruppo nel motore di ricerca di questo archivio è possibile vedere le posizioni degli album dei Kraftwerk nella classifica tedesca
  2. ^ UK Official Charts archive
  3. ^ Posizione in classifica dell'album Electric Café nella settimana del 28 febbraio 1987, dal sito della Billboard
  4. ^ a b Pascal Bussy. Man, Machine and Music. SAF Publishing, 1993
  5. ^ Kraftwerk - The Telephone Call, su Discogs. URL consultato il 10 novembre 2016.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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