El bar

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El bar
Titolo originaleEl bar
Lingua originalespagnolo
Paese di produzioneSpagna
Anno2017
Durata102 min
Generecommedia, grottesco
RegiaÁlex de la Iglesia
SoggettoÁlex de la Iglesia, Jorge Guerricaechevarría
SceneggiaturaÁlex de la Iglesia, Jorge Guerricaechevarría
ProduttoreÁlex de la Iglesia, Carolina Bang
Casa di produzioneEl Bar Producciones, Atresmedia Cine, Nadie es Perfecto, Pampa Films, Pokeepsie Films
FotografiaÁngel Amorós
MontaggioDomingo González
MusicheJoan Valent
ScenografiaJosé Luis Arrizabalaga, Arturo Garcia
CostumiPaola Torres
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

El bar è un film del 2017 diretto da Álex de la Iglesia.

È stato presentato fuori concorso al Festival di Berlino il 15 febbraio 2017.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una mattina, al centro di Madrid, all'uscita di un bar pieno di persone di varia età ed estrazione, un uomo viene ferito alla testa da un colpo di arma da fuoco. All'interno del locale c'è immediatamente un misto di allarme, terrore e incomprensione. Le strade si svuotano e l'uomo, forse già morto, resta lì senza soccorsi. Nonostante prevalga la paura, uno degli avventori esce ed è immediatamente freddato anche lui con un colpo alla testa.

Nel bar monta il panico e tutti si scostano dall'ingresso fin quando, più tardi, scoprono che i due corpi che vi giacevano davanti, sono misteriosamente scomparsi e che il marciapiede è addirittura pulito. La tensione rende tutti suscettibili e non mancano sospetti reciproci e teorie strampalate su cosa stia accadendo. I cellulari non hanno campo e alla televisione non c'è notizia dei morti né dell'isolamento di quest'area nel pieno centro di Madrid. Questo finché non arrivano delle squadre speciali che dopo aver posato dei copertoni davanti al bar gli danno fuoco. Immediatamente in tv viene data la notizia di un incendio a Madrid che sta richiedendo un delicato intervento con isolamento di una zona del centro.

Il sospetto che le autorità stiano operando una sorta di quarantena, fa ricordare a tutti che nel bagno del bar dovrebbe esserci un uomo corpulento che entrò tossendo. Ed infatti, entrati con l'uso di una pistola posseduta da un ex poliziotto, scoprono che nel bagno c'è ancora quell'uomo, incosciente e con accanto una siringa. Poco dopo l'uomo rinviene ma solo per crollare a terra morto dopo pochi passi, in evidente stato di alterazione. Dal suo cellulare si scopre essere un militare reduce da un viaggio in Africa. Coscienti del rischio di infezione, gli unici tre che non hanno sfiorato l'uomo del bagno, comprendenti la titolare del bar e l'uomo armato, costringono gli altri a scendere nel sotterraneo insieme al cadavere. Così la bella e superficiale Elena, il giovane pubblicitario Nacho, il tuttofare del bar Sátur, la donna di mezza età col vizio delle slot Trini e il sudicio senzatetto Israel, si trovano rinchiusi in un luogo angusto e non aerato.

Viene scoperto un tombino e Israel prova ad infilarvisi, nonostante sia molto stretto. Rimasto incastrato viene poi estratto. Più tardi i cinque forzano la botola scoprendo che il bar è in cenere e l'uscita sigillata. Nacho recupera la pistola mentre Elena scopre che il cellulare del militare infetto è ancora intatto e dalla messaggistica contenuta in questo scopre che l'uomo aveva con sé quattro fiale/siringa di antidoto. Isreal con la forza si impossessa della pistola e dei vaccini, trovati ancora intatti in bagno, e se ne inietta uno. Agli altri quattro non restano che tre dosi che però sfuggono dalle mani di Trini cadendo nel sotterraneo e dal tombino di questo nella fogna. La più esile è Elena che, vinte le sue naturali resistenze è costretta a spogliarsi, ungersi e passare non senza ferirsi attraverso lo stretto varco del tombino per poi immergersi nelle putride acque delle fogne per recuperare gli antidoti salvifici. Una volta sotto però chiede che anche gli altri scendano. E così, con attrezzi rudimentali viene ampliato il foro affinché anche gli altri possano attraversarlo.

Nacho e Isreal tornano ad affrontarsi nelle fogne per chi debba possedere la pistola e dopo un corpo a corpo subacqueo e degli spari riemerge solo il primo. Ora gli altri lo percepiscono diversamente, come un assassino. In più si ripropone il problema dei 3 vaccini per 4 persone. Solo Elena crede possibile la suddivisione in parti uguali, gli altri ritengono che qualcuno si debba sacrificare permettendo che in tre si salvino. Nel buio delle fogne Trini cerca goffamente di far fuori Sátur, poi Nacho non se la sente di emettere una sorta di condanna a morte nei suoi confronti. Ma è la stessa donna a prendere la pistola e a suicidarsi, risolvendo l'impasse. Quando tutto sembrerebbe risolversi rispunta Israel, con un foro sul petto e l'atteggiamento da invasato. Uccide Sátur e poi dà la caccia a Nacho ed Elena.

I due trovano una via di uscita ma sono raggiunti. Nacho protegge Elena e poi le dà il suo antidoto, prima di precipitare e schiantarsi trascinando con sé Israel. Uscita da un tombino, la ragazza, unica superstite del bar, comincia a camminare per le strade di Madrid, seminuda e sconvolta. Una donna le mette un soprabito sulle spalle. Tra la folla incrocia e riconosce il ragazzo con il quale aveva l'appuntamento, preso tramite un social, a causa del quale si era trovata in quel bar a quell'ora. Anche lui la riconosce ma lei non è più la stessa di poche ore prima, e tira avanti ignorandolo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola ha cast artistico e tecnico essenzialmente spagnoli ma vede una partecipazione argentina nella produzione. Per questo motivo il film è stato selezionato dall'Academia de las Artes y Ciencias Cinematográficas de la Argentina per l'assegnazione degli annuali Premi Sur, ricevendo tre candidature, per i migliori costumi, miglior trucco e miglior scenografia.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Premios Sur 2017: todos los nominados, Premios Óscar Latinos, 10-11-2017. URL consultato il 20-2-2017.

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