El Topo Grand Hotel

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El topo grand hotel
Artista Timoria
Tipo album Studio
Pubblicazione 16 febbraio 2001
Dischi 1
Tracce 19
Genere Rock
Etichetta Universal
Timoria - cronologia
Album precedente
(1999)

El topo grand hotel è l'ottavo album in studio dei Timoria, pubblicato nel 2001. Il titolo, derivato da una delle canzoni contenute nel disco, è ispirato al film del 1970 El Topo (in italiano La Talpa) del regista/poeta cileno Alejandro Jodorowsky. Il disco è un omaggio a quel film (la storia di una talpa che, abbagliata dalla luce, è costretta a rifugiarsi di nuovo sottoterra), con l'aggiunta di Grand Hotel, proprio perché la storia contenuta nel disco si svolge in un albergo sotterraneo. Una storia visionaria e allucinogena che riprende la formula del concept-album già sperimentata con Viaggio senza vento e 2020 SpeedBall e dal punto di vista musicale, con una veste progressive che ricorda nei suoni vecchi gruppi nazionali come Le Orme e New Trolls dei tempi d'oro.[1] Nelle canzoni di “El Topo Grand Hotel” si trovano diversi generi artistici, dal funky di Joe, al metal di Valentine e Supermarket; dalle contaminazioni etniche di Mork a quelle jazz di Vincent Gallo Blues e Ferlinghetti Blues fino a quelle rap che trovano spazio nel duetto con gli Articolo 31 nel brano Mexico.

Il disco riprende le peripezie di Joe, personaggio ideato da Omar Pedrini iniziate in Viaggio senza vento, che attraverso un nuovo viaggio spazio-temporale, conducono il protagonista a separarsi da Valentine nel Parco dell'Appia antica a Roma, e dopo una rapina al supermercato si addormenta su un vagone merci per risvegliarsi ad Amsterdam nel 1971, dove assiste a un concerto dei Velvet Underground & Nico. Annoiato e disgustato dalla cattiveria dei suoi nemici, Joe inizia il suo viaggio psichedelico che lo porta in Messico nel 2019, dove trova il Grand Hotel sotterraneo abitato da insoliti personaggi: la più grande cuoca (Donna Nadia), il miglior sommelier (Don Luis), il proprietario (Ugo Tognazzi) e l'alieno Mork, che lo convincerà a partire per lo spazio, dove i pionieri hanno ricostruito l'antica città maya Tikal, sul pianeta Europa 3.

L'unico brano che sembra esulare dal contesto del viaggio intrapreso da Joe, è proprio il brano iniziale e primo singolo Sole spento. Il testo fu ispirato da una lettera di un carcerato a Omar, manifesto e simbolo di quella generazione “senza vento” di cui Omar Pedrini e la sua band fanno ancora parte.[2]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Sole spento
  2. Cielo immenso
  3. Mandami un messaggio
  4. Vincent Gallo Blues
  5. Joe (part 2)
  6. Supermarket
  7. Neve
  8. 1971 (Live in Amsterdam)
  9. Magico
  10. Ferlinghetti Blues
  11. Sunday
  12. Valentine
  13. Febbre
  14. Strumenticomexico
  15. Mexico
  16. El Topo Grand Hotel
  17. Mork
  18. Alba fragile
  19. Cielo immenso 2

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Diego Ancordi, El Topo Grand Hotel, in rockol.it.
  2. ^ Antonio Benforte, El Topo Grand Hotel - Recensione, in Lankelot.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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